Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico
Incidenti speleologici nel 1982
Tratto da:
Bollettino
n. 11, 1984Nel 1982 abbiamo rilevato un notevole calo di incidenti (16) rispetto all'anno precedente in cui si sono verificati ben 25 infortuni con 3 morti; il dato più confortante dell'anno trascorso, riguarda il fatto che non si è avuto alcun morto. Se rapportiamo l'attività che viene svolta annualmente, sia come quantità di esplorazioni che come difficoltà, possiamo veramente essere contenti di questo risultato.
È chiaro che, oltre alla componente fortuna, si sta consolidando una migliore acquisizione delle tecniche e dei metodi di esplorazione.
È auspicabile che questo calo di infortuni sia il risultato della politica di prevenzione che parte dai corsi di speleologia organizzati dalle varie Associazioni e si rafforza nel modo di andare in grotta mettendo in primo luogo la sicurezza.
È più che mai importante essere preparati, fisicamente e psicologicamente, per affrontare abissi sempre più profondi ed impegnativi; ed oltre alle tecniche di armamento è fondamentale imparare a muoversi correttamente sottoterra.(Contributo di Pino Guidi e Lelo Pavanello, pubblicato sul Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 11, 1984)
Data Luogo Regione Cause Conseguenze 8 gennaio Pozzo minerario Filippeddu Sardegna Scivolata Gravi 23 gennaio Grotta delle Tibie Friuli-VG Crollo Gravi Gennaio Grotta delle Conche Liguria Esplosione carburo Gravi 12 febbraio Grotta di Monteprato Friuli-VG Cedimento materiale Lievi 20-21 marzo Antro del Corchia (LU) Toscana Caduta sasso Lievi 27 giugno Antro del Corchia (LU) Toscana Smarrimento Nessuna (4) Giugno Ouso di Pozzo Comune (Roma) Lazio Scivolata Gravi 23 agosto Abisso Giovanni Mornig (UD) Friuli-VG Scivolata Gravi 26 settembre Grotta presso Gabrovizza (TS) Friuli-VG Manovra errata Gravi 26 settembre Abisso degli Increduli (UD) Friuli-VG Manovra errata Gravi 2 ottobre Gouffre Joel Francia Caduta sasso Gravi 2-4 ottobre Abisso Enrico Davanzo (UD) Friuli-VG Crollo Gravi 3 ottobre Abisso Enrico Davanzo (UD) Friuli-VG Manovra errata Nessuna 24 ottobre Abisso Enrico Davanzo (UD) Friuli-VG Scivolata Lievi 7 novembre Abisso Vermicano Lazio Perdita appiglio Gravi 28 novembre Buso della Rana (VI) Veneto Piena Nessuna (6) ... Fontanin del Fratte Friuli-VG Caduta sasso Lievi ... Grotta di Monte Cucco (PG) Umbria Scivolata Nessuna Descrizioni sintetiche degli incidenti
Incidenti in grotta
8 gennaio - Pozzo minerario Filippeddu (Sardegna)
B.C., anni 32, mentre cercava funghi, cadeva accidentalmente in un pozzo minerario profondo 25 metri.
Veniva localizzato, grazie alle proprie urla, dopo circa 10 ore; era recuperato da un Volontario occasionale calatosi con una corda.
All'ospedale gli venivano riscontrate fratture e varie ferite lacero contuse.23 gennaio - Grotta nuova presso Fernetti o Grotta delle Tibie (Friuli VG)
B.N.B. 42 anni, terminato il rilievo di uno dei pozzetti laterali che si aprono a -15, si apprestava a risalire in arrampicata un piccolo salto di circa 2 metri; prima di iniziare la risalita, tentava di smuovere un sasso posto all'altezza del suo viso: non appena toccatolo, vedeva la parete gonfiarsi e precipitare su di lui. Riusciva velocemente ad infilarsi entro una minuscola nicchia ed a evitare di restare travolto dai massi. Uno dei vari sassi, alcuni dei quali sull'ordine del mezzo metro cubo, lo colpiva alla mano sinistra producendogli una estesa ferita-lacero contusa al pollice, che risultava poi anche fratturato; il guanto di cuoio, tagliato netto alla congiunzione fra pollice ed indice, ha evitato danni maggiori.
L'infortunato usciva poi coi propri mezzi, aiutato da un compagno, superando alcune strettoie impegnative ed un paio di salti armati con scale.Gennaio - Grotta delle Conche (Liguria)
Allo speleologo M.G. di anni 24 durante il rilievo topografico della prima parte della cavità esplodeva la lampada ad acetilene; la fiammata gli provocava ustioni di 1°ree; e 2°ree; grado al volto. Veniva prontamente soccorso dagli stessi compagni di esplorazione.
12 febbraio - Grotta di Monteprato (Friuli VG)
M.U. speleologo triestino di anni 22, nel corso di una esplorazione solitaria, utilizzava una corda trovata in loco la quale, improvvisamente si rompeva provocando una caduta fortunatamente senza gravi conseguenze.
