[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

Incidenti speleologici nel 1978

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Direi che il 1978, sotto il profilo degli incidenti in grotta, si è chiuso in modo migliore dell'anno precedente.
Infatti, mentre per il '77 ci furono segnalati 28 incidenti (5 verificatisi in Puglia e 1 in Veneto ci sono pervenuti a Bollettino già stampato), nel '78 abbiamo avuto segnalazione di 15 incidenti avvenuti: 3 nel Friuli - Venezia Giulia; 3 nel Veneto; 1 in Lombardia; 5 in Toscana; 1 nel Lazio; 2 in Puglia.

Tenuto conto che l'attività speleologica in Italia non è certo diminuita, e che non si è neanche indirizzata ad esplorazioni meno impegnative e rischiose, diventa confortevole constatare questo calo di incidenti (poco più della metà dell'anno addietro). Resta invece invariato il numero dei morti: 2 in entrambi gli anni.

È auspicabile che il calo riscontrato in questi dati non sia dovuto alla mancanza di informazione (inviatemi sempre tutte le segnalazioni di ogni incidente), oppure ad un caso fortuito, ma che siano il frutto di una maggiore maturità degli speleologi italiani.
Auguriamoci che i discorsi iniziati circa la prevenzione e l'utilizzo dei vari attrezzi e delle corde comincino a dare buoni risultati.

Al momento non ho dati di altre nazioni da poter confrontare: sarebbe interessante uno scambio di notizie di questo tipo e speriamo di poterlo effettuare presto col maggior numero di Paesi, inserendoci, se ci daranno una mano, nella Commissione di Soccorso Internazionale esistente nell'ambito dell'UIS che attualmente è gestita in modo clientelare ed insufficiente.

Aurelio Pavanello

(contributo pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979)

Data Luogo Regione Cause Conseguenze
8 gennaio Buso della Rana (VI) Veneto Cedimento attacco Lievi
28-29 gennaio Buso della Rana (VI) Veneto Piena Nessuna (13)
26 marzo Abisso di Monte Oro (TV) Veneto Cedimento attacco Lievi
31 marzo Cunicolo in Val Rosandra (TS) Friuli - Venezia Giulia Incastramento Nessuna
2 aprile Grava di Don Paolo (FG) Puglia Caduta sasso Lievi
Aprile Grotta della Capra (..) Friuli - Venezia Giulia Caduta sasso Lievi
30 aprile Grotta di Su Mannau (SS) Sardegna Perdita appiglio Gravi
1 maggio Abisso Fighiera (LU) Toscana Cedimento materiale Lievi
28 maggio Antro del Corchia (LU) Toscana Cedimento materiale Gravi
10 giugno Buca della Pollaccia (MS) Toscana Malore Morte
Giugno Grotta del Bosco dei Pini (..) Friuli - Venezia Giulia Perdita appiglio Gravi
8 luglio Abisso di Malga Fossetta (VI) Veneto Manovra errata Lievi
16 luglio Grava di Campolato (FG) Puglia Cedimento appiglio Nessuna
30 luglio Zocca d'Ass (CO) Lombardia Manovra errata Lievi
10 agosto Abisso dei Draghi Volanti (LU) Toscana Frana Gravi
9 settembre Abisso III di Malga Zingarella (VI) Veneto Frana Nessuna
Settembre Grotta di Su Marmori (NU) Sardegna Esaurimento luce Nessuna (4)
2 ottobre Grotta Alessandra (..) Friuli - Venezia Giulia Scivolata Morte
27-29 ottobre Bus della Genziana (TV) Veneto Esplosione carburo Lievi
3 novembre Grotta di Villanova (UD) Friuli - Venezia Giulia Scivolata Gravi
12 novembre Grotta Nemez (..) Friuli - Venezia Giulia Rottura scale Nessuna
23 novembre Abisso Baader Meinhof (LU) Toscana Cedimento attacco Lievi
26 novembre Ouso di Pozzo Comune (Roma) Lazio Manovra errata Nessuna
?? Grava di Campolato (FG) Puglia Manovra errata Nessuna

Descrizioni sintetiche degli incidenti

Incidenti in grotta

8 gennaio - Buso della Rana (Veneto)

