[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]
Tratto da:
Notizie
Notizie del CNSAS

n.18, maggio 2001

Relazione di Incidente speleologico

DATA: 13-15 gennaio 2001

GROTTA: Grotta di Su Bentu - Oliena (NU)
PERSONE COINVOLTE: 5

Cronologia eventi

Sabato 13 Gennaio

Ore 14.00: da un noto speleologo di Oliena giunge una segnalazione al ns. Capo Stazione di Nuoro che cinque ragazzi del locale gruppo speleologico sono entrati venerdì 12 gennaio intomo alle 23.00 nella grotta di Su Bentu nella valle di Lanaitto per andare alla Sala della Candela situata nei Rami Alti. Il "quarto vento" potrebbe aver sifonato e loro potrebbero essere bloccati. Il SASS comincia ad allertare la stazione di Nuoro;
Ore 15.00: preallarme confermato: il "quarto vento è completamente allagato, non si passa più, la grotta sta entrando in piena anche nei rami principali;
Ore 19.30: la Stazione di Nuoro parte per la valle di Lanaitto con i materiali. In questa squadra vi sono tra i tecnici di soccorso alcuni dei più profondi conoscitori della grotta di Su Bentu, oltre a due esperti speleosubacquei. Vengono allertate tutte le altre Stazioni della Sardegna e i vertici nazionali Soccorso Speleologico, la Prefettura ed il Comando VV.F di Nuoro.

Nota:

È qui necessaria una piccola digressione sulla morfologia del sistema di SuBentu. Il ramo principale, che si percorre su un sistema di cenge alte, dall'ingresso alla grande curva, è quello responsabile dello smaltimento della maggioranza della portata di piena, ma data la sua considerevole sezione, rimane sempre percorribile. I rami dove i 5 ragazzi sono rimasti bloccati rappresentano una parte alta del sistema, soggetta a fenomeni di riempimento e drenaggio piuttosto rapidi, perché coinvolgono la parte vadosa del sistema e non la circolazione sui livelli di base. In particolare il "quarto vento" è una strozzatura in un condotto con una classica morfologia ad U da sifone, piuttosto stretto e con una volumetria d'acqua coinvolta in caso di riempimento stimabile in circa 6-10 mc.

Ore 20.30: cominciano le operazioni: si elabora una strategia e si preparano due squadre che entreranno da lì a poco. La prima squadra andrà subito in fondo per stendere il cavo telefonico che manterrà i collegamenti durante le operazioni e piazzerà delle corde nei punti giusti per bypassare il fondo della galleria principale, ormai allagato totalmente. La seconda squadra piazzerà altre corde per rendere più veloce la progressione nella grotta durante le manovre di soccorso. Fortunatamente la piena che sta arrivando non interessa minimamente il tratto di grotta dove sono bloccati i cinque.
Ore 22.00 e seguenti: confluisce in zona operativa altro personale del SASS. Il Comando Provinciale VV.F e i ragazzi dello Speleo Club Oliena garantiscono un utilissimo supporto logistico all'esterno della grotta. Si decide di tentare di forzare il sifone, assai angusto, la mattina seguente all'arrivo di attrezzature specifiche da Cagliari (bombolini da tre litri). Si costituiscono le squadre di appoggio a questa operazione. Ormai sono presenti circa 30 tecnici del SASS che diventeranno 40 nel corso delle ore seguenti. Ciò garantisce una rotazione delle squadre che operano in grotta, in modo da mantenere un buon livello di sicurezza e operatività dei singoli e di squadra. Inoltre dall'esame di dati e parametri in ns. possesso appare ragionevolmente sicuro supporre che i 5 ragazzi stiano bene, in una sala asciutta dopo il "quarto Vento". Sappiamo inoltre che hanno sacchi a pelo e attrezzatura per un bivacco dentro la grotta.

