[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

Incidenti speleologici nel 1973

[Anno precedente] [Archivio Incidenti] [Anno successivo]

Data Luogo Regione Cause Conseguenze
14 Gennaio Grotta Ercole (TS) Friuli-Venezia Giulia Scivolata Gravi
4 marzo Grotta presso Borgo Grotta (TS) Friuli - Venezia Giulia Caduta sasso Gravi
11 Marzo Spurga dei Ruari (..) Veneto Cedimento appiglio Lievi
19 marzo Grotta Grande del Vento (AN) Marche Cedimento materiale Nessuna
25 Marzo Grotta dell'Alpe Madrona (CO) Lombardia Cedimento attacco Gravi
25 marzo Abisso Colognatti (..) Friuli - Venezia Giulia Caduta sasso Gravi
20 Maggio Grotta di Castelcivita (SA) Campania Esaurimento aria Morte (3)
Maggio Spluga della Ca' dell'Ora (..) Veneto Scivolata Lievi
16-20 luglio Spluga della Preta (VR) Veneto Manovra errata Gravi
18 luglio Spluga della Preta (VR) Veneto Scivolata Lievi
29 luglio Spluga della Preta (VR) Veneto Cedimento materiale Nessuna
11 Agosto Abisso Davanzo (UD) Friuli-Venezia Giulia Caduta sasso Gravi
Agosto Su Stampu 'e su Prosu (..) Sardegna Esplosione carburo Gravi
16 settembre Grotta Monte Hermada (..) Friuli - Venezia Giulia Frana Gravi
22 settembre Spurga delle Cadene (..) Veneto Scivolata esterna Gravi
7 ottobre Abisso Colognatti (..) Friuli - Venezia Giulia Scivolata Lievi
7 ottobre Abisso Colognatti (..) Friuli - Venezia Giulia Caduta masso Gravi
20 Ottobre Grotta del Rio Strazzano (..) Marche Caduta sasso Morte
18 novembre Grotta Coralupi (..) Emilia - Romagna Perdita appiglio Lievi
Novembre Grotta del Fiume (AN) Marche Malore Gravi
11-12 dicembre Grave di Pasciuddo (BA) Puglia Caduta Morte
16 dicembre Grotta della Fornace (..) Friuli - Venezia Giulia Scivolata Gravi
21 dicembre Buco del Piombo (CO) Lombardia Piena Nessuna

Descrizioni sintetiche degli incidenti

Incidenti in grotta

14 gennaio - Grotta Ercole, 6 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)

Scesa assieme ad altri sette membri del suo Gruppo, N. D. di anni 25 ad un certo punto si sporgeva un po' troppo per osservare la discesa dei compagni impegnati sui saltini a quota -66. Perso l'equilibrio ruzzolava malamente per una ventina di metri andandosi a fermare su di una cengia. Veniva recuperata dai volontari del Soccorso coadiuvati dai Vigili del Fuoco e Carabinieri; all'ospedale, ove veniva ricoverata con prognosi di due mesi, le veniva riscontrata la frattura dell'omero sinistro, ferite varie alla nuca ed alle mani.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

4 marzo - Grotta presso Borgo Grotta Gigante, 3983 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)

Durante i lavori di sbancamento di una frana sul fondo di una galleria, T. F. di anni 17 per una falsa manovra di uno dei compagni di lavoro riceveva sulla mano destra un masso di discrete proporzioni che gli provocava una ferita lacero-contusa suturata con due punti e giudicata guaribile in sette giorni.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

11 marzo - Spurga dei Ruari (Veneto)

Nel corso di una visita alla cavità M. B. di anni 23 tentava la risalita di un camino. Giunto a qualche metro di altezza precipitava a causa del cedimento di un appiglio, producendosi una contusione al ginocchio sinistro e abrasioni alle mani. Usciva dalla grotta con l'aiuto dei compagni di esplorazione.