M.A. e R.R., speleologi vicentini, durante un'uscita di rilevamento topografico risalivano per circa 5 m una scaletta fissata ad un chiodo da roccia trovato in loco. Terminato il rilevamento della diramazione R.R. iniziava la discesa sulla scala quando all'improvviso il chiodo si sfilava ed il giovane precipitava, sbattendo violentemente il capo contro un masso (nell'urto andava distrutto l'impianto di illuminazione del casco che, fortunatamente, aveva assorbito gran parte dell'urto). Rialzatosi senza riscontrare danni - a parte qualche escoriazione alle mani - aiutava il compagno a scendere.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)

28-29 gennaio - Buso della Rana (Veneto)

Un gruppo di 13 speleologi romagnoli, fidandosi delle rassicurazioni di uno speleologo locale, entra nella cavità. Viene però sorpreso da una piena che li costringe a ripiegare verso l'uscita, con gravi rischi per le persone. Gli speleologi, bloccati da un tratto sifonante, devono portarsi in una zona asciutta e sicura. Dopo un'attesa di 7 ore, il deflusso della piena consente loro di uscire incolumi.

26 marzo - Abisso di Monte Oro (Veneto)

G. N. di 18 anni, stava scendendo il pozzo d'accesso (70 m), appena superato il frazionamento, precipitava per 3 m a causa del cedimento del masso, di circa 70 Kg, al quale era fissato lo spit. Il volo gli procurava parecchie contusioni e varie escoriazioni, il distacco del masso aveva anche provocato una scarica di sassi che l'aveva colpito in pieno.
Il giovane risaliva con le proprie forze assicurato anche dai compagni con un'altra corda; veniva poi recuperata la corda per esaminare il tratto interessato dallo strappo. Durante l'armamento nessuno aveva notato che il masso fosse distaccato dalla parete, evidentemente il ghiaccio presente contribuiva a rendere piuttosto omogenea la piattaforma del punto d'attacco dello spit. La sera precedente era stata effettuata una discesa e risalita con 2 sacchi ed altro materiale da scavo, sollecitando il punto del frazionamento con un peso superiore ai 100 kg.; nessun segno di instabilità del grande masso. Si può forse ipotizzare che il rigore della notte avesse aumentato la coesione del ghiaccio, mentre invece il sole del giorno dopo, sciogliendo in parte tale ghiaccio, aveva diminuita la coesione ed il masso era precipitato alla prima sollecitazione.
Lo strappo (speleologo con attrezzi 60 kg + il masso di 70 kg + il peso dovuto all'accelerazione gravitazionale di 3 m) veniva assorbito dall'ancoraggio esterno (un piccolo pino) che tratteneva il masso fissato allo spit con piastrina Petzl e lo speleogo bloccato alla corda appena sotto il masso. Va fatto presente che la corda, una Scagliani in uso da 2 anni ma in buono stato, ha retto benissimo allo strappo, come pure la piastrina dello spit che non si è minimamente rotta pur subendo una sollecitazione e trazione perpendicolare.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

31 marzo - Cunicolo in Val Rosandra (Friuli VG)

M. S. di 16 anni, era assieme ad un amico in cerca di grotte nella zona tra il rifugio Premuda e Bottazzo.
Individuava una fessura larga qualche decina di centimetri e, con molta fatica, scendeva per qualche metro restando poi incastrato. Non riuscendo più a muoversi, gridava aiuto ed era udito da alcuni gitanti che avvisavano prontamente i Vigili del Fuoco. Questi intervenivano unitamente ad un Vigile Volontario della Sezione Speleologica CNSA che velocemente estraeva il giovane. Bastava qualche boccata d'aria perchè si riprendesse totalmente, nessuna conseguenza se non una grande paura.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

2 aprile - Grava di Don Paolo (Puglia)

G. P., sceso alla base del pozzo di 22 m., si metteva al riparo in una nicchia, mentre sostituiva il beccuccio dell'acetilene che si era intasato, veniva colpito da un sasso caduto nel pozzo e rimbalzato varie volte sulle pareti. Fortunatamente non si procurava ferite gravi, intontimento di alcuni minuti ed una piccola ferita al capo; era poi in grado di riguadagnare l'uscita coi propri mezzi.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

Aprile - Grotta della Capra (Friuli VG)

R. P., mentre è in attesa alla base del primo pozzo, viene colpita alla testa da una pietra che poi rimbalza finendo su una matassa di corda che rimane danneggiata.