Domenica 14 Gennaio

Ore 03.00: confluiscono altri tecnici che proseguiranno la stesura di otre 1600 m. di cavo telefonico dall'ingresso grotta sino al Quarto Vento.
Ore 07.30: escono le prime due squadre che erano entrate 10 ore prima. Quasi tutti rientreranno in grotta nel pomeriggio. Ora è fondamentale che riposino. La grotta ora è completamente armata.
Ore 05.00 briefing: si definiscono le strategie ed i margini di sicurezza entro i quali sarà condotto il tentativo speleosub. Successivamente entrano due squadre: una per appoggiare lo speleosub (ore 10.00) e un'altra (ore 12.00) nel tentativo di costruire un sistema di aspirazione ad aria compressa per svuotare il sifone (sorbona alimentata con bombole da 7 litri a 250 atm). Qualche problema alla linea telefonica risolto in breve tempo, con l'impiego di due minisquadre veloci.
Ore 12.00: si richiede l'intervento degli altri tecnici che erano stati tenuti in stand-by sino ad ora. Si fa portare l'attrezzatura di un altro spelosub per eventuali sucessive operazioni.
Ore 15.00: lo speleosub si immerge: il passaggio è veramente stretto, la visibilità crolla immediatamente a zero appena messo piede nel sifone. Dopo quasi un'ora di tentativi niente da fare così non si passa. Purtroppo non si riesce a far passare un galleggiante con una corda dall'altra parte del sifone.
Ore 16.30: I tecnici in prossimità del sifone valutano in circa 2,5-3.5 litri/secondo la portata idrica residua che ancora alimenta il sifone: ancora troppo per riuscire a svuotarlo. La portata scenderà ulteriormente perché non piove più da 15 ore, ma bisogna aspettare.
Ore 15.00: momento di stasi, aspettiamo che la squadra dello speleosub esca per elaborare nuovi tentativi sulla base delle informazioni che loro ci daranno. Da ora in poi comunque ci sarà sempre qualcuno al sifone, anche per monitorare in continuo la portata e le sue variazioni. Si cominciano a predisporre le prossime squadre;
Ore 21.00: escono le due squadre che erano al sifone. Lo speleosub chiarisce le problematiche. L'acqua nella grotta sta cominciando a calare, seppur lentamente. Si discute su cosa fare. Priorità assoluta a questo punto è avvertire i ragazzi, e comunicare con loro per accertarsi del loro stato di salute. L'uscita dal sifone diventa ormai un problema strettamente connesso a questo. Si tengono in piedi varie strategie: svuotamento del sifone dal lato dove sono bloccati loro, la cosa più semplice e lineare, svuotamento del sifone dalla nostra parte, operazione che richiede un gruppo elettrogeno e una elettropompa, con grossi rischi di intossicazione da monossido di carbonio. Per noi questa è e rimane un'extrema ratio. A questo proposito si rivela utilissimo un consulto con il ns. Capo Stazione di Iglesias Gabriele Secchi (che non ha potuto intervenire sul posto), fochino e persona esperta per motivi professionali, alle problematiche connesse all'utilizzo di motori in lavori sotterranei. Infatti sconsiglia l'utilizzo di gruppi elettrogeni per periodi continuativi per gli altissimi rischi di intossicazione da monossido di carbonio. Si prende brevemente in considerazione anche l'idea di far saltare il sifone con l'esplosivo. Data la morfologia del sifone l'operazione sarebbe lunga e complicata, e sarebbe comunque indispensabile avvertire prima chi sta dall'altra parte del sifone per evitare incidenti.
Ore 23.30: elaborate varie strategie si fanno entrare due squadre veloci per provare con vari stratagemmi a entrare in contatto con gli speleo bloccati. Si portano dentro 20m di tubo con l'idea di passarlo ai ragazzi e farli svuotare il sifone dalla loro parte. Sarà il metodo risolutivo. Nel frattempo si reperiscono gruppo elettrogeno, linea elettrica e elettropompa per svuotare il sifone.

Lunedì 15 Gennaio

Ore 01.50: si riesce a far passare una bottiglia dall'altre parte del sifone ma nessuno risponde. Si attende.
Ore 02.50: finalmente si stabilisce il contatto prima acustico, e poi telefonico con il post-sifone. I ragazzi stanno bene. Gli si manda il tubo per innescare il sifone spiegandogli come fare al fine di svuotarlo dalla loro parte;
Ore 03.35: si fà partire una squadra rapida per portare un tubo più grosso per svuotare il sifone più rapidamente che non sarà poi necessario.
Ore 05.00: il sifone è in fase di svuotamento con due spezzoni di tubo passati attraverso il sifone.
Ore 05.40: parte una squadra con il ns. medico e i materiali necessari per un monitoraggio sanitario dei ragazzi.
Ore 06.15: Tutti e 5 i dispersi hanno passato il sifone. Si comincia a farli uscire accompagnati dai ns. tecnici
Ore 06.25: il medico del soccorso speleo compie un monitoraggio completo dei cinque. Si avviano lentamente all'uscita. I tubi usati per drenare il sifone sono stati lasciati oltre il sifone stesso.
Ore 09.00: i cinque speleologi escono dalla grotta. Per il SASS l'intervento va avanti ancora sino alle 19.00 circa per disarmare la grotta , riordinare tutto il materiale, rapporti con stampa e Autorità coinvolte.

Il Vice delegato
VIII Zona C.N.S.A.S. Sardegna
Cristian Pilo


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