DATA:10.09.96
GROTTA:Grotta Scaletta (Palinuro - Salerno)
PERSONE COINVOLTE: 3
MODALITÀ INCIDENTE: Il giorno 10 settembre
1996, alle 17,30 circa, tre sub polacchi, Sosinka Gazegore,
Spyrka Rafal e Oslowski Witold, da circa un mese in Italia per
una serie di immersioni insieme ad un folto gruppo di subacquei,
si immergono nella grotta Scaletta del Complesso di
Punta Iacco (Capo Palinuro). Almeno per uno di loro (Witold)
questa è la terza immersione della giornata e probabilmente
tutti hanno poca aria nella bombole. Non hanno con loro la sagola
guida e dispongono solo di due lampade subacquee in tre; inoltre
solo Witold ha un computer.
La grotta scende fino a -43 metri con un cunicolo piuttosto
angusto che alla base si allarga a formare una piccola sala nella
quale convergono anche altri cunicoli più o meno paralleli a
quello di ingresso. I tre, scesi fino a -35 metri, probabilmente
non riescono a trovare la via di uscita in quel piccolo labirinto
e ben presto terminano la loro riserva daria. I compagni
allesterno, dopo averli attesi inutilmente, rientrano a
Palinuro per dare lallarme alla Capitaneria di Porto.
Inizia a questo punto la lunga e dolorosa ricerca delle salme da
parte dei subacquei del diving locale Pesciolino
Rosso e dei VVF.
EVOLUZIONE DELL'INTERVENTO: LANSA
dirama subito la notizia dellincidente e allinterno
del Soccorso Speleologico e della Commissione Speleosubacquea ci
si attiva per essere pronti in caso di richiesta di intervento,
ma dato che da Palinuro non arriva alcuna comunicazione, ben
presto la cosa viene archiviata.
Invece il 16 settembre il C.N.S.A.S. viene contattato dai VVF di
Salerno per il recupero dellultima salma, quella di Witold,
che sia i sub locali che quelli del Vigili non riescono a
ritrovare. In realtà, dal momento dellincidente, ogni
giorno squadre di sub dei VVF, coadiuvate dai sub del
Pesciolino, si sono immerse ed hanno recuperato i
primi due corpi ma poi, un po per il maltempo ed un
po per la scarsa dimestichezza con le immersioni
speleosubacquee, le ricerche sono giunte ad un punto morto.
Data lassoluta non urgenza del recupero e considerata la
notevole distanza dei sub della Commissione Speleosubacquea del
C.N.S.AS. da Palinuro, i giorni successivi vengono impiegati dal
sottoscritto, Delegato del V Gruppo, e da Paolo Verico,
Responsabile Nazionale Speleo, in estenuanti contatti con la
Prefettura di Salerno, i VVF e la Protezione Civile per valutare
la possibilità di effettuare il lungo viaggio ed alloggiare a
Palinuro non esclusivamente a nostre spese (ovviamente i tre
polacchi non erano soci CAI) . Tutto quello che riusciamo ad
ottenere è, però, solo la garanzia di un rimborso spese da
parte della P.C. mentre i contatti con il Sindaco di Centola (da
cui dipende Palinuro) si concludono ottimamente: saremo ospiti
del Comune.
Si decide infine di partire il giorno 20, ma solo dopo aver
ricevuto dai VVF la conferma del mancato recupero
dellultima salma, avvistata il giorno precedente, e dopo
aver ricevuto un fax di richiesta di intervento da parte della
Prefettura necessario per i rimborsi della P.C.
Le notizie da Palinuro sono vaghe e contraddittorie. Il 20 nessun
segno di vita da parte dei VVF fino alle 14, quando mi decido a
telefonare per avere notizie. Ovviamente a Salerno nessuno sa
nulla e del fax nessuna traccia. Ne deduciamo che
lintervento è terminato e ci accingiamo di nuovo a
smobilitare, quando mi richiamano i VVF confermando la richiesta
di intervento.
Il 21 quindi partono Luigi Casati, Massimo Bollati e Claudio
Giudici della Commissione Sub, Massimiliano Re e Beradino
Bocchino come appoggio ed il sottoscritto come responsabile di
zona (nonché autista!).