Da: GHERLIZZA Franco, 1998, L'infortunistica speleologica nel Friuli-Venezia Giulia, Federazione Speleologica Triestina

30 aprile - Grotta Su Mannau (Sardegna)

L. O., nell'effettuare un passaggio in parete in spaccata - non lungi dall'ingresso - perde l'appiglio di un piede e precipita da una altezza di circa 8 m. Viene soccorso dai compagni di esplorazione e trasportato all'ospedale di Iglesias ove gli vengono riscontrati la frattura dell'ulna, la lussazione del radio del braccio destro e varie escoriazioni.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)

1 maggio - Abisso Fighiera (Toscana)

N. P., di anni 22, nel corso di una delle tante discese esplorative nella cavità, giunto verso il fondo del ramo delle Ludrie precipita per qualche metro a causa di un difetto del discensore (modello «cavatappi») che, piegatosi in due, non riusciva più a bloccare la corda. Fortunatamente, pur essendo caduto con violenza sulla roccia, lo speleologo se l'è cavata senza gravi conseguenze.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

28 maggio - Antro del Corchia (Toscana)

In questa giornata era in corso una esercitazione del III Gruppo che prevedeva il recupero di un presunto ferito dalla base del Pozzo L; tutta la manovra si sarebbe svolta su sole corde. Mentre gli uomini stavano scendendo, una squadra di giovani boy-scout entrava dall'ingresso artificiale con l'intento di uscire dal ramo del Serpente. Nella discesa del salto di 8 m che immette nel Salone Manaresi, improvvisamente cedeva il cordino di imbrago ed un giovane, A. L. di 16 anni, precipitava fratturandosi un polso. Mentre alcuni amici lo soccorrevano, altri provvedevano ad avvisare i Volontari che si trovavano alla base del Pozzo della Gronda.
L'esercitazione era immediatamente sospesa ed una parte di Volontari, tra cui il medico con la barella, si indirizzavano velocemente dal ferito. Altri Volontari escono dal ramo del Serpente accompagnando gli amici dell'infortunato (piuttosto spaventati e provati); rientreranno poi dalla galleria artificiale per armare adeguatamente la parte superiore della grotta.
Utilizzando un paranco coi Dressler, il ferito viene issato sul Pozzacchione, ed in breve anche sul salto di 10 m a monte. Il recupero procede, col ferito in barella, nella parte più impegnativa del canyon poi, constatato un notevole miglioramento rispetto al momento dell'incidente, l'infortunato viene fatto proseguire a piedi, adeguatamente aiutato. Sarà rimesso in barella per superare alcuni piccoli salti e la bassa galleria che porta all'uscita, dove giunge alle ore 17.
Tutto si è svolto velocemente grazie alla presenza in grotta di parecchi Volontari tra cui un medico; fortunatamente il ferito non era grave (i Volontari erano sprovvisti di medicinali), a parte la dolorosa frattura del polso, principalmente appariva molto spaventato e confuso, questo stato era senz'altro da imputare alla scarsissima esperienza speleologica.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

10 giugno - Buca della Pollaccia (Toscana)

Quattro speleosub raggiungono la cavità per effettuare una immersione, due procedono mentre gli altri due restano in appoggio all'esterno; P.R. 34 anni capofila, dispone di un bibombola da 20 litri con 100 atmosfere mentre il compagno ne ha 200.
L'acqua è gelida ed è presente una forte corrente, il sifone inizia con una condotta inclinata piuttosto larga che dopo 20 metri (profondità 6/7 m) si restringe e rende difficoltoso il passaggio con bombole in spalla; i sub procedono per ulteriori 20/25 metri poi, considerato che il capofila ha già consumato circa 30 atmosfere, ritornano invertendo le posizioni. La visibilità è scarsa, il primo supera la fessura ed attende il compagno rimasto molto indietro; non vedendosi però seguito, torna indietro e trova R. immobile con gli occhi sbarrati e privo di segni di vita. Lo recupera per un tratto dopodichè la sagola si impiglia costringendolo a tagliare il groviglio ed a portarsi all'uscita del sifone ove attendono i compagni. Dopo poco una sua nuova immersione permette il recupero della salma.

Da: GUIDI P., PAVANELLO A., 2000, 50 anni di infortunistica speleologica in Italia (1947-1997), CNSAS

Giugno - Grotta del Bosco dei Pini (Friuli VG)

R. P., rimasta sola alla base del pozzo, ne tenta la risalita senza far uso delle scale e della corda usate per la discesa. Giunta all'altezza di quattro metri perde l'appiglio di un piede e precipita. All'ospedale, le viene riscontrata la frattura del piede destro.

