Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico
Incidenti speleologici nel 1979
Nel raffrontare i dati degli ultimi 3 anni, il 1979 risulta, sotto il profilo degli incidenti, l'anno "migliore" sia numericamente che per gravità. Infatti confrontando i dati possiamo vedere:
anno 1977 - 30 incidenti con 2 morti anno 1978 - 24 incidenti con 2 morti anno 1979 - 24 incidenti con 1 morto In quest'ultimo anno gli incidenti sono avvenuti:
5 in Friuli - Venezia Giulia 4 in Piemonte 3 in Toscana 3 in Sicilia 2 in Liguria 1 in Lombardia 1 in Trentino 1 in Veneto 1 in Emilia 1 in Umbria 1 in Lazio 1 in Calabria Per gli amanti della statistica possiamo dire che le due regioni con più incidenti di questi ultimi 10 anni sono il Friuli-Venezia Giulia e la Toscana, regioni in cui l'attività è molto intensa e condotta anche negli abissi veramente impegnativi. La grotta più incidentata, sempre in questi ultimi 10 anni, risulta essere l'Antro del Corchia.
I dati relativi agli ultimi 3 anni tengono conto di segnalazioni pervenute dopo la stampa dei Bollettini precedenti (se qualcuno confronta i dati pubblicati troverà delle lievi differenze che vanno integrate con quanto pubblicato nel presente rapporto).
Nel 1979 abbiamo avuto, per fortuna, un solo incidente mortale, e che per di più può esere considerato «speleologico» solo parzialmente. In effetti l'infortunato è morto in montagna pur essendo speleologo e pur rientrando da una esplorazione e forse sarebbe più logico considerarlo incidente alpinistico: viene tenuto in evidenza per la dinamica e le modalità.È confortevole, constatando un aumento nell'attività esplorativa in cavità di tutto rispetto, verificare se non un calo negli incidenti, almeno una battuta d'arresto. Sono però convinto che le segnalazioni sono senz'altro inferiori al numero di incidenti avvenuti, e ciò falsa un poco le considerazioni sui dati esaminati. Degli incidenti gravi si riesce ad evere notizie, ma mancano relazioni su quelli lievi, che si risolvono senza conseguenze; invito quindi tutti gli speleologi ed i Gruppi Grotte a meglio collaborare su questo problema. I Delegati Speleologici dovrebbero farmi pervenire più notizie su ciò che avviene nelle rispettive zone, e soprattutto farmi avere copia dei rapporti informativi. Soltanto esaminando dati reali, o comunque molto vicini alla realtà, potremo ottenere informazioni valide ed attendibili. Diversamente finiremo per dire cose inesatte e perdere solo tempo.
Spero quindi che il basso numero (in rapporto all'attività che viene svolta) degli incidenti, corrisponda alla realtà della speleologia in Italia e non alla mancata collaborazione e scambio di notizie.
(contributo pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)Aurelio Pavanello
Data Luogo Regione Cause Conseguenze 21 febbraio Bocca Lorenza (VI) Veneto Illuminazione Nessuna (2) 18 marzo Valle del Nervia (IM) Liguria Scivolata esterna Morte 18 marzo Buca della Civetta (PO) Toscana Piena Nessuna (9) 11 marzo Stufe di San Calogero (AG) Sicilia Scivolata Gravi (2) 22 marzo Grotta Cucchiara (AG) Sicilia Manovra errata Lievi 23 marzo Stufe di San Calogero (AG) Sicilia Malore Lievi 25 marzo Abisso della Scondurava (VA) Lombardia Scivolata Lievi 1 aprile Antro del Corchia (LU) Toscana Scivolata Lievi 13 aprile Grotta di Serra del Gufo (CS) Calabria Manovra errata Nessuna 15 aprile Pozzi delle Piane (..) Umbria Caduta sasso Lievi (2) 24 giugno Antro del Corchia (LU) Toscana Scivolata Gravi 16 giugno Grotta della Ciauchella (LT) Lazio Manovra errata Lievi 10 agosto Grotta Lambda 15 (CN) Piemonte Caduta masso Lievi 13 agosto Abisso di Malga Melegna (TN) Trentino - Alto Adige Caduta sasso Lievi 15 agosto Grotta presso Fernetti (TS) Friuli - Venezia Giulia Cedimento attacco Gravi 23 settembre Abisso Dolly (CN) Piemonte Bufera esterna Nessuna (5) 23 settembre Sistema C1-Regioso (CN) Piemonte Mancato rientro Nessuna (6) 23 settembre Grotta dei Rugli (IM) Liguria Scivolata Lievi