Arriviamo sul posto alle ore 17.00 e, visto landamento dei
giorni precedenti, temiamo fino allultimo di aver fatto un
viaggio a vuoto; invece al briefing in Capitaneria di Porto ci
confermano che la salma è ancora in acqua, incastrata ad una
ventina di metri di profondità, in una galleria laterale dove il
sub è forse finito durante un ultimo disperato tentativo di
uscire. Lincontro con i sub dei VVF è un po
tempestoso allinizio (Ma a voi chi vi ha chiamato
?), anche perché le squadre che si erano alternate fino a
quel momento a Palinuro (Bari, Salerno e Napoli) non erano ben
collegate con il comando di Salerno e (forse) non sapevano molto
delle iniziative prese dai loro superiori. In ogni modo gli
equivoci vengono chiariti subito e viene anche messo in chiaro
che le squadre del C.N.S.A.S. opereranno sottacqua in
completa autonomia. La sera vengono preparate le attrezzature e
fatti i programmi per lindomani.
Il 22, alle ore 8 del mattino, siamo al porto in attesa della
motovedetta S.A..R. che dovrà portare noi ed i sub dei VVF sul
luogo dellincidente. Limbarcazione arriva alle ore
9,30 ma occorre attendere ancora larrivo
dellelicottero dei Vigili che TUTTI i giorni (anche quelli
precedenti) è rimasto in attesa sulla banchina del porto come
misura di sicurezza per trasportare eventuali sub in embolia alla
camera iperbarica di Salerno (no comment). Finalmente alle ore 11
Giudici, Casati e Bollati si possono immergere,
assistiti da due sub dei VVF che stazioneranno a -10
metri, fuori dalla grotta.
La salma viene subito individuata a -20 metri circa ma
lavanzato stato di decomposizione fa si che non appena
liberata, questa risalga improvvisamente lungo un cunicolo (non
disegnato nel rilievo) per 5/6 metri. Abbondantemente zavorrata e
con un vero e proprio paranco viene riportata a -20 metri, in
corrispondenza di una finestra, e da qui fatta risalire verso
luscita ma la rottura della sagola provoca una nuova
risalita del corpo nel pozzo superiore fin quasi in
superficie. Poiché non è possibile uscire da quel lato e
laria è scarsa la salma viene ancorata e, alle ore 12.30,
si rientra per la ricarica bombole.
Nel pomeriggio alle ore 17 nuovo tentativo, con lausilio di
una imbarcazione della Coop. del Porto, più stabile della
motovedetta, ma la salma non è più al suo posto in quanto la
risacca, aumentata notevolmente, ha probabilmente rotto tutte le
sagole. Vengono comunque recuperate alcune parti
dellattrezzatura ma il mare grosso rende difficoltoso il
transito nel canale di accesso alla grotta e si preferisce
rientrare.
Il lunedì mattina si parte per un altro tentativo ma il mare,
ulteriormente rinforzato, rende a malapena possibile uscire dal
porto. Si decide quindi di sospendere le operazioni fino al
giovedì 26, quando, secondo le previsioni del meteo
dellAereonautica Militare, il tempo sarebbe dovuto
migliorare.
Il giovedì nuovi estenuanti contatti con Capitaneria di Porto,
VVF e P.C.: i sub dei Vigili hanno nel frattempo effettuato
alcune immersioni riuscendo ad individuare solo parti della salma
e dellattrezzatura. Partiamo nella notte e allalba
siamo di nuovo a Palinuro, tutti tranne Bollati sostituito da
Massimo Liverani.
Il venerdì vengono effettuate due immersioni da parte dei sub
del C.N.S.A.S.: una alle ore 11 ed una alle ore 16,30, durante le
quali vengono recuperate le bombole, la zavorra, parti
dellattrezzatura ed il computer da polso. Questultimo
è ancora funzionante e, portato a terra, viene subito collegato
al computer della Capitaneria che restituisce il grafico delle
ultime immersioni di Witold. Della salma però ancora nessuna
traccia perché la risacca impedisce laccesso al
pozzo superiore, ma chiare tracce lasciano pensare
che sia proprio in quella zona.
