Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico
Incidenti speleologici nel 1972
Data Luogo Regione Cause Conseguenze 15 febbraio Grotta Grande del Vento (AN) Marche Cedimento materiale Gravi 5 marzo Grotta dei Cacciatori (TS) Friuli - Venezia Giulia Scivolata Gravi 21-22 marzo Abisso Consolini (Roma) Marche Manovra errata Nessuna 9 aprile Bus del Remeron (VA) Lombardia Manovra errata Nessuna 15 aprile Riparo Marchesetti (TS) Friuli - Venezia Giulia Perdita appiglio Gravi 23 aprile Grotta di Monte Cucco (PG) Umbria Cedimento materiale Gravi 28 maggio Abisso Debeliak (..) Friuli - Venezia Giulia Caduta sasso Gravi 8 luglio Grotta Guglielmo (CO) Lombardia Cedimento materiale Nessuna Luglio Grotta Ercole (..) Friuli - Venezia Giulia Cedimento attacco Lievi 3 agosto Abisso Gortani (UD) Friuli - Venezia Giulia Perdita appiglio Gravi 9 settembre Grotta presso Trebiciano (TS) Friuli - Venezia Giulia Sfinimento Nessuna 4-5 ottobre Grotta del Mezzogiorno (AN) Marche Perdita appiglio Gravi Ottobre Abisso del Bifurto (CS) Calabria Manovra errata Lievi 16 dicembre Grotta di Ternovizza (TS) Friuli - Venezia Giulia Manovra errata Gravi 23-25 dicembre Piaggia Bella - Caracas (CN) Piemonte Manovra errata Nessuna (2) ..-..-1972 Pozzo Torpado (..) Sardegna Incendio Gravi Descrizioni sintetiche degli incidenti
Incidenti in grotta
15 febbraio - Grotta Grande del Vento (Marche)
Di ritorno da un giro di perlustrazione effettuato nella parte alta dell'abisso Ancona, V. B. perdeva l'equilibrio in prossimità di una scaletta: aggrappatosi istintivamente ad essa non riusciva ad evitare la caduta in quanto l'attrezzo, corroso in qualche punto, cedeva di schianto. Rotolando per qualche metro il giovane si produceva la frattura multipla del polso destro ed una ferita lacero-contusa nella regione temporale destra. Pur in istato di shock riusciva a tornare alla luce con l'aiuto di un compagno d'esplorazione.
A. P. [PAVANELLO Aurelio], pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.5 marzo - Grotta dei Cacciatori, 97 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)
E. P. di anni 22, giunto con un gruppo di giovani nei pressi dell'imboccatura della cavità, scivolava sull'orlo reso viscido dalla fitta pioggia e precipitava da un'altezza di sette od otto metri ruzzolando poi ancora lungo il ghiaione per un'altra decina di metri.
GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.
Recuperato dai compagni di esplorazione, fra cui si trovavano alcuni volontari del CNSA, veniva condotto all'ospedale di Trieste in istato di shock e con lesioni varie alla testa ed al viso. Guarirà poi in una ventina di giorni.21-22 marzo - Abisso Consolini (Lazio)
Elementi del V Gruppo, casualmente nella zona di Carpineto Romano, venivano avvisati che tre speleologi si trovavano in difficoltà nell'abisso Consolini, su di una cengia a quota - 90.
Pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.
Si appurava che i suddetti speleologi, discesi i vari salti dell'abisso con l'ausilio dei discensori, si proponevano di attrezzare la grotta per la risalita facendo recuperare di volta in volta la campata di scale da un uomo lasciato sopra ogni salto importante. Nel corso di queste manovre le scale finivano per rimanere incastrate fra le rocce, inibendo ogni ulteriore possibilità di risalita.
Messe in preallarme le squadre di Roma i volontari presenti si portavano all'imbocco della cavità dove, con la collaborazione di elementi locali, venivano iniziate le operazioni di recupero che si concludevano felicemente alle ore 2.30 del 22 marzo con la risalita degli speleologi bloccati, che venivano curati e rifocillati.9 aprile - Bus del Remeron (Lombardia)
Nel corso di un'uscita della locale scuola di speleologia uno dei partecipanti, giunto sul p. 30 (quota -120), ha voluto sperimentare il discensore (attrezzo da lui mai usato prima) utilizzando per la discesa la corda di sicurezza, legata in cima al pozzo. La corda così legata essendo circa tre metri più breve del pozzo, faceva sì che egli precipitasse al suolo senza peraltro prodursi lesioni.