Settembre Giacominerloch (VI) Veneto Caduta sasso Lievi Settembre Parete ex Cava IECME (BO) Emilia - Romagna Apertura discensore Nessuna 8 ottobre Abisso Balin-M39 (UD) Friuli - Venezia Giulia Caduta sasso Lievi Ottobre Complesso di Piaggia Bella (CN) Piemonte Scivolata Lievi 3 novembre Grotta presso il Cibic (..) Friuli - Venezia Giulia Caduta sasso Lievi 3 novembre Grotta presso il Cibic (..) Friuli - Venezia Giulia Caduta sasso Lievi 24 dicembre Abisso Carlo Debeliak (..) Friuli - Venezia Giulia Scivolata Gravi ?? Grotta dei Cacciatori (..) Friuli - Venezia Giulia Ustioni Lievi Descrizioni sintetiche degli incidenti
Incidenti in grotta
21 febbraio - Bocca Lorenza (Veneto)
T.L. e S.M., entrambi sedicenni, durante la visita alla cavità si attardavano più del previsto e l'unica torcia elettrica in loro possesso si esauriva. Nel tentativo di tornare all'esterno velocemente, smarrivano la «via» e restavano bloccati in una fessura discendente; la torcia completamente esaurita li lasciava poi al buio. Venivano recuperati dalla Squadra di soccorso locale.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)11 marzo - Stufe di San Calogero (Sicilia)
Mentre stavano sistemando la tubazione che doveva portare aria (la temperatura nella cavità è di 37-40° e l'umidità si aggira sul 100% per cui per permanenze che superino i 30 - 40 minuti è indispensabile usufruire di aria refrigerante pompata dall'esterno) nelle parti basse della cavità G.C., di anni 59, inciampava (forse su una spira delle tubazioni di gomma) e cadeva dalla scala di ferro fissa andando a finire - dopo un volo di qualche metro - su P.G., di anni 41. Il C.G. se la cavava con una serie non indifferente di escoriazioni mentre il P.G. volava per alcuni metri finendo incastrato a testa in giù fra la scala metallica e la roccia: oltre alle escoriazioni di prammatica, riportava contusioni alla nuca, alla schiena e la frattura della clavicola destra.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)
Il recupero è stato effettuato dai compagni di esplorazione e dai Volontari della locale squadra del soccorso.18 marzo - Grotta senza nome in Valle del Nervia (Liguria)
S. P. speleologo savonese, si era recato ad effettuare una esplorazione solitaria in una cavità recentemente scoperta ed esplorata dal Gruppo Grotte al quale apparteneva. Terminata la discesa in grotta, stava percorrendo all'esterno un sentiero che costeggia uno strapiombo; probabilmente a causa di una scivolata (essendo solo è molto difficile stabilire l'esatta dinamica dell'incidente), precipitava per un centinaio di metri restando ucciso all'istante. La salma era recuperata il giorno seguente da una squadra del Soccorso Alpino.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)
Essendo capitato ad uno speleologo uscito di grotta, questo incidente è da considerarsi a tutti gli effetti un incidente di montagna.18 marzo - Buca della Civetta (Toscana)
Durante una uscita dell'annuale corso di speleologia del Gruppo Speleologico Pipistrelli di Fiesole, scendevano in grotta 7 allievi accompagnati di 3 istruttori. La cavità si apre sul greto di un torrente e funge in caso di piena da vero e proprio inghiottitoio; improvvisamente si scatenava un nubifragio trasformando il P. 12 e P. 35 in cascate. Soltanto B. S. riusciva a risalire ed avvisare la squadra di soccorso affinchè intervenisse per fare uscire i compagni bloccati; sono le ore 23.30.
Intervengono quattro Volontari in collaborazione con Vigili del Fuoco e Carabinieri; l'imbocco della cavità è raggiungibile soltanto a piedi in quanto la strada è diventata impraticabile anche per le campagnole. Alle 3.40 l'acqua è defluita e permette di scendere; il P. 35 risulta però pericoloso a causa dei massi che l'acqua ha trasportato all'imbocco. Inizia quindi il recupero dei bloccati che sono piuttosto spossati a causa della lunga permanenza in grotta. Alle 9 del mattino sono tutti fuori; nessuno ha riportato conseguenze particolari.