Risaliva poi sino all'esterno coi propri mezzi.20-21 marzo - Antro del Corchia (Toscana)
Durante la risalita di un camino di circa 70 m ubicato nel Ramo dei Romani, M.F. speleologo romano, giunto alla sommità, urtava col sacco una grossa lama calcarea facendola precipitare. Nella caduta la lama sfiorava un compagno dislocato più in basso e si frantumava contro la parete; una scheggia, rimbalzando, colpiva alla schiena M.M. che si era riparato come poteva e si era assicurato ad un'asola della corda di armamento. Data la conformazione di questa serie ininterrotta di camini, non era possibile dislocarsi in altra maniera.
Velocemente i due speleologi raggiungono il compagno infortunato che presenta una ferita lacero-contusa tra le scapole. Superato lo shock iniziale, M.M. era in grado di muoversi da solo, molto limitato dal dolore nell'uso delle braccia. Nel frattempo i tre erano raggiunti da altri due speleologi che li aiutavano nelle manovre di calata sino a raggiungere la Galleria degli Inglesi. Veniva quindi raggiunta la base del Pozzo Empoli, sul quale erano in attesa altri due compagni che issavano il ferito con l'ausilio di un paranco. L'infortunato proseguiva poi da solo nella strettoia terminale e raggiungeva l'uscita alle ore 17 del 21; veniva trasportato all'ospedale di Pietrasanta dove restava in osservazione sino al giorno seguente; veniva quindi dimesso senza che si fossero riscontrati traumi rilevanti.6 giugno - Ouso di Pozzo Comune (Lazio)
Alcuni speleologi del CRS si apprestavano ad entrare scendendo in libera il primo facile salto profondo m 2,5 che immette nella cavità vera e propria.
E.P., anni 29, a causa della roccia bagnata, perdeva la presa con le mani e scivolava all'indietro.
Limitava i danni della caduta riparandosi con le mani, riportando però contusioni oltre che alle mani stesse anche alle braccia, ed un leggero stordimento per aver battuto il capo.
Uscito immediatamente, aiutato dai compagni e senza poter utilizzare le mani, veniva trasportato all'ospedale dove gli veniva riscontrata una lesione ossea al gomito destro che richiedeva un intervento chirurgico.27 giugno - Antro del Corchia (Toscana)
Due squadre di speleologi romani (CRS), effettuavano la traversata dall'ingresso vecchio all'ingresso basso; erano entrati in grotta alle ore 11 del giorno 26. In prossimità del Lago degli Inglesi, a circa 3-4 ore dall'uscita, le due squadre si lasciano; la prima, uscita alle ore 23, verifica un forte ritardo degli altri. Decide quindi di rientrare per cercare gli amici. In 4 ore giunge alla Frattura Alta, a circa 15 minuti dall'ultimo contatto fra le due squadre; non trovando nessuno esce nuovamente e decide di far intervenire il Soccorso Speleologico: sono le ore 7 del mattino del 27.
Vengono così allertati i Volontari disponibili ed entra una prima squadra. Alle ore 13 viene comunicato il ritrovamento dei dispersi i quali, una volta smarrito il percorso di uscita, erano tornati al Lago degli Inglesi in attesa dei soccorsi. Escono quindi il più velocemente possibile.23 agosto - Abisso Giovanni Mornig (Friuli VG)
K.M. di anni 24, mentre effettuava una traversata, scivolava producendosi lievi ferite ed escoriazioni al volto. Guadagnava l'uscita con i propri mezzi e si recava all'ospedale di Tolmezzo, dove gli venivano applicati alcuni punti di sutura.
26 settembre - Grotta presso Gabrovizza (Friuli VG)
M. U. di anni 22, mentre stava armando il pozzo d'accesso si infilzava accidentalmente la palpebra su di un filo spinato che circonda l'imbocco del salto iniziale. Concludeva così l'escursione all'ospedale.
26 settembre - Abisso degli Increduli (Friuli VG)
S.B. di anni 21, durante la risalita al termine dell'esplorazione, saltava oltre un pozzo profondo qualche metro per approvvigionarsi d'acqua per la lampada. La pietra sulla quale si era appoggiato cedeva improvvisamente provocando quindi la sua caduta. Nell'atterraggio si procurava una ferita alla mano sinistra; usciva aiutato dai suoi compagni di esplorazione. All'ospedale gli venivano applicati tre punti di sutura.
2 ottobre - Gouffre Joel (Marguareis francese)
J.L. speleologo francese, durante l'esplorazione di nuove diramazioni a -220, provoca accidentalmente la caduta di un grosso blocco calcareo che gli procura la frattura alla tibia e perone a livello della caviglia sinistra.
L'allarme scatta immediatamente sia in Francia che in Italia; da parte francese (ci si trova infatti in territorio francese) interviene in modo massiccio la Protezione Civile ed il Soccorso Speleologico; viene allestito un campo esterno e si risolvono i problemi logistici.