Tratto dal Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

19 marzo - Grotta Grande del Vento (Marche)

Nel corso della visita alla cavità, abbinata ad un convegno speleologico, il decimo speleologo che scendeva - piuttosto velocemente, come quelli che lo avevano preceduto - con il discensore il grande pozzo avvertiva degli strani strappi. Opportunamente avvisato l'undicesimo uomo si calava (sempre con il solo discensore, in quanto il pozzo non era stato armato con le scale) molto lentamente ed aveva così modo di vedere che la maglia della corda era strappata in più punti, anche per tratti di 40-50 cm. Sospese le discese degli altri speleologi partecipanti alla visita la corda veniva recuperata: ad un attento esame vennero trovati, oltre agli strappi suddetti, anche un paio di punti in cui non era la maglia ma la treccia interna ad essere lesionata.
La corda, di 11 mm. di diametro e di fabbricazione nazionale, era stata usata in precedenza soltanto una volta per sette od otto discese nella medesima cavità.

G.B. - R.R., pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

25 Marzo - Grotta dell'Alpe Madrona, 2281 Lo Co (Lombardia)

Durante un'uscita di corso, A. V. dispone l'attacco delle scale su di uno spuntone e scende senza sicura. Lo spuntone si rivela marcio e V. precipita per 6 metri procurandosi la frattura di due costole e contusioni varie. Viene recuperato dai compagni, fra cui membri del CNSA e successivamente da una squadra CNSA.

25 marzo - Abisso Mauro Colognatti, 3914 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)

Durante un'esercitazione del corso di speleologia, organizzato da un gruppo grotte locale, sul p. 20 (quota -60 circa) una grossa lama di roccia si staccava dalla parete minacciando di precipitare nel pozzo. Mentre qualche masso minore riusciva a cadere chiudendo la strettoia a -64 (e bloccando così alcuni speleologi) la grossa lama veniva imbragata con le corde di sicurezza e la scaletta; disostruita la strettoia il pozzo veniva risalito in arrampicata e bonificato. Verso il termine di queste operazioni una caduta di pietre colpiva il sedicenne P. F. che riportava una grossa contusione al ginocchio sinistro. Recuperato dai compagni di esercitazione veniva condotto in città ove il medico gli riscontrava una sinovite con prognosi di 21 giorni.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

20 maggio - Grotta di Castelcivita (Campania)

Si immergono tre sub G.F. anni 20, G.D.J.G. anni 22 e S.P. anni 22, giunti sul posto con altri compagni; loro obiettivo è proseguire l'esplorazione del sifone terminale oltre il limite di 60 metri precedentemente raggiunto e dove avevano già fissato la sagola. Verificato un forte ritardo, uno dei compagni restati all'esterno si immerge raggiungendo una sala a -27 ove trova, adagiati sul fondo, vicinissimi e con i fari ancora accesi i corpi dei 3 amici.
Le operazioni di recupero sono condotte dai Vigili del Fuoco di Napoli i cui sommozzatori effettuano sei immersioni per il trasporto all'esterno delle salme.

Da: GUIDI Pino, PAVANELLO Aurelio, 2000, 50 anni di infortunistica speleologica in Italia (1947-1997), CNSAS

Maggio - Spluga della Ca' dell'Ora (Veneto)

Nel corso di una visita compiuta da un gruppo di amici speleologi una ragazza di 19 anni - neofita - giudicando di essere giunta in fondo al pozzo di 40 metri, salta da un metro di altezza scivolando sul pietrisco producendosi un profondo taglio al ginocchio.
Riportata immediatamente all'esterno l'infortunata veniva accompagnata al Pronto Soccorso di Verona ove la ferita veniva medicata con alcuni punti di sutura.

(Inf. U.S.V.), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 4, 1975.