In base a questa esperienza, sarà bene accertarsi delle condizioni meteorologiche prima di scendere in questa cavità.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)22 marzo - Grotta Cucchiara (Labirinto Aspirante) (Sicilia)
M.G., 37 anni, sceso sul fondo del Pozzo Trieste (104 m, stesse condizioni delle Stufe, cui forse è collegato) vi rimane bloccato per quasi due ore a causa di un inconveniente al paranco di recupero. Viene salvato in extremis e condotto all'esterno dai compagni di esplorazione. Avrà alcune noie al sistema cardiocircolatorio e respiratorio per qualche giorno.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)23 marzo - Stufe di San Calogero (Sicilia)
M.S., speleologo neofita anche se non più giovanissimo (ha infatti 50 anni) era sceso con la squadra d'appoggio nell'ultima puntata alle Stufe, quella che doveva permettere ad un uomo di scendere il Pozzacchione. Nel corso dei lavori - era in grotta da una trentina di minuti - si sentiva male per cui l'esplorazione veniva sospesa e veniva accompagnato all'uscita vomitando abbondantemente. Dopo un breve periodo di riposo si riprendeva e poteva collaborare al recupero dei materiali. Prima di entrare in grotta si era rimpinzato a dovere, non pensando che le particolari condizioni della cavità avrebbero potuto causargli una congestione.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)25 marzo - Abisso della Scondurava (Lombardia)
Mentre arrampicava in libera per raggiungere una finestra, L.P., di 28 anni, socio di un Gruppo Grotte, perdeva l'appiglio, precipitando per circa quattro metri. Soccorso dai compagni, veniva aiutato ad uscire ed accompagnato ad eseguire gli appropriati controlli. Nonostante che al primo momento si fossero sospettate delle fratture, se la cavava soltanto con alcune contusioni.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)1 aprile - Antro del Corchia, 120 T (Toscana)
A.C. stava scendendo in arrampicata un saltino lungo il Cañon quando scivolava e cadeva procurandosi lo schiacciamento dell'arteria femorale. Accompagnato all'esterno dagli stessi compagni, veniva ricoverato in ospedale. Nessuna conseguenza grave.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)13 aprile - Grotta di Serra del Gufo (Calabria)
G.P., 29 anni, nello scendere il P. 28, si apprestava a superare l'unico frazionamento a pochi metri dalla partenza. Dopo le dovute manovre, stacca la longe, si mette in tensione sulla corda ed inizia a sbloccare il discensore; nell'attimo in cui sfila l'ultimo giro di corda, improvvisamente perde il discensore dal moschettone che lo fissava all'imbrago, e resta appeso alla corda con le sole mani. I compagni in cima al pozzo, avvisati che qualcosa non aveva ben funzionato, gli calavano prontamente una corda per cui, una volta assicuratosi, riprendeva la discesa usando le scale. La causa di tale inconveniente va attribuita alla superficialità con la quale si è usato un normale moschettone senza ghiera per appendersi al discensore. Quando tutto il peso dello speleologo gravava sull'attrezzo, questi era disposto in modo da fare una leva sulla linguetta del moschettone che, non trattenuta da una ghiera, si è aperta permettendo che il discensore fuoriuscisse.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)
Il senso di sicurezza, aveva fatto poi trascurare un qualsiasi bioccante di sicura (shunt o simili); sarebbe stato sufficiente che l'incon veniente si fosse verificato 10/20 cm; più in basso, impedendo allo speleologo di riattaccarsi alla corda, per finire in modo tragico.15 aprile - Pozzi delle Piane (Umbria)
Nel corso di una esplorazione del Gruppo Speleologico Pipistrelli di Fiesole, A.F. e C.E. venivano colpiti da un masso precipitato improvvisamente. Per fortuna senza nessuna conseguenza grave, solo qualche ematoma e molta paura; venivano accompagnati all'esterno dagli stessi compagni di esplorazione.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)16 giugno - Grotta della Ciauchella (Lazio)
Due squadre di 12 speleologi appartenenti a tre Gruppi Grotte di Roma entravano in grotta nel pomeriggio per cercare eventuali prosecuzioni al fondo. All'alba del giorno seguente D.P., dello Speleo Club Roma, stava risalendo il pozzo terminale di 80 m: superata la cengia situata circa a metà doveva effettuare un cambio di corda in quanto quella in uso si era logorata per l'attrito sulla roccia. Non si accorgeva però che la corda nuova calatagli dai compagni si era impigliata su alcuni spuntoni di roccia ed effettuato il cambio risaliva per qualche metro.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)
Improvvisamente la corda si distaccava ed entrava in tensione facendo precipitare lo speleologo sulla cengia; nella caduta riportava contusioni varie al bacino ed al torace. Nonostante tutto era in grado di proseguire la risalita e si presentava sanguinante a coloro che attendevano sul pozzo e non si erano accorti di nulla. Valutato che, pur shoccato, l'infortunato era in grado di proseguire con le proprie forze, veniva inviata una persona all'esterno per mettere in preallarme la squadra di soccorso.
