[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

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Incidenti speleologici nel 1977

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In quest'anno ci sono stati segnalati 21 incidenti suddivisi nelle varie regioni: Piemonte, 3 incidenti; Friuli-Venezia Giulia, 7 incidenti; Toscana, 6 incidenti; Veneto, 2 incidenti; Lombardia, 3 incidenti; Sardegna, un incidente.
Di questi incidenti: 2 hanno avuto conseguenze mortali, 4 hanno avuto conseguenze gravi, 12 hanno avuto conseguenze lievi, 4 non hanno avuto nessuna conseguenza.
Nella maggior parte dei casi, soprattutto per incidenti non gravi, l'infortunato è uscito da solo od aiutato dai compagni di esplorazione; l'intervento delle Squadre è stato richiesto quando era realmente indispensabile.

Fare considerazioni particolari sulla dinamica dei vari incidenti non è facile, anche perchè subentrano vari fattori: inesperienza, scarsa preparazione, sottovalutazione dei rischi, eccessiva confidenza con l'ambiente, ecc.
Non mi pare logico dover suddividere gli infortunati tra esperti ed inesperti, salvo che chi è esperto collabora meglio coi soccorritori e reagisce in modo diverso all'incidente.
Ancora una volta si è appurato (qualora servisse ulteriore conferma), come sia indispensabile disporre di medici, soltanto loro possono risolvere certe situazioni piuttosto gravi dal punto di vista della salute del ferito.
Appare comunque chiaro, al di sopra delle recriminazioni sugli esperti o meno, che quando in grotta (come in alpinismo d'altra parte), si commettono errori, se ne pagano le conseguenze.

Un fatto che ci deve far riflettere, dal momento che sempre più, e giustamente, si stanno diffondendo le nuove tecniche, è che due incidenti si sono verificati in quanto non si è avuta l'accortezza di pulire i bloccanti infangati prima della risalita. È necessario abituarsi a farlo meccanicamente (come accendere il fotoforo sul casco), altrimenti si rischia veramente grosso. Sulle sole corde, se non tengono i bloccanti, è finita.
Di questi due incidenti, uno ha avuto conseguenze piuttosto gravi, l'altro, solo per una grande fortuna non si è trasformato in tragedia.
Non basta affermare ai corsi di speleologia di usare prudenza, accortezza, di controllare tutto se poi ci si comporta diversamente. Il rischio in grotta esiste, la fortuna ha anche il suo ruolo, ma facciamo in modo che l'incidente non possa imputarsi a disattenzioni o errori da parte nostra.

Aurelio Pavanello

(contributo pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978)

Data Luogo Regione Cause Conseguenze
2 gennaio Grava c/o la Grotta di Pilastri (FG) Puglia Caduta sasso Lievi
5 gennaio Grotta Gigante (TS) Friuli - Venezia Giulia Manovra errata Lievi
12 febbraio Grava di Palla Palla (FG) Puglia Scivolata Nessuna
27 febbraio Balma di Rio Martino (TO) Piemonte Scivolata Gravi
21 marzo Büs del Remeron (VA) Lombardia Manovra errata Morte
6-9 marzo Omber en banda al Büs del Zel (BS) Lombardia Manovra errata Gravi
Marzo Buca di Monte Pelato (..) Toscana Manovra errata Lievi
8 aprile Grotta delle Gallerie (..) Friuli - Venezia Giulia Manovra errata Lievi
8 aprile Abisso di Trebiciano (TS) Friuli - Venezia Giulia Manovra errata Nessuna
9 aprile Büs de la Volpe (..) Veneto Esaurimento luce Lievi
25 aprile Abisso Fighiera (LU) Toscana Caduta sasso Lievi
14 maggio Buso della Rana (VI) Veneto Piena Nessuna (3)
28 maggio Abisso Fighiera (LU) Toscana Manovra errata Gravi
Maggio Buca della Civetta (FI) Toscana Cedimento materiale Gravi
Giugno Grotta di La Val (PN) Friuli - Venezia Giulia Cedimento attacco Gravi
Giugno Grotta Doviza (UD) Friuli - Venezia Giulia Illuminazione Gravi
15 agosto Abisso a Nord dell'Abisso Boegan (UD) Friuli - Venezia Giulia Manovra errata Lievi
18 agosto B70, Mongioie (CN) Piemonte Scivolata Lievi
19 agosto Colla Piana (CN) Piemonte Caduta sasso Lievi
Agosto Grotta di Suspigliano (LU) Toscana Cedimento attacco Gravi
4 settembre Grava di Campolato (FG) Puglia Scivolata Nessuna
Settembre Voragine di Ispinigoli (NU) Sardegna Manovra errata Gravi, lievi
13 novembre Buca del Vento (FG) Puglia Caduta sasso Lievi
Novembre Grotta del Monte dei Pini (TS) Friuli - Venezia Giulia Cedimento attacco Lievi
11 dicembre Büs del Remeron (VA) Lombardia Cedimento appiglio Lievi
Dicembre Buso della Rana (VI) Veneto Cedimento materiale Nessuna
?? Abisso Simi (..) Toscana Cedimento attacco Nessuna
?? Grotta presso Sulcis (CA) Sardegna Manovra errata Morte