16-20 luglio - Spluga della Preta, 1 V. (Veneto)

C. G., speleologo di 27 anni partecipante alla spedizione alla Preta, durante la discesa al campo base (q. -450) per il trasporto di materiali, al fine di non bagnarsi i piedi, infilava (secondo esperienze precedenti fatte in altre cavità) dei pezzi di carburo nelle calze. Arrivato al campo base si accorgeva che il piede sinistro si era fortemente gonfiato ed irritato. Dopo due giorni di riposo risaliva con i propri mezzi e rientrava alla città di provenienza, ove si faceva visitare da un medico di fiducia che gli prescriveva dieci giorni di riposo per necrosi con edema.

Tratto dal Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

18 luglio - Spluga della Preta, 1 V. (Veneto)

M. A., di anni 19, dopo due giorni di permanenza in grotta, con un bivacco a -450, trasportava dei materiali sino alla profondità di 550 metri. Al ritorno, risalendo un pozzetto di 8 metri (quota -500) senza sicura scivolava (forse a causa dell'acqua che precipitava dall'alto) e cadeva da qualche metro, producendosi una ferita al mento. Medicato al campo base, rimaneva poi in grotta sino alla fine della spedizione.

Tratto dal Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

29 luglio - Spluga della Preta, 1 V. (Veneto)

Durante la discesa di più squadre congiunte di speleologi veronesi e genovesi per il trasporto di materiali, il veronese V. F. di 20 anni scende con la scaletta il salto di sei metri che porta al terrazzino del P. 102. Dopo un metro di discesa il chiodo a pressione (di produzione artigiana, a sezione quadra, in sito da oltre 10 anni) a cui sono fissate le scalette si trancia all'altezza dell'anello causando la caduta dello speleologo. Fortunatamente, grazie a vari attriti, lo speleologo giunge assai morbidamente ed in posizione eretta sull'esiguo terrazzino, da dove evita di precipitare nel sottostante P. 102 grazie al pronto intervento di un compagno che riesce a bloccarlo.

(Inf. U.S.V.), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 4, 1975.

11 agosto - Abisso E. Davanzo, 601 Fr. (Friuli-Venezia Giulia)

Mentre era intento a recuperare una campata di scale R. B. di 19 anni veniva colpito alla gamba sinistra da un masso che gli fratturava tibia e perone. Veniva recuperato dal Soccorso.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

16 settembre - Grotta sul Monte Hermada, 4501 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)

Scendendo con la scala un piccolo salto M. D. di anni 22 causava il franamento di materiale instabile, cadendo e producendosi ferite lacero-contuse sulla parte destra del corpo (mano, costato, fianco). Veniva recuperato dai compagni di esplorazione.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

22 settembre - Spurga delle Cadene (Veneto)

Una spedizione composta da speleologi veronesi e bolognesi, addentratasi nel pomeriggio nella lunga risorgiva in cui intendeva continuare l'esplorazione del sifone terminale iniziata l'anno precedente, veniva sorpresa - quando era giunta circa a metà cavità - da una piena improvvisa.
Il rapido ripiegamento degli uomini avveniva senza incidenti sino all'esterno ove lo speleologo veronese S.F. di anni 25, attraversando il torrente che usciva dalla grotta, forse perchè gravato dal peso di un autorespiratore bibombola, scivolava e cadeva da un'altezza di sette metri fratturandosi la gamba destra. Il recupero dell'infortunato veniva effettuato nella notte del 22 dai compagni d'esplorazione e da volontari del VI Gruppo e Vigili del Fuoco di Verona, prontamente intervenuti.
La spedizione, risoltasi fortunatamente - si fa per dire - con un solo ferito, poteva avere conseguenze veramente tragiche ove l'ingresso in cavità fosse avvenuto con qualche ora di anticipo. Nei cinque giorni precedenti sulla zona aveva piovuto abbondantemente.