Da: GHERLIZZA Franco, 1998, L'infortunistica speleologica nel Friuli-Venezia Giulia, Federazione Speleologica Triestina

8 luglio - Abisso di Malga Fossetta (Veneto)

Nel corso di una spedizione dei vari Gruppi Grotte di Vicenza si era giunti ad esplorare una nuova via a -250. Mentre tre speleologi tentavano il superamento di una fessura e di armare il pozzo successivo, uno degli esploratori provocava la caduta di un grosso masso proprio sulla verticale di un compagno che stava rilevando alla base del p. 50. Nonostante il grido di avvertimento e la veloce ricerca di un valido riparo il rilevatore veniva urtato dal masso che gli strappava di dosso la lampada, colpendolo poi sopra la caviglia destra e producendogli un ematoma e gonfiore.
Constatata l'assenza di fratture risaliva aiutato dai suoi compagni; la risalita su sola corda gli permetteva di utilizzare una sola gamba (quella buona), mentre maggiore difficoltà in contrava nei tratti orizzontali.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)

16 luglio - Grava di Campolato (Puglia)

Durante la traversata del meandro di 40 m, C. F. si assicurava al moschettone in un punto di frazionamento della corda fissa; una errata o eccessiva trazione sul chiodo (tipo a pressione in loco da anni), determinava lo sfilamento del chiodo stesso. C. F. volava di circa mezzo metro dopodichè riusciva a puntellarsi tra le pareti ravvicinate, evitando di cadere per altri 4 m.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

30 luglio - Grotta della Zocca d'Ass (Lombardia)

Un gruppo di 5 giovani, non soci di alcuna associazione speleologica, entrava nella cavità e scendeva il pozzo di 20 m usando una corda a braccia. Dopo aver razziato stalattiti (tipica attività dei raccoglioni), iniziano la risalita; a causa della stanchezza una ragazza perde la presa della corda e precipita per alcuni metri producendosi una ferita lacero-contusa alla testa.
Il recupero avviene grazie all'intervento di uno speleologo abitante nei dintorni che, subito accorso con scalette proprie, risale con la ragazza sulle spalle.
L'assoluta incoscienza ha determinato questo incidente che solo per fortuna non ha avuto gravi conseguenze; tra l'altro pare che uno dei giovani, in precedenza, si fosse recato presso un Gruppo Grotte per chiedere notizie e consigli. Ricevutili, si è ben guardato dal metterli in pratica.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

10 agosto - Abisso dei Draghi Volanti (Toscana)

Alla profondità di -235 m, il movimento di un grosso masso provoca la frattura della gamba destra di L. P.. Il recupero, delicato a causa dell'instabilità di alcuni passaggi, viene effettuato dalle squadre del CNSA-SS.

9 settembre - Abisso III di Monte Zingarella (Veneto)

Quattro speleologi scendono per raggiungere il fondo della cavità, costituita in pratica da un unico pozzo di 180 metri intervallato da piccoli terrazzi. A -110 è perennemente presente un piccolo ghiacciaio, poco oltre si intravvede uno stretto cunicolo soffiante. Nel mentre i quattro erano scaglionati lungo il pozzo (tre riparati in nicchie o su cengie, il quarto stava superando un frazionamento) una lastra di grandi dimensioni si staccava dalla sommità del pozzo e provocava una frana di notevoli dimensioni evitata per un puro miracolo. Prima della discesa l'imbocco del pozzo era stato accuratamente pulito: la frana si era staccata da un punto non accessibile dalla linea di discesa.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)

Settembre - Grotta di Su Marmori (Sardegna)

Quattro turisti tedeschi entrati nella cavità (che è in parte attrezzata per la visita) per motivi non precisati - forse esaurimento della luce - rimangono bloccati all'interno per 50 ore. Vengono riportati alla luce da alcuni ragazzi che entrati per caso nella grotta hanno udito le loro grida.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)

2 ottobre - Grotta Alessandra (Friuli VG)

A.V., 16 anni, risale un pozzo di 12 metri prossimo all'ingresso, precedentemente armato con una scala di soli 1O metri.
Nell'affrontare i primi due m che devono essere superati a forza di braccia aggrappandosi all'ultimo piolo della scala, scivola e perde la presa precipitando nel sottostante salto di 7 metri, morendo sul colpo.
Il recupero è effettuato dal CNSAS avvisato dai Vigili del Fuoco che avevano già constatato la morte del giovane.