Descrizioni sintetiche degli incidenti

Incidenti in grotta

2 gennaio - Grava vicino la Grotta di Pilastri (Puglia)

P. G., durante la discesa del P. 8 staccava involontariamente dalla parete, costituita da conglomerato, una grossa pietra che, dopo un volo di 6 m., rotolava lungo la china detritica investendo C. F. che riportava una ferita alla gamba; sebbene dolorante riguadagnava l'uscita.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

5 gennaio - Grotta Gigante (Friuli VG)

M. G., 35 anni, dopo una discesa al terzo ingresso per sistemare l'impianto elettrico, giungeva alla fine delle scale (il pozzo di 65 m era stato armato con 30 di scale ed una corda che arrivava al fondo). Passava quindi sulla fune e, sbloccava il bloccante prima di avere trattenuto la fune a valle del discensore. Precipitava in caduta libera per oltre 8 m prima di lasciare la leva che teneva aperto il bloccante; a questo punto il bloccante agiva immediatamente sulla corda, però l'elasticità della corda lo mandava a sbattere su di un terrazzo sottostante. Nel l'urto si procurava una contusione al piede sinistro, tale da impedirne l'uso. Impossibilitato a risalire sulla corda, dolorante, scendeva al fondo del pozzo. Era notte, e resosi conto di non avere le chiavi per aprire dall'interno il cancello della grotta, la linea del telefono collegata ai custodi era disattivata. Pur col piede fuori uso, risaliva la corda con un solo bloccante e si portava all'esterno da solo.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

12 febbraio - Grava di Palla Palla, 454 Pu (Puglia)

Durante la fase di armamento del secondo pozzo (P. 48), R. D. N. scivolava sulla china detritica del ripiano che immette nel pozzo. P. G., assicurato alla fune, riusciva ad evitare la disastrosa caduta di R. D. N. afferrandolo per l'imbrago. Il tutto si risolse con un gran spavento.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

27 febbraio - Balma di Rio Martino (Piemonte)

G.G., allieva del corso di speleologia, facendo un passaggio in roccia, scivolava cadendo da un'altezza di circa due metri e procurandosi la frattura di un osso del piede destro. Veniva aiutata ad uscire all'esterno dagli stessi compagni.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

6 marzo - Omber en banda al Büs del Zel (Lombardia)

