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Prevenire i pericoli

#La prevenzione, nell’ambito del soccorso alpino e speleologico, si può definire come l'insieme di azioni finalizzate a impedire o a ridurre il rischio, ovvero la probabilità che si verifichino eventi non desiderati (gli incidenti).
Prevenire gli incidenti in montagna e in grotta è uno dei compiti principali del CNSAS, tanto che è citato fin dall’articolo 1 della legge 74/2001 e dello statuto.
Montagne e grotte, pur presentando i caratteri degli “ambienti ostili”, non sono pericolose in quanto tali, ma possono diventarlo se le si affronta senza le conoscenze e la preparazione adeguate. Inoltre si tenga presente che è praticamente impossibile metterle in sicurezza in modo assoluto.
L’obiettivo del CNSAS quindi non è l’eliminazione totale dei pericoli, ma la diffusione più capillare possibile di una cultura della prevenzione che consenta a chi frequenta l’ambiente montano e ipogeo di valutare serenamente i rischi che affronta. Molto spesso rinunciare a una gita, in caso di condizioni meteo sfavorevoli o di preparazione fisica inadeguata, è la forma più alta di prevenzione che si possa adottare.
Il soccorso speleologico collabora con i gruppi speleologici che organizzano corsi di introduzione con lezioni e incontri dedicati alla prevenzione degli incidenti in grotta.
In grotta anche il minimo infortunio può trasformarsi in un incidente serio e richiedere l’intervento di molti soccorritori per un periodo prolungato di tempo (anche più giorni).
La durata di un intervento di soccorso, infatti, oltre che dalle condizioni del ferito, dipende da molti fattori legati all’ambiente ipogeo: presenza di strettoie, pozzi, tratti allagati, nonché dalla profondità e dalla distanza dall’ingresso del luogo in cui è avvenuto l’incidente.

Consigli per una maggiore sicurezza in grotta

Essere preparati. Frequentare un corso di speleologia e partecipare alle attività dei gruppi speleologici.

Prima di intraprendere un’escursione in grotta informare sempre una persona di fiducia. Dare indicazioni su: posizione della grotta, orario d’ingresso, presunto orario di uscita e numero delle persone presenti.

Non partire mai da soli: il numero ottimale di una squadra è di cinque persone, in modo che due possano restare con l’eventuale infortunato e le altre due possano uscire per dare l’allarme;

Controllare le condizioni meteo e le previsioni per evitare il rischio di rimanere bloccati da una piena.

Controllare sempre accuratamente l’attrezzatura personale e di gruppo.

Valutare la propria preparazione tecnica e quella dei compagni di escursione in rapporto alla difficoltà della grotta.

Verificare le buone condizioni psico-fisiche proprie e dei compagni.

Dosare le energie per conservare sempre un buon margine di autonomia per far fronte agli imprevisti.

Appena usciti informare la persona di fiducia a cui si era comunicato l’orario di ingresso e di uscita.

Avere è una fonte di illuminazione montata sul casco, che consenta di procedere a mani libere; l’illuminazione deve essere affidabile e di lunga durata; ciò significa sia avere adeguate batterie e cariche di scorta, avere una seconda luce di emergenza in caso di mal funzionamenti.

In grotta per evitare di perdersi, è opportuno fare attenzione ai passaggi più complicati abituandosi a voltarsi e guardare all’indietro con regolarità per individuare e memorizzare la via del ritorno.

Evitare di procedere in arrampicata, se non per passaggi molto brevi e molto facili, perché in genere in grotta gli appigli sono bagnati e scivolosi.

...essere preparati, non partire mai da soli, controllare le condizioni meteo...
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