Verso le ore 12 il giovane giungeva all'esterno; solo nell'ultimo pozzo veniva aiutato con manovra di contrappeso. I controlli medici effettuati all'ospedale militare Celio (lo speleologo presta servizio nei Vigili del Fuoco), confermavano trattarsi soltanto di contusioni multiple.24 giugno - Antro del Corchia, 120 T (Toscana)
P. M. del Gruppo Speleologico Fiorentino, durante una esplorazione nel Ramo del Fiume, stava risalendo uno scivolo sopra il Pozzo del Caos quando perdeva un appiglio e scivolava per 7/8 m battendo violentemente il gomito e strisciando la testa, fortunatamente protetta dal casco. Prontamente soccorso dai compagni, quasi tutti Volontari della Sez. Spel. CNSA, era accompagnato all'esterno in circa 8 ore. All'ospedale gli veniva applicata una ingessatura al braccio.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)10 agosto - Grotta Lambda 15 (Piemonte)
Durante il campo estivo nella zona del Bochin d'Aseo una squadra di speleo era andata nella cavità, distante 2 ore a piedi per effettuare lavori di disostruzione nel cunicolo terminale ghiacciato. Dopo alcune ore di permanenza veniva deciso di uscire all'esterno. Senonchè L. R. di anni 32, volontario del soccorso, nel risalire in libera una galleria con massi di frana si appoggiava ad uno di questi (del peso di circa 1 - 1,5 q), come già fatto altre volte, che però inspiegabilmente rotolava e cadeva, da un'altezza di circa 1 m, sul ginocchio sinistro del malcapitato. Nonostante il dolore e la rigidità dell'arto (probabilmente a causa della bassissima temperatura della cavità: 0° c) L. R. riusciva ad uscire dalla grotta con le proprie forze e, successivamente, seppure aiutato dagli amici, scendeva sulla gamba sana fino al lago Raschera.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)13 agosto - Abisso di Malga Melegna (Trentino - Alto Adige)
P.V., Volontario della Squadra di Vicenza, e F. B., entrambi soci dello stesso Gruppo Grotte, stavano risalendo un pozzo di 65 m ed erano fermi su di un terrazzo a -12. F.B., ultimato l'inserimento della corda nei bloccanti, iniziava la risalita mettendo in tensione la corda; nello stesso momento, da un terrazzo situato 4 m sopra di loro, cadevano due grosse pietre. Una sfiorava il capo di F.B., mentre l'altra colpiva alla testa (ovviamente protetta dal casco) P.V. facendolo sedere a terra. Nonostante il colpo subito non riportava conseguenze per cui si procedeva al disarmo della cavità.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)
La causa dell'incidente, che solo per fortuna non ha avuto serie conseguenze, è da imputare alla manovra completamente sbagliata e pericolosa, effettuata da chi li precedeva. Infatti, prima di loro, erano saliti dei ragazzi freschi del corso di speleologia ed uno di questi, per avere la corda ben tesa in risalita l'aveva infilata sotto una pietra. Ignaro di ciò F.B. nel momento che aveva messo in tensione la corda stessa aveva provocato la caduta delle pietre. Sarà il caso che manovre del genere siano sconsigliate nel modo più assoluto.15 agosto - Grotta presso Fernetti (Friuli - Venezia Giulia)
Mentre B.V., 33 anni, stava risalendo un breve pozzo, il chiodo da roccia a cui era fissata la scala usciva dalla concrezione in cui era infisso e provocava la caduta dello speleologo. La caduta gli provocava una frattura alla caviglia destra guarita in una quarantina di giorni. L'infortunato usciva dalla grotta aiutato dai compagni di esplorazione.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)23 settembre - Abisso Dolli (Piemonte)
Una squadra di cinque persone a causa dell'imprevisto prolungarsi della esplorazione usciva di grotta a notte fonda durante una violentissima bufera. Non riuscendo nella nebbia a ritrovare le auto, parcheggiate a poca distanza, i cinque decidevano di bivaccare aspettando l'alba. Alle ore 3 del lunedì, messa in allarme dai genitori di uno dei partecipanti, partiva una squadra di tre persone che li ritrovava in breve tempo infreddoliti ma incolumi.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)23 settembre - Sistema C1 - Regioso (Piemonte)
Una squadra di sei persone decideva di tentare la traversata in salita (Regioso - C1) ma, a causa della scarsa conoscenza della grotta, non riusciva a trovare un passaggio. Nella mattinata del lunedì 24 veniva dato l'allarme a tutto il I Gruppo, una squadra di tre persone trovava gli esploratori già all'esterno.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)23 settembre - Grotta dei Rugli (Liguria)