F. V., 20 anni, del Gruppo Grotte Brescia, mentre risaliva un pozzo di 25 m, su scala ed assicurato con jumar pettorale, a pochi metri dall'uscita si ferma e si appoggia (stanchezza) con tutto il peso sul bloccante. A causa del fango, la jumar è completamente intasata e non blocca affatto; F. V. precipita urlando, ed un compagno dal basso strattona la corda sino che a 4-5 m dal fondo, la jumar si blocca di colpo. Cede però il moschettone (non era stata chiusa la ghiera), ed il giovane precipita a testa in giù.
È soccorso da alcuni compagni, mentre altri escono e danno l'allarme, nel frattempo un medico alpinista riesce a raggiungere il ferito, sono le ore 19; più tardi arrivano Volontari da Milano e da Lecco. Il ferito è nuovamente raggiunto e gli somministrano cure appropriate, altri Volontari riarmano la cavità; il recupero si presenta alquanto difficoltoso a causa di strettoie. Sarà infatti necessario allargarle per far passare il ferito immobilizzato sulla barella.
All'esterno si coordinano le operazioni, sono giunti anche Volontari da Torino e dalla Lombardia. Un secondo medico scende per dare il cambio al collega che risale piuttosto provato. Fervono i preparativi per far giungere all'imbocco della grotta un compressore che permetta l'uso dei martelli pneumatici per allargare le strettoie.
Il ferito alterna periodi di incoscienza a momenti di relativa lucidità; le sue condizioni permangono stazionarie, ed i medici nutrono un modesto ottimismo. Termina il lavoro nelle strettoie ed entra una squadra per il recupero, ci sono anche due medici che danno il cambio al secondo medico in grotta da numerose ore.
Inizia il trasporto del ferito, e questi reagisce bene, si superano le strettoie e si risale. Alle 19,30 dell'8 marzo (l'incidente è avvenuto due giorni prima), il ferito è all'esterno e viene caricato su di un'ambulanza che lo trasporta all'Ospedale Civile di Brescia.
Gli viene riscontrata commozione cerebrale, leggero spostamento di una vertebra, frattura del metatarso, varie fratture costali con complicazioni pleuriche ed ematomi e contusioni in tutto il corpo.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

21 marzo - Büs del Remeron (Lombardia)

D.C. di anni 22 speleologo alle prime armi, scende in compagnia di due amici ancora meno esperti di lui; raggiunto il lago posto a 180 metri di profondità, considerate le cattive condizioni idrologiche, iniziano il ritorno. La risalita risulta subito difficoltosa a causa del torrentello che percorre i pozzi provocando anche caduta di sassi; superati alcuni pozzi, i due compagni sono molto provati e non più in grado di continuare si fermano mentre il C. risale per cercare aiuto.
Trascorsa la notte senza aver ricevuto soccorsi, i due ragazzi risalgono un ulteriore salto di 15 metri e qui rinvengono il cadavere del loro amico privo di casco e che stringe ancora in mano la corda che sale dal basso; proseguono la risalita sino all'ingresso dove nel frattempo sono giunti i primi soccorsi.
Impossibile ricostruire la dinamica dell'incidente, la dichiarazione del medico precisa che "la morte è indubbiamente sopraggiunta istantanea per lo sfondamento della base cranica e conseguente fuoriuscita del cervello. Sono tuttavia presenti altri traumi, probabile frattura della colonna, di una clavicola e di una vertebra, oltre a ematomi in varie parti del corpo". La caduta di un solo sasso non può aver causato lesioni del genere, probabilmente il giovane è precipitato mentre risaliva la scala senza autoassicurazione.

Da: GUIDI P., PAVANELLO A., 2000, 50 anni di infortunistica speleologica in Italia (1947-1997), CNSAS

Marzo - Buca di Monte Pelato (Toscana)

Un giovane, di un Gruppo Grotte di Bologna, durante una discesa di armamento, giungeva all'attraversata che precede la «Buca da lettere» (quota -40). Credendo che la corda in loco servisse per la discesa e non per attraversare qualche metro, attaccava il discensore e scendeva velocemente. Dopo alcuni metri però, terminata la corda, proseguiva la caduta per una decina di metri arrestandosi in un pertugio alla base del salto. Prontamente raggiunto dai compagni, non presentava nessuna ferita, solo uno stato confusionale che spariva quasi subito, tant'è vero che continuava l'esplorazione ed usciva completamente ristabilito.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