Da: GUIDI P., PAVANELLO A., 2000, 50 anni di infortunistica speleologica in Italia (1947-1997), CNSAS

27-29 ottobre - Bus de la Genziana (Veneto)

G. R., nel corso della risalita dopo una ricognizione esplorativa, faceva accidentalmente esplodere un barattolo di carburo, bruciandosi fortunatamente soltanto la barha

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

3 novembre - Grotta di Villanova (Friuli VG)

D. F., 24 anni, durante una visita nella parte terminale della cavità nel superare un saltino cadeva da un'altezza di circa due metri finendo in una pozza d'acqua e producendosi la frattura della caviglia destra.


Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)

12 novembre - Grotta Nemez, 89 VG (Friuli VG)

G. N., di anni 20, Volontario del Soccorso, si trovava in grotta come istruttore di un corso di speleologia. Durante la risalita del pozzo d'accesso (m. 30), giunto circa a metà cadeva per la rottura delle scale, rimanendo appeso sulla corda di sicura tramite il bloccante. Prima di bloccarsi sulla corda effettuava un volo di circa tre metri, volo che procurava lo scavalcamento all'infuori della barra di chiusura di uno dei moschettoni che lo univano al bloccante. Lo speleologo, provvisto di discensore, scendeva alla base del pozzo ed indi risaliva su sola corda con mezzi di fortuna.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

23 novembre - Abisso Baader-Meinhof (Toscana)

Durante le operazioni di recupero, seguenti la punta che aveva portato l'esplorazione a -450, M. F., speleologo toscano di 17 anni, precipitava nel pozzo di 15 m. a quota -220. Il chiodo di attacco ad anello mobile, spostato dalla posizione originaria per facilitare l'uscita resa ardua dai sacchi pesanti, fuoriusciva a causa dello sfaldamento della roccia. Il giovane scivolava lungo la corda, a testa in giù, per circa 5 m. sino al frazionamento su Nut 9 Exentric che sopportava ottimamente il violento strappo. Al contatto col nodo fissato al chiodo, la Jumar pettorale si spezzava in 2 tronconi all'altezza del foro per il grilletto di plastica; conseguentemente, M. F. precipitava per i restanti 10 metri. Nonostante il volo, restava incolume (sacchi e corde ammucchiati alla base avevano attutito l'urto) e, pur avendo subito un forte choc, risaliva coi propri mezzi i pozzi (15 - 6 - 29 - 12 - 10) e le impegnative arrampicate che portano in superficie.

Oltre che condannare la disattenzione dovuta alla fretta, questo incidente, ancora una volta evidenzia la necessità di usare almeno un bloccante che offra un margine di sicurezza superiore alle comuni condizioni d'impiego. La maniglia Jumar (creata per alpinismo), oltre che sopportare un basso carico in kg, offre scarse resistenze alle torsioni ed ai colpi. Oltre a ciò è il caso di ribadire l'importanza di controllare ripetutamente gli attacchi, e cambiarli quando la roccia non offre sufficienti garanzie di tenuta.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

26 novembre - Ouso di Pozzo Comune (Lazio)

Una squadra di 3 speleologi dell'Associazione Speleologica Romana stava effettuando un'esplorazione; dopo aver armato il terzo pozzo (20 m), uno dei 3 si calava col discensore. Distrattamente non aveva fatto il nodo al termine della corda che non arrivava al fondo, in conseguenza di ciò, lo speleologo non riusciva a frenarsi e si sfilava dalla corda precipitando per 2 m. andando a cadere nel lago sottostante. Nessuna ferita, molto spavento ed un bagno gelido. I compagni sistemavano meglio la corda e lo raggiungevano, appurato che non si era fatto nulla, continuavano l'esplorazione dopodichè risalivano senza alcun problema.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

?? - Grava di Campolato (Puglia)

R. C. durante la discesa del pozzo iniziale (P. 96), al frazionamento montava il discensore su una sola puleggia; accortosi fortunatatamente in tempo dell'errore riusciva a rimediare grazie all'aiuto di un compagno.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)


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