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Cave Rescue Symposium

(pubblicato su SpeleoSoccorso n. 1)

Si è tenuto a Budapest, dal 9 al 13 agosto 1989, il simposio del Soccorso speleologico, organizzato come preconvegno al Congresso internazionale di speleologia che si è invece tenuto dal 13 al 20 seguenti.
Il programma è stato vasto ed interessante, l'organizzazione è stata buona con i comprensibili momenti di incertezza della partenza. Questo il resoconto.
Arriviamo a Budapest il 9, ci sistemiamo e diamo un'occhiata alla città, che ci appare subito meravigliosa e ci riserva piacevoli sorprese.
Il mattino dopo il simposio viene aperto da Gyórgy Dénes e Derek Ford con l'onnipresente Andrè Slagmolen. Si inizia subito con due relazioni sul soccorso speleologico in Unione Sovietica, Bulgaria, Jugoslavia e Francia. La partecipazione è buona e si continua il pomeriggio con Sovietici e Polacchi: relazioni tecniche, statistiche di incidenti, organizzazione dei soccorsi.
C'è un interessante programma sociale, al quale non possiamo partecipare, per visitare alcune delle numerose cavità, che si aprono nel sottosuolo della città; una di queste si apre sotto un bel centro sociale, con tanto di bar, sala riunioni, museo speleologico: è la Szemlo Cave.
Il giorno dopo le relazioni continuano, noi non troviamo il luogo dell'incontro e rinunciamo.
Ci ritroviamo, invece, alla riunione dei medici del soccorso speleologico alla Szemlo Cave dove ci accoglie una piacevole sorpresa: una graziosa interprete, dal nome impronunciabile, che ci faciliterà molto il lavoro durante le riunioni.
Siamo in dodici con i relativi interpreti e l'immancabile Slagmolen, che ci presiede. Un bulgaro, un tedesco, un austriaco, due polacchi, due ungheresi e due italiani; lo scrivente e il dr. Luigi Giuncato di Lecce, medico del 7° gruppo.
Slagmolen richiama la nostra attenzione sulla necessità di creare rapporti più stretti tra i medici che operano nei vari soccorsi speleologici, dato che non esiste a tutt'oggi una struttura funzionante in tal senso, per la defezione sporadica di alcuni e cronica di altri. Non si fanno nomi! Si rileva, inoltre, la necessità di riservare più spazio ai medici ed ai problemi medici dei soccorsi nell'ambito dei congressi internazionali.
La discussione prende avvio da queste premesse per poi arrivare a parlare di soccorso vero e proprio, dei medici, delle attrezzature, dell’esperienza di ognuno nel proprio paese.
Si discute di argomenti interessanti. Particolarmente seguite le relazioni dei rappresentanti dei paesi dell'Est. Ha suscitato inoltre particolare interesse il problema dei recuperi in cavità difficili e profonde. L'argomento coinvolge tutti e noi, in particolare, che ci troviamo con la realtà di numerosi -1000 m in casa. Tutti ci chiedono, infatti, di raccontare le nostre esperienze e lo facciamo con piacere. Ci rendiamo conto che il problema è attuale e che andrà affrontato sempre con maggiore impegno e non solo in ambito nazionale. Ritengo che una collaborazione di intesa vada cercata a livello internazionale Se ne era già parlato a Cividale. Sarà opportuno, in futuro, affrontare il problema. Per l'Italia lo scrivente relaziona sulla struttura del CNSA-SS, sulle nuove trousses mediche e sulle barelle: l'intervento viene molto apprezzato.
Luigi disquisisce sull'uso degli autorespiratori ad ossigeno (ARO) nelle cavità con alti tassi di CO2 e riscuote notevoli consensi. Ne segue una interessante discussione.
A conclusione dei lavori una proposta di Slagmolen ci trova tutti d'accordo: creare un sistema di collegamento stabile tra i medici, che si interessano di speleologia nei vari paesi con lo scambio di pubblicazioni su metodiche, materiali, relazioni mediche di interventi. Ognuno invierà i propri lavori a Slagmolen, che si incaricherà di tradurli e rispedirli a tutti gli altri. Ci sembra un'ottima proposta: vedremo se funzionerà questa volta.
Un'altra proposta, condivisa da tutti, è di impegnarsi ad esigere uno spazio maggiore ai medici ed ai loro problemi nei congressi che verranno.
Ci concediamo, intanto, una pausa turistica per visitare quanto si può di Budapest: la città è piacevolissima e molto bella.
Per motivi logistici, la riunione del giorno seguente, nella quale si sarebbero dovuti trattare altri argomenti più specificatamente tecnici, non si è tenuta ed i partecipanti si sono dispersi tra manovre e visite guidate in grotta. Ci ritroviamo, però, tutti alla esercitazione in palestra, che viene fatta alla Matthias Cave dagli speleologi locali: contrappeso, teleferica, uomo a uomo ecc. in una parete rocciosa alla Paul Valley. Sul prato, materiali, barelle in mostra e qualche audiovisivo interessante.
Il simposio volge al termine ed un indescrivibile Gulash party alla Paul Valley ci riunisce ancora una volta. Non molti, al mattino dopo, ricorderanno i particolari della festa.
Abbiamo pochissimo tempo e dobbiamo pensare a ritornare a casa lasciando a malincuore Budapest, mentre arrivano altri per il Congresso.

Ugo Vacca



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