8 aprile - Grotta delle Gallerie (Friuli VG)

R. A., anni 17, si addentra con un amico (F. F., di anni 16), ed assieme scendono un pozzo di m 13; non essendo iscritti a nessun Gruppo Speleologico, la loro attrezzatura è molto sommaria. Durante la risalita del pozzo, R. A. procede assicurato dal compagno già in cima, a pochi metri dall'uscita scivola e, a causa di un'errata maniera di usare la corda di sicura, precipita sul fondo. Il compagno esce ed avvisa i Vigili del Fuoco i quali, unitamente a Volontari della Squadra di Trieste, intervengono ed in 2 ore riportano in superficie l'infortunato. Il giovane non ha riportato ferite o fratture, solo un ginocchio gonfio.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

8 aprile - Abisso di Trebiciano (Friuli VG)

N. S., anni 22, speleologo di Firenze, al termine di una visita alla grotta compiuta con colleghi di Trieste e Perugia, risaliva il P.56 su corda utilizzando maniglia e gibbone. In prossimità del secondo frazionamento, a causa del fango presente nei bloccanti (non puliti prima di iniziare la salita), scivolava lungo la fune per una decina di metri arrestandosi al frazionamento sottostante. Ripuliva gli attrezzi e risaliva coi propri mezzi, nessun danno fisico, solo una gran paura e riflessioni sulla necessità di pulire bene i bloccanti prima di ogni salita.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

9 aprile - Bus de la Volpe (Veneto)

S. I., dopo essere caduto in un meandro fondo tre metri, causa la poca luce sbagliava strada cadendo nuovamente in un pozzetto di quattro metri - sempre senza farsi nulla -. Riusciva a tornare all'aperto tramite l'ingresso inferiore.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

10 aprile - Grava di Zazzano, 279 Pu (Puglia)

Durante l'esplorazione della voragine, S. D. G. sceso per primo, trascurava la pulitura del pozzo, nonché giunto alla base del P. 90, in cui sono alcune carcasse di autovetture, scendeva in libera tra le lamiere arrugginite i restanti 5 m. abbandonando sulla sommità della massa ferrosa le scalette ingarbugliate. Scendeva quindi C. F., che trovandosi in difficoltà nel percorrere in libera la discesa tra le lamiere decideva di sistemare le scale; nel frattempo cominciò a scendere P. G. che giunto a -40 (punto in cui le scale toccano sulla parete) scaricava nei restanti 45 m. una buona quantità di pietre che si fermavano fragorosamente sulle carcasse delle autovetture, e che per poco non investirono C. F. Per poco in quell'occasione non ci scappò il morto. Indubbiamente la fortuna giocò a favore di C. F. che era impossibilitato a mettersi al riparo.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

25 aprile - Abisso C. Fighiera (Toscana)

P., di un Gruppo Grotte di Perugia, si trovava alla base di un pozzo di 65 m (quota -400 circa), mentre un collega di Torino effettuava manovre per raggiungere una finestra. Inavvertitamente veniva smossa una pietra che colpiva il perugino alla spalla procurandogli una forte contusione e l'impossibilità di muovere il braccio. Pur dolorante e col braccio fuori uso, il giovane risaliva i molti pozzi con parecchi frazionamenti, usando il metodo M.A.O. che risultava molto più vantaggioso rispetto alle normali tecniche, e permetteva all'infortunato di effettuare tutte le manovre con un solo braccio. Raggiungeva così l'uscita senza necessità di soccorsi o aiuti particolari.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

14 maggio - Buso della Rana (Veneto)