Tratto dal Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

7 ottobre - Abisso Colognatti, 3914 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)

Giunto nella sala terminale, quota -160, M. C. di anni 15, metteva un piede in fallo e cadeva in un pozzo cieco profondo 6 metri producendosi alcune contusioni di lieve entità. Risaliva con i propri mezzi.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

7 ottobre - Abisso Colognatti, 3914 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)

T. F. nel salire il p. 20 (quota -60), si accorgeva che un masso staccatosi dalla parete stava per precipitare: con un grido avvisava i due compagni che si trovavano più sotto (D. M. e F. F., ambedue di anni 15) di scansarsi tentando nel contempo di bloccarlo. Non ci riusciva ed il masso precipitava provocando una piccola frana; mentre il F. si defilava e se la cavava con qualche pietra sul casco la D. M., riparatasi sotto un ripiano, rimaneva da questo investita e cadeva per un paio di metri. Sotto shock e con la spalla inservibile veniva recuperata dai compagni di esplorazione; sull'ultimo pozzo il recupero era effettuato dai volontari del Soccorso e da altri soci del suo gruppo.
Ricoverata all'ospedale le veniva riscontrata una lussazione della clavicola sinistra ed una ferita - suturata con quattro punti - sullo zigomo sinistro.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

20 ottobre - Grotta del Rio Strazzano (Marche)

Un tecnico CNSAS della Stazione di Urbino nel corso di una esercitazione all'interno di questa cavità che si apre nell'arenaria, viene investito da un masso di grandi dimensioni, staccatosi improvvisamente dalla volta, restando ucciso sul colpo.
Il recupero del cadavere ha richiesto un duro lavoro per demolire l'enorme masso del peso di varie tonnellate.

Da: GUIDI Pino, PAVANELLO Aurelio, 2000, 50 anni di infortunistica speleologica in Italia (1947-1997), CNSAS

18 novembre - Grotta di Coralupi - 92 E. (Emilia-Romagna)

Recatisi in tre a visitare la cavità (una serie di fessure collegate da due pozzi non molto profondi: 26 metri e 8 + 6 metri) scendevano il p. 26 con scale e sicura (dal basso, con carrucola); al successivo p. 8 non utilizzavano la corda, resa eccessivamente viscida dal fango. Mentre il primo uomo raggiungeva senza inconvenienti il fondo, il secondo perdeva la presa e precipitava producendosi una ferita lacero-contusa alla coscia destra ed ematomi ed escoriazioni in più parti del corpo.
Recuperato dai compagni d'esplorazione veniva condotto all'ospedale di Bologna, ove veniva medicato e subito dimesso.

A. M., pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

11-12 dicembre - Grave di Pasciuddo - N. 40 Pu. (Puglia)

Il VII Gruppo viene incaricato dai Carabinieri di scendere la Grave e ricercare il corpo di un pastore scomparso. A seguito del ritrovamento del corpo, il giorno successivo si procede al recupero, che presenta notevoli problemi di carattere sanitario

16 dicembre - Grotta della Fornace, 3913 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)

Domenica 16 dicembre un giovane di Monfalcone, assieme ad altri amici non appartenenti a nessun gruppo grotte, mentre risaliva senza sicura il pozzo di accesso della cavità (10 metri), causa il fango che ricopriva i gradini della scala, perdeva la presa e cadeva lungo il pozzo finendo sopra un compagno che si apprestava a salire. Per lo shock e le ferite che si era prodotto, il giovane non era in condizioni di poter risalire. Il recupero del ferito (previo accertamento delle sue condizioni) e dei suoi compagni veniva compiuto da alcuni componenti del Gruppo Grotte del C.A.T. che si trovava ad operare nella zona e che provvedeva a segnalare l'incidente al Soccorso.

GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.

21 dicembre - Buco del Piombo, 2208 Lo Co (Lombardia)

G.M., esplorando in solitaria la grotta, rimane intrappolato da una piena oltre un piccolo sifone. Viene ritrovato dopo diverse ore dai soccorritori, senza più luce e semiassiderato.


[Anno precedente] [Archivio Incidenti] [Anno successivo]