Sulla via del ritorno all'esterno, dopo aver aiutato nel trasporto di materiali la squadra «Sub» per il forzamento del sifone terminale, T. S., di anni 16, si apprestava a scendere un pozzo di 20 m, armato sia di sole corde che con scalette (per facilitare il trasporto dei materiali). Rimasta per ultima a discendere la verticale, senza avvisare gli altri amici che l'attendevano alla base del salto, decideva di non usare il discensore ma le scalette (senza sicura dall'alto). Due metri sotto la partenza, per cause rimaste ignote, scivolava dalla scala e precipitava, senza alcun grido, da un'altezza di 18 m: l'impatto con il pavimento del pozzo, peraltro non accidentato, veniva attuito da un tubolare pieno di mute ed accessori in neoprene che T.S. portava sulla schiena. Prontamente soccorsa rimediava solo molto spavento e qualche graffio leggero ed usciva dalla grotta, seppure sotto «choc», con le proprie gambe.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)Settembre - Parete esterna della ex Cava IECME (Emilia - Romagna)
A.P., speleologo di 35 anni, mentre effettuava una manovra per attrezzare a palestra la parete, iniziava la discesa assicurandosi anche allo shunt (sopra al discensore). Si fermava per sistemare dei massi di gesso, e quindi riprendeva a scendere utilizzando un discensore doppio (modello vecchio senza il cricchetto di chiusura). La sosta, coi piedi appoggiati su di una cengetta, aveva allentato il peso sul discensore che, con la flangia apribile piuttosto logora, si apriva e faceva fuoriuscire la corda. Lo speleologo restava appeso allo shunt e risistemava, con molta precauzione, la corda nel discensore che una volta a posto, permetteva una tranquilla discesa.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)
Al di là delle considerazioni sull'usura del discensore (è bastato cambiare la flangia con un'altra chiusa), va evidenziata l'effettiva sicurezza di un ulteriore bloccante in discesa.8 ottobre - Abisso Balin M39 (Friuli - Venezia Giulia)
Giunto a metà del pozzo che stava risalendo. T.L. restava colpito alla testa da una pietra spostata inavvertitamente da un compagno sull'orlo del pozzo. Risaliva senza particolari problemi; il gior no dopo si accorgeva che il casco (modello Cassin) era bucato e quindi reso inservibile.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)Ottobre - Carsena di Piaggiabella (Piemonte)
Avviatosi dal rifugio verso Carnino per tornare a casa, A.G., anni 29, decideva di passare a guardare l'ingresso della Carsena di Piaggiabella con la ragazza che lo accompagnava. In quel periodo l'ingresso a dolina era un imbuto di neve e ghiaccio dai bordi instabili. In un punto infatti cedeva sotto il peso di A.G. che scivolava giù per una quindicina di metri. Si fermava poi senza gravi danni ma senza aver la possibilità di risalire. Non potendolo nemmeno aiutare la ragazza, la invitava ad an dare a chiamare i soccorsi, dato che lui, caduto con lo zaino in cui aveva sacco a pelo e duvet, poteva aspettare a lungo. I soccorsi partivano abbastanza sostanziosi non essendo sicuri che fosse incolume. Ma i primi volontari arrivati poterono estrarlo senza problemi.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)3 novembre - Grotta presso il Cibic, 4435 VG (Friuli - Venezia Giulia)
Durante i lavori di scavo in corso nel secondo salto della grotta, L.P. (39 anni), veniva colpito all'occhio sinistro da una scheggia di pietra. Terminati i lavori, usciva coi propri mezzi; la lesione è guarita in una decina di giorni.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)3 novembre - Grotta presso il Cibic, 4435 VG (Friuli - Venezia Giulia)
Nel corso della disostruzione di un pozzo di 5 m, B.N. (40 anni), era colpito alla gamba destra, poco sopra il ginocchio, da un grosso masso sfuggito ad un compagno. Riportava una vasta contusione che lo rendeva claudicante per breve tempo.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)24 dicembre - Abisso Carlo Debeljak, 3960 VG (Friuli - Venezia Giulia)
Al termine della visita alla cavità, P.G. 18 anni, speleologo di Jesi, stava risalendo il primo pozzo (19 m) quando ad un tratto perdeva la presa e cadeva di circa 15 m. I compagni di esplorazione chiamavano prontamente il soccorso che effettuava il recupero. All'ospedale gli venivano riscontrate fratture alla spalla, omero e polso destri.
Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)