L. V., anni 18, B. O., anni 31, Z. A., anni 18, si erano inoltrati nella cavità quando un'improvvisa piena del corso idrico sotterraneo allagava il sifone iniziale, impedendo loro di ritornare all'esterno. Dopo alcune ore veniva dato l'allarme ai Vigili del Fuoco che in serata avvisavano la Squadra di Vicenza che prontamente interveniva con 12 Volontari, considerata la particolarità dell'intervento. Si esaminava attentamente la situazione idrica e, nonostante la piena, i Volontari riuscivano a superare il sifone ed a trasportare all'esterno i tre bloccati che non avevano subito nessun danno fisico; solo freddo per le ore d'attesa.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

28 maggio - Abisso C. Fighiera (Toscana)

G., una ragazza di un Gruppo Grotte di Torino, che ha frequentato il corso di speleologia, stava scendendo con la squadra fotografica il ramo delle Ludrie. Scende un salto di 8 m e, dopo un frazionamento, lascia inspiegabilmente la presa del discensore e precipita per 6 m circa. Viene soccorsa dai compagni tra cui c'è un medico, il quale, appurata l'assenza di fratture al bacino ed alla colonna, decide di iniziare il trasporto col metodo del «contrappeso»; arrivano così alla sommità di un pozzo di 40 m. Qui sono raggiunti da un'altra squadra che li aiuta nel recupero; le condizioni della ferita permangono discrete, anche se il braccio sinistro risulta immobilizzato ed è presente un forte dolore all'intercostato di sinistra. Dopo 16 ore l'infortunata è in superficie e viene trasportata all'ospedale dove il referto radiologico parla di frattura della IV, V, VI, VII costa di sinistra e frattura composta del corpo della scapola di sinistra.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

Maggio - Buca della Civetta (Toscana)

F. G., 22 anni, socio di un Gruppo Grotte, mentre si accingeva a scendere su scale un pozzo di 26 m, precipitava sul fondo a causa della rottura del cavetto della scala. I compagni avvisavano la Squadra di Firenze che interveniva (6 Volontari) in collaborazione con Vigili del Fuoco e Carabinieri. Il ferito veniva immobilizzato sulla Civière e trasportato all'esterno con molta cautela in quanto le condizioni sembravano preoccupanti. Dopo 10 ore dal momento dell'incidente, poteva essere adagiato su di un'ambulanza che lo portava velocemente al più vicino ospedale. Gli veniva riscontrata la frattura della base cranica, frattura di costole e contusioni in varie parti del corpo.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

Giugno - Grotta di La Val (Friuli VG)

F. S., 19 anni, Volontario della Squadra di Udine, si trovana in esplorazione con due allievi del corso di speleologia. Giunti su di un salto di 6 m battuto da intenso stillicidio, frettolosamente fissava la corda a 2 chiodi da fessura già in loco. Iniziava poi a calarsi col discensore e precipitava immediatamente a causa del contemporaneo distacco dei chiodi. La caduta gli procurava lo spappolamento del tallone e la frattura del piede destro, la slogatura del piede sinistro e lo schiacciamento della terza vertebra lombare. Soccorso dai compagni si riprendeva subito e, pur con le gambe fuori uso, conduceva il proprio recupero trascinandosi a braccia nei pozzi e nei meandri sino all'esterno. Sei mesi non saranno sufficienti per una completa guarigione; è previsto un intervento che possa ridare il completo movimento all'arto destro.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

Giugno - Grotta Doviza (Friuli VG)

G. F., anni 16, era in uscita durante il corso di speleologia. Improvvisamente la ragazza restava al buio e, contrariamente a quanto le diceva l'istruttore, compiva un brusco movimento che la faceva precipitare per circa 7 m in uno stretto meandro. Subito soccorsa, era portata velocemente in superficie, e di qua all'ospedale; riportava contusioni ed ematomi vari; una ventina di giorni per guarire.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

15 agosto - Abisso a Nord dell'Abisso Boegan (Friuli VG)

F. B., 26 anni, socio di un Gruppo Grotte di Trieste, giunto in fase di risalita a quota -300, a causa di un'errata manovra si procurava una slogatura alla spalla destra. Nulla di grave fortunatamente, risaliva coi propri mezzi aiutato dai tre compagni.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