Lindomani alle ore 8, per sfruttare la calma mattutina,
siamo di nuovo di fronte a Punta Iacco per un altro tentativo,
stavolta misto: Giudici e Re tenteranno di entrare
nella parte subaerea della grotta per raggiungere la sommità del
pozzo superiore, mentre Casati e Liverani cercheranno
di accedervi dal basso. Il tentativo, malgrado il mare ancora
piuttosto mosso, riesce e la salma risulta essere effettivamente
nella piccola grotta sopra il pozzo. Le condizioni del corpo sono
ovviamente immaginabili ed è possibile recuperarne solo una
parte anche perché occorrerebbero ulteriori attrezzature al
momento non disponibili. Si rientra in porto alle 9,30 ed il
mare, ancora una volta, impedirà una uscita pomeridiana.
Dopo un lungo briefing in Capitaneria, con il morale piuttosto
basso, si decide di effettuare un nuovo tentativo allalba
del giorno successivo, mentre Germani e Giudici tornano a Roma
per impegni precedenti.
Il 29, come sempre allalba, Re e Bocchino entrano di nuovo
nella parte aerea della grotta ma non riescono ad estrarre il
corpo dal cunicolo dove è incastrato, mentre i due sub non
trovano nulla.
Sembra che ci sia una vera e propria maledizione che impedisce al
povero Witold di uscire dalla grotta! Al rientro in porto si
decide però di fare un ultimo tentativo con un paranchino che i
VVF fanno venire con lelicottero da Salerno e questa volta
loperazione riesce. I due speleo infatti rientrano nella
grotta sempre via mare insieme ad alcuni VVF. Qui, attrezzata una
teleferica ed alcune corde fisse, riescono a portare fuori la
salma estraendola con il verricello a mano e
facendola poi scorrere verso luscita con una carrucola.
Il rientro a casa, a parte la grande stanchezza, avviene senza
problemi.
COMMENTI: Questo è stato senza dubbio uno
degli interventi più lunghi e tormentati cui abbia mai
partecipato e, a parte il mare mosso su cui non abbiamo
giurisdizione, i problemi sono stati causati come sempre
dallestremo ritardo con cui siamo stati chiamati dai VVF,
ritardo che ci ha costretto a lavorare in condizioni veramente al
limite dellumana sopportazione (la salma è stata portata
fuori praticamente un pezzetto alla volta).
La Capitaneria di Porto, responsabile delle operazioni, non ha
molte colpe nel ritardo in quanto non sapeva nemmeno
dellesistenza dei nostri sub: questo ci dovrà far
riflettere sulle modalità di diffusione delle informazioni
relative alla speleologia subacquea ed alle tecniche sviluppate
dal C.N.S.A.S. A Palinuro incidenti del genere capitano almeno un
paio di volte lanno e vengono sempre risolti dai sub locali
e dei VVF con attrezzature e mentalità non molto adatte alle
immersioni in grotta e comunque molto simili a quelle che hanno
causato lincidente stesso. Probabilmente la diffusione alle
Capitanerie di Porto dei nostri elenchi (salvo verifica della
nostra capacità di risposta), e la realizzazione di manifesti
informativi sulle immersioni speleosubacquee da diffondere nelle
zone a rischio come appunto Palinuro, potrebbe forse prevenire la
morte di qualche subacqueo normale che intende
avventurarsi nelle grotte sommerse.
La collaborazione con i VVF, superati i primi attriti, è stata
come sempre buona mentre altrettanto non si può dire della
Prefettura e della Protezione Civile, il cui intervento si è
limitato ai soli rimborsi (speriamo!) ottenuti solo dopo giorni e
giorni di contatti telefonici. Il comune di Centola è stato
invece ottimo e lospitalità perfetta. Grazie!
Infine noi: i sub del CNSAS, stratosferici dal punto di vista
tecnico, si sono imbattuti nel problema veramente inconsueto
dellavanzato stato di decomposizione della salma, che ha
causato il primo sganciamento del corpo ed ha condizionato
pesantemente il prosieguo delle operazioni che si sarebbero
probabilmente concluse alla prima immersione.
Carlo Germani, Delegato del V gruppo Speleologico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
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