[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

Relazione di Intervento di Soccorso

DATA: 23-25 dicembre 1972

GROTTA: Abisso Caracas - Complesso di Piaggia Bella (CN)
PROFONDITÀ: -346 m
PERSONE COINVOLTE: 2

MODALITÀ DELL'INCIDENTE:

Sabato 23 dicembre 1972 alle 8 del mattino due giovani speleologi del l'ASBTP (Association Sportive du Batiment et des Travaux Publics de la Cote d'Azur) iniziano la discesa nella grotta di Caracas con l'intento di compiere la traversata Caracas - Piaggia Bella in corda doppia. A questo scopo portano con sè una corda di 40 metri, una corda di 120 metri ed una trentina di anelli di corda. Per ogni eventualità due compagni si accampano in superficie ed attendono la loro uscita.
La discesa si compie senza problemi fino a metà del pozzo da 105 metri situato a -346: a questo punto i due non riescono più a ricuperare la corda da 120 metri. Tutti i loro tentativi per liberarla restano vani ed i due sfortunati speleologi debbono rassegnarsi ad attendere i soccorsi.

EVOLUZIONE DELL'INTERVENTO:

Domenica 24 dicembre, la squadra rimasta in superficie, sempre senza loro notizie, decide di dare l'allarme. Sono le 17 quando i compagni di Nizza vengono avvertiti per telefono. Lunedì, all'una e mezza del mattino una prima squadra scende in Piaggia Bella e risale i «Piedi Umidi» (la confluenza della grotta di Caracas) senza trovare nessuno. Alle 3 una seconda squadra si cala in Caracas ed alle 16 ritrova i due naufraghi. Essi hanno conservato un morale eccellente ma hanno sofferto molto il freddo e soprattutto la sete. Ci vorranno circa 8 ore perchè questa squadra possa riguadagnare la superficie.
Dal punto di vista tecnico, i due speleologi si calavano in corda doppia, ancorata ad un anello di corda. Nel gruppo a cui essi appartengono ci si è sempre rifiutati di usare il «decrocheur» che viene considerato poco sicuro.
Il bloccaggio della corda sembra essere stato dovuto al pizzicamento di questa da parte dei due rami dell'anello di corda. Sarebbe bene, sia di trovare un sistema per impedire all'anello di strozzarsi sotto il semplice peso della corda, sia di sacrificare un moschettone, ciò soltanto per le verticali più lunghe.

La lezione da trarre da questo incidente sembra essere la seguente:
sarebbe utile munirsi d'un paio di maniglie «Jumar» che permetterebbero, dopo aver ancorato un ramo della corda incastrata, di risalire sull'altro ramo.

L'intervento della I Squadra del I Gruppo CNSA DS è stato richiesto, a seguito dell'incidente descritto, tramite la stazione dei Carabinieri di Ormea nel pomeriggio del giorno 25 dicembre. Gli speleologi non impegnati nelle ricerche vedono che la squadra discesa in Caracas tarda molto a rientrare e pensano che sia necessario un intervento più massiccio. Il momento in cui la chiamata giunge a Cuneo non è favorevole (è il giorno di Natale), tuttavia una squadra di 6 persone parte verso le ore 18. Il preallarme viene esteso alla II Squadra (Lombardia).
Verso le 20 i primi volontari con il Capo Gruppo raggiungono il paese da cui parte la mulattiera che porta alla zona delle grotte. La situazione non è cambiata e si è sempre senza notizie degli speleologi discesi in Caracas.
A questo punto risultano pronti a partire sia la II Squadra sia i volontari di Genova. Si decide tuttavia di lasciarli riposare e di farli intervenire nelle prime ore del giorno successivo. Frattanto i volontari presenti iniziano la marcia di avvicinamento, ma poco dopo vengono fermati perchè giunge la notizia che i due speleologi dispersi sono stati ritrovati sani e salvi e che stanno risalendo lentamente aiutati dai compagni.
I volontari della I Squadra si trattengono in zona fino a quando si ha la certezza che tutto si concluda felicemente e quindi rientrano dopo aver avvertito a Milano ed a Genova circa l'esito della vicenda.


Relazione fornita da Gianni Follis - Capo del I Gruppo - Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia - e pubblicata sul Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973

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