18 agosto - Cavità B 70 del Monte Mongioie (Piemonte)

G. F., durante l'esplorazione della grotta, giungeva a quota -25 circa e, dopo aver superato una stretta fessura allargata artificialmente, scivolava e precipitava per 6 m procurandosi alcune contusioni. Fisicamente a posto, non necessitava di cure o soccorsi, ed era in grado di risalire coi propri mezzi.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

19 agosto - Colla Piana (Piemonte)

G. A., di 25 anni, volontario del CNSA, disceso alla base di un pozzo di 25 m (pozzo esterno) si infilava in una diaclasi parzialmente ostruita da blocchi, uno dei quali, urtato, rotolava sullo speleologo procurandogli una frattura del dito anulare della mano sinistra. Risalito alla superficie senza aiuti, con una medicazione rigida, portava a conclusione il campo speleologico in corso.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

Agosto - Grotta di Suspigliano (Toscana)

R., un giovane di un Gruppo Grotte, entra in esplorazione con un compagno, un terzo resta all'esterno a fare battute. È loro intenzione risalire un camino che hanno trovato dopo una serie di cunicoli e fessure piuttosto strette. In breve raggiungono il camino, ed il giovane risale 6-7 m in roccia; qui decide di piantare uno spit per sicurezza. Prima di iniziare il fissaggio dello spit, si assicura con un cordino ad un anello di roccia che pare compatto e solido. Inizia quindi a martellare quando, improvvisamente, l'anello di roccia cede e lui precipita sul fondo sbattendo violentemente il piede sinistro sullo spigolo di un masso.
Sul momento non avverte dolore, e ritiene che valga la pena di non interrompere la esplorazione; tocca quindi al compagno tentare la risalita. Dopo poco però, comincia ad avvertire il dolore al piede, ne informa il compagno che, immediatamente, decide che è il caso di uscire; evidentemente sono un po' preoccu pati dai passaggi necessari per il superamento delle strettoie. Infatti il dolore aumenta, e le fessure ed un'attraversata in roccia vengono superate con qualche difficoltà. Risale quindi il P.30 col metodo M.A.O. che lo aiuta moltissimo, specialmente nel frazionamento vicino all'uscita.
All'esterno, l'acutizzarsi del dolore, non gli permette di poggiare il piede, la gamba si è gonfiata tanto che diventa necessario tagliare lo stivale. Aiutato dai compagni scende il tratto più ripido, dopodichè si cerca d'improvvisare una barella che serve per qualche tratto. Raggiungono poi le macchine trasportando il ferito sulle spalle a turno. In ospedale a Grosseto, dove si presenta due giorni dopo, gli vengono riscontrate varie fratture al piede sinistro.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

4 settembre - Grava di Campolato, 276 Pu (Puglia)

Durante l'attraversamento in contrapposizione del meandro di 40 m., M. D. A. abbandonava la corda fissa per procedere più velocemente in alto. Terminava la traversata volando per 4 m. cadendo in poca acqua. Tutto terminato fortunatamente senza conseguenze.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

Settembre - Voragine di Ispinigoli (Sardegna)

Il secondo pozzo della cavità - 35 m - viene armato su un grosso masso; mentre un ragazzo di Dorgali scendeva verso il fondo una speleologa lucchese, A. L. di anni 20, si prepara alla discesa trazionando la corda con le spalle verso il pozzo. La corda, evidentemente mal piazzata, si sfila dal masso e la ragazza precipita nel pozzo, finendo quindi con una gamba incastrata in una fessura. Lo speleologo ancora impegnato nella discesa evita per un pelo di essere investito dal corpo della ragazza, ma resta ferito ad una mano dalla corda dell'infortunata. Dopo un po' la giovane si riprende, ma non si può muovere; si va a chiamare un medico che viene calato nel pozzo ove presta le prime cure. Una volta recuperata, la ragazza viene trasportata all'ospedale di Nuoro ove le vengono riscontrate la frattura del bacino ed una frattura agli arti inferiori.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 9, 1980)

