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Incidente alla Dragonière de Gaud, Ardèche, Francia

domenica 3 ottobre 2010 - Ardèche, Francia.
Il forte spelesub francese Eric Establie non risale dalla risorgenza della Dragonnière du Gard (Labastide de Virac) in cui si era immerso con l'intento di proseguire le esplorazioni oltre il limite conosciuto, posto a 1600 metri di distanza e a 42 di profondità (con due punti bassi a -87 e -70 m). Era partito con due rebreather, due scooter e 5 bombole, poteva contare su una linea
di decompressione di sicurezza installata sino a -60 m e disponeva
di 450 m di sagola.
La durata prevista dell'immersione era di 6 ore.
Il sifone è particolarmente difficile, per via del profilo a saliscendi e della pessima visibilità in caso di contatto con suolo e pareti.
Dopo tre tentativi di contatto andati a vuoto i compagni di esplorazione di Eric allertano lo Spéléo Secours Français che effettua già nella notte una prima immersione, senza risultato.

lunedì 4 ottobre
Si immergono fino al punto basso di -87 m i francesi Mehdi Digouth e Philippe Bertochio, se non ci saranno novità nella ricerca, seguiranno gli inglesi Rick Stanton e John Volanthen.

martedì 5 ottobre
Le autorità francesi diramano una richiesta di aiuto internazionale.  La protezione civile italiana invia una una squadra della commisione speleo subacquea del Soccorso Speleologico. La squadra è composta dal responsabile della ComSub Marco Broglio, dal vice responsabile nazionale Roberto Corti, da Sophie Pumir per le traduzioni e da 6 speleosub provenienti da Lombardia, Veneto, Puglia e Toscana. Giungerà sul luogo dell'incidente in tarda mattinata.
Alle 15,30 i due speleosub inglesi sono pronti a entrare in grotta.
Il tempo di immersione è previsto tra le 5 e le 9 ore, perché lo speleosub disperso potrebbe trovarsi oltre il limite esplorativo dei 1600 metri.

mercoledì 6 ottobre
I soccorritori inglesi entrati ieri pomeriggio riemergono nella notte e raccontano di aver trovato la galleria occlusa da uno smottamento di ghiaia a circa a 800 metri dall’ingresso. In quella zona hanno rinvenuto lo scooter di soccorso Eric, incastrato nella frana e rivolto nella direzione di uscita.
Si fa strada l'ipotesi che lo speleosub possa aver abbandonato di proposito il veicolo per far sapere che è vivo in qualche zona asciutta oltre la frana.
Gli speleosub italiani entrano in acqua per stendere la linea di sicurezza per le immersioni di domani e per fare un censimento di tutto il materiale che si trova nella risorgenza fino alla profondità di 40 metri e a 200 metri di distanza.
Intorno alle 8,30 iniziano le prospezioni sull’altopiano che sovrasta la risorgenza nel tentativo di individuare un punto in cui scavare per intercettare la galleria oltre la frana.
Trovato un piccolo inghiottitoio si inizia a scavare. Prima con un piccolo escavatore, in seguito con una pala meccanica di grosse dimensioni che in breve tempo consente di raggiungere il substrato roccioso. Continua lo sbancamento una squadra di disostruttori del Soccorso Francese.
Al campo base, nel pomeriggio, si lavora alla preparazione dell'attrezzatura per l’immersione degli speleosub del Soccorso Svizzero, prevista per domani mattina.
Alle ore 20 si concludono le operazioni di posizionamento materiali all’interno della grotta.
Per domani si prevede di affidare la continuazione degli scavi a una ditta specializzata in escavazioni in grado di realizzare ponteggi e mettere in sicurezza lo scavo.

giovedì 7 ottobre
ll CNSAS continua la collaborazione nelle operazioni di soccorso allo speleosub disperso in Francia. L'interazione con il team francese è validamente supportata da Paolo Vaccari, funzionario del servizio gestione emergenze e unità di crisi della Protezione Civile.
Si immerge l'équipe del del soccorso svizzero, composta dall'italiano Gigi Casati e da un compagno, con lo scopo di verificare la possibilità di oltrepassare la frana nell’intento di proseguire la ricerca dello speleosub disperso.
I due soccorritori arrivano fino al punto dove è ceduta la galleria ed eseguono un sopralluogo accurato nella zona. La visibilità massima è di un metro e mezzo, e si riduce a 30 centimetri quando si comincia a muoversi nei pressi dell’ostruzione.
La frana è costituita da un imbuto con pareti di argilla che stringono verso il basso, dove si intravede uno spiraglio, troppo pericoloso però da attraversare.
Apparentemente non ci sono vie laterali o alternative per superare la frana.
Dall’alto proseguono i lavori di sbancamento. Secondo gli esperti se il disperso indossasse una muta stagna e si trovasse in in una zona asciutta della cavità, potrebbe sopravvivere in attesa dei soccorsi per una ventina di giorni.

venerdì 8 ottobre
Nella notte il prefetto decide di interrompere le operazioni perché è troppo pericoloso proseguire.
Al mattino viene si decide di liberare il sifone e di interrompere le operazioni.
La squadra italiana effettua ancora qualche immersione per recuperare il proprio materiale e quello della squadra svizzera.
Nella tarda mattinata il CNSAS rientra in italia.
Durante le operazioni di bonifica della galleria in prossimità della frana, i sub svizzeri si accorgono di una bombola incastrata nella frana che non era stata notata prima. Si pensa subito a un segno di vita di Eric.
Il prefetto autorizza allora un nuovo tentativo di immersione oltre la frana per mezzo di un passaggio molto stretto, visto in precedenza.

sabato 9 ottobre

Lo Spéléo Secours Français dirama un comunicato con le importanti novità che fanno sperare che Eric Establie sia vivo, al riparo e in attesa in qualche condotto di là del sifone.
Durante la notte una nuova immersione permette di portare altro materiale in prossimità della frana. Viene inoltre esaminata la stretta finestra notata ieri, per verificare la possibilità di bypassare la parte ostruita dalla frana.
Ulteriori operazioni di perforazione saranno intraprese in esterno sull'altopiano.

domenica 10 ottobre
Proseguono le operazioni di disostruzione dell’inghiottitoio sull’altopiano. Dopo parecchi tiri di microcariche di esplosivo, le squadre dello Spéléo Secours Français riescono ad allargare un passaggio sul fondo e a scendere una serie di pozzi di 20, 40 e 20 metri, fermandosi a 90 m di profondità, di fronte aun'altra strettoia.
Poco distante riprendono i lavori di trivellazione, fermi da ieri sera alla profondità di -30 m.
Nel pomeriggio si preparano a un'altra immersione gli speleosub inglesi del British Cave Rescue Council.

lunedì 11 Ottobre
Arriva, inattesa, la notizia della tragedia: trovato morto lo speleosub francese disperso da una settimana in una grotta allagata dell'Ardèche.
Il sottoprefetto Largentiére ha annunciato la morte per annegamento di Eric Establie. La salma è stata trovata dai due speleosub britannici usciti in serata dopo l’ultima immersione nel sifone della Dragonière. Era adagiata in un punto basso della grotta a circa 70 metri dopo la frana.
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