In grotta le cose si svolgono diversamente, tra l'altro la squadra italiana è messa in condizioni di non poter operare; viene fatto scendere soltanto Villa (medico) per mettere in grado il ferito di essere recuperato dopo le prime cure prestate da un medico francese nel frattempo uscito.
Prosegue all'esterno il lavoro degli artificieri che cercano di creare nuove gallerie per portarsi il più vicino possibile al ferito.
La cavità si articola su vari pozzi, il maggiore dei quali è profondo 70 m, e meandri stretti e molto tortuosi difficilmente percorribili con un ferito im barellato.
Dopo un certo tempo entrava anche la squadra italiana che raggiunge il ferito a cui Villa ha già iniziato una appropriata terapia. Si inizia il recupero senza utilizzare la barella: si procede lenti ma costanti verso l'uscita.
Ottima la collaborazione dell'infortunato che, conoscendo benissimo la cavità, indica i passaggi più agevoli. Nel frattempo viene deciso di far entrare una squadra francese con medico, per dare il cambio a quella italiana.
Il medico sostituisce la medicazione all'arto fratturato con una vera e propria ingessatura molto pesante che, nella risalita del P. 70 provoca dolori atroci al ferito e compromette la circolazione del sangue. Fortunatamente, superato il pozzo, l'infortunato si riprende e viene quindi trasportato velocemente all'esterno, dove, oltre agli amici ed operatori TV, era accolto da una pioggia persistente.2-4 ottobre - Abisso Enrico Davanzo (Friuli VG)
Al termine di una esplorazione all'abisso, S.S. di anni 21, giunto a quota -425, veniva colpito alla caviglia sinistra da un masso staccatosi dalla parete. Essendo reso inservibile il telefono da un fulmine, l'allarme veniva dato da uno dei compagni di esplorazione, rapidamente uscito. Erano le 21 di venerdì sera; la squadra di soccorso raggiungeva il ferito alle 9 di sabato. Alle 12 di domenica era fuori e veniva trasportato in elicottero all'ospedale. Alle operazioni di soccorso hanno preso parte attiva pure speleologi polacchi dell'AKSIA (il cui medico ha prestato i primi soccorsi all'infortunato).
3 ottobre - Abisso Enrico Davanzo (Friuli VG)
P.P. di anni 20, stava risalendo quando, giunto a un frazionamento, cadeva senza prodursi conseguenze di rilievo. Causa primaria dell'infortunio la mancanza di rinvio dalla maniglia all'imbrago.
24 ottobre - Abisso Enrico Davanzo (Friuli VG)
Durante la risalita di un meandro a quota -150, M.D. di anni 21 scivolava e cadeva per circa otto metri, producendosi contusioni varie ed una grossa abrasione all'anca sinistra. Guadagnava l'uscita con i propri mezzi.
7 novembre - Abisso Vermicano - Gemma Gresele (Lazio)
C.D.L., di anni 28, mentre stava arrampicando, perdeva un appiglio e precipitava per vari metri producendosi la frattura di un braccio, traumi ed escoriazioni varie. Subito soccorso dai compagni, veniva trasportato nel posto più idoneo per attendere i soccorsi. Infatti, data la conformità della grotta che avrebbe reso piuttosto difficoltoso e lungo il recupero, si rendeva necessario far intervenire le squadre del Soccorso Speleologico.
L'allarme era esteso a varie regioni; confluivano così sul posto Volontari di diverse squadre (alcune trasportate con aerei messi a disposizione dalla Protezione Civile) e quindi veniva approntato un piano di recupero che prevedeva l'uscita del ferito da un'altra cavità comunicante.
Dopo una fase iniziale piuttosto confusa, si riusciva a coordinare meglio sia le operazioni in grotta che tutta la parte logistica esterna.
Debitamente assistito dal medico, il ferito si era ripreso parecchio collaborando attivamente alle fasi del recupero, ed in circa 20 ore era all'esterno, dove un autolettiga lo portava all'ospedale per le cure e le terapie del caso.
In questa operazione sono intervenuti moltissimi Volontari e si è potuto verificare il grado di collaborazione tra gli organismi dello Stato e la nostra organizzazione.28 novembre - Buso della Rana (Veneto)
Una piena bloccava sei giovani speleologi padovani entrati in grotta nonostante la pioggia caduta nei giorni precedenti. Veniva avvisata la squadra di Vicenza che iniziava ad operare in collaborazione coi Vigili del Fuoco e i Carabinieri; si lavorava ininterrottamente sino al lunedì sera quando, superato un sifone, i soccorritori trovano i sei giovani sani e salvi che, bagnati fradici e al buio, attendevano da 11 ore.
Con le attrezzature sub viene fatto loro superare il sifone ed alle ore 4 del mattino raggiungono l'uscita.
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Bollettino
n. 11, 1984