13 novembre - Buca del Vento, 2153 Pu (Puglia)

C. F., risalendo alcune strettoie, si appoggiava ad un terrazzino costituito da pietre e terriccio, poco consistente, che sotto il suo peso precipitava nelle strettoie sottostanti in cui era P. G., che sebbene messosi al riparo veniva colpito da un masso di una trentina di chili riportando una ferita lacero-contusa alla gamba destra. Riusciva comunque a guadagnare l'uscita con i propri mezzi.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 8, 1979.

Novembre - Grotta Monte dei Pini (Friuli VG)

Durante una normale esplorazione, due soci di un Gruppo Grotte di Trieste tornavano alla base del pozzo iniziale in tempo per vedere le scale risalire di un paio di metri. Qualcuno dall'esterno aveva recuperato la corda e stava facendo la stessa operazione con le scale. Uno dei due, si arrampicò e, giunto presso le scale, iniziò la risalita su di esse; pochi metri dopo però, le scale cedevano di colpo (erano state staccate!), e lo speleologo precipitava arrestandosi dopo 3 m. Fortunatamente riportava solo qualche lieve contusione che non gli impediva di risalire poi in superficie e sistemare le scale in modo da permettere al compagno di uscire.
Questo incidente si differenzia dagli altri: azioni come quella compiuta verso gli amici di Trieste sono da condannare nella maniera più assoluta. Avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

11 dicembre - Büs del Remeron (Lombardia)

L. A., anni 19, durante l'esplorazione di nuove diramazioni ascendenti, si apprestava a superare in arrampicata un passaggio strapiombante su roccia marcia. Improvvisamente cede un appiglio, il giovane vola strappando due chiodi e fermandosi a pochi metri da terra. Era assicurato dai compagni che si trovavano all'imbocco di una galleria aprentesi a mezza altezza (volo di una quindicina di metri). Fortunatamente non riporta ferite, solo qualche contusione e può tornare all'esterno coi propri mezzi.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

Dicembre - Buso della Rana (Veneto)

B. N., 19 anni, socio di un Gruppo Grotte, era in esplorazione al fondo dei rami nuovi. Durante la risalita di un salto di circa 10 m in cui era in loco una scala da tre anni, improvvisamente avvertiva la rottura della scala, restava appeso alla corda di sicura effettuata dal basso. La scala si era rotta proprio sotto lo spit di attacco, tale rottura era dovuta al continuo sfregamento dei cavetti su di uno sperone; in 3 anni di utilizzo, lo sperone aveva completamente tranciato i cavetti.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

?? - Abisso Simi (Toscana)

M. S. socio di un Gruppo Grotte, mentre risaliva il secondo pozzo (40 m), su scale e con Dressler su corda di sicura, improvvisamente sentiva la scala precipitargli addosso; restava appeso col Dressler alla corda. Non avendo il discensore, ridiscendeva coi bloccanti trovandosi a 3-4 m dalla base del pozzo. L'incidente è avvenuto in quanto l'attacco delle scale, nel punto ove il cavetto gira attorno alla redancia ed è bloccato, si era sfilato in ambedue i cavetti. Evidentemente era stato fissato malamente, ed a forza di essere sollecitato in discesa e risalita, si è gradualmente sfilato.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.

?? - Grotta presso Sulcis (Sardegna)

Un tagliatore, calatosi nella grotta assieme ad un amico, cadeva - per cause ancora non precisate - riportando gravi fratture. È stato soccorso da un pastore che ha calato una fune tentando di recuperarlo: il tentativo, seppur fatto in buona fede, non ha avuto esito positivo in quanto il malcapitato non è sopravvissuto.

Pubblicato nel Bollettino della Sezione Speleologica del CNSA, n. 7, 1978.


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