VANIN Adriano (Caposquadra della II Squadra - Lombardia - del I Gruppo - Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.15 aprile - Riparo Marchesetti, 2435 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)
C. T., anni 14, si accingeva a visitare assieme ad altri sei coetanei la grotta che si apre sul fianco di una vasta e dirupata dolina quando per la perdita di un appiglio scivolava per qualche metro e precipitava indi per altri 15/20 sino a giungere - pesto e dolorante - al fondo. Veniva recuperato dai Vigili del Fuoco del distaccamento di Villa Opicina, chiamati dai compagni dell'infortunato.
GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.
Al giovane, l'aver voluto scendere lungo le pareti scoscese e quasi a picco della dolina, invece di percorrere l'usuale via che conduce al fondo, è costato la frattura del bacino, del pube, di una gamba e del malleolo destro.23 aprile - Grotta di Monte Cucco (Umbria)
Un giovane speleologo si apprestava a scendere in corda un salto di 9 metri a circa -200, quando il cordino di armo cedeva e il giovane precipitava procurandosi lesioni vertebrali molto serie.
Veniva recuperato dai compagni di esplorazione, fra cui diversi membri del CNSA-DS28 maggio - Abisso C. Debeliak, 3901 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)
E. M. di anni 26, mentre scendeva in tandem il secondo pozzo dell'abisso (105 metri), giunto circa ai due terzi del percorso veniva colpito alla testa da una pietra, spostata involontariamente dal compagno che si trovava sopra di lui, che gli perforava l'elmetto (di fibra) procurandogli una ferita lacero contusa alla testa.
GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.
Recuperato e trasportato al nosocomio cittadino dai compagni d'esplorazione la ferita, suturata con cinque punti, veniva giudicata guaribile in otto giorni.8 luglio - Grotta Guglielmo (Lombardia)
Sul p. 48 (quota -150), una carrucola modello «Firenze», costruita a Milano nel 1970, disposta in cima al pozzo per la sicura dal basso, grippava e pian piano - fortemente sollecitata - si sbullonava (il dado era privo di coppiglia). La puleggia e la corda cadevano al suolo, fortunatamente prima che qualcuno avesse iniziato la risalita.
VANIN Adriano (Caposquadra della II Squadra - Lombardia - del I Gruppo - Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.Luglio - Grotta Ercole (Friuli-Venezia Giulia)
Nel risalire con la scaletta il pozzo della grotta, F. G., di anni 20, si trova improvvisamente a ruzzolare per alcuni metri a causa della rottura della stalagmite su cui era ancorata la scaletta. Se la cava con alcune piccole escoriazioni.
Da: GHERLIZZA Franco, 1998, L'infortunistica speleologica nel Friuli-Venezia Giulia, Federazione Speleologica Triestina
3 agosto - Abisso Gortani, 585 Fr. (Friuli-Venezia Giulia)
Nel corso dell'esplorazione estiva al Gortani, M. G., partito dal campo base posto a quota -450, iniziava l'esplorazione di un ramo ascendente; nell'effettuare un passaggio in arrampicata-traversata sull'orlo di un meandro aprentesi in alto (indossando i grossi guanti di cuoio che si era scordato di togliere) perdeva l'appiglio della mano destra e si vedeva costretto a compiere un salto di poco più di tre metri sino ad un piccolo terrazzino. Nell'atterrare sullo stesso inciampava su di un sacco di materiale da lui precedentemente gettatovi, per cui perdeva nuovamente l'equilibrio e, onde evitare di cadere, si vedeva costretto a spiccare un secondo salto sino a giungere ad un largo ripiano due metri più sotto. Nel compierlo però, gli si spegneva la lampada ad acetilene per cui atterrava al buio appoggiando malamente il piede destro sul fondo diseguale.
GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.
Rientrato, nonostante i forti dolori alla gamba destra, al campo interno con l'aiuto del compagno d'esplorazione, veniva poi recuperato due giorni dopo dai compagni d'esplorazione aiutati da alcuni soci della Commissione Grotte portatisi sul posto. Alla fase finale del recupero hanno partecipato pure due uomini dell'Unione Speleologica Bolognese.
Una visita medica al rientro a Trieste riscontrava al G. una lussazione alla caviglia destra.9 settembre - Grotta presso Trebiciano (Friuli-Venezia Giulia)
R. M., di anni 16, si cala nel pozzo con una corda di nylon da 10 metri a cui ha fatto alcuni nodi. Una volta giunto sul fondo non è più capace di risalire.
Da: GHERLIZZA Franco, 1998, L'infortunistica speleologica nel Friuli-Venezia Giulia, Federazione Speleologica Triestina
4-5 ottobre - Grotta del Mezzogiorno (Marche)
Nei giorni 4-5 ottobre 1972 alcuni giovani bolognesi effettuavano una uscita alla Grotta del Mezzogiorno (Marche). Lo scopo era di percorrere tutta la cavità entrando dall'ingresso alto per uscire dalla Grotta di Frasassi.
A. P. [PAVANELLO Aurelio], pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.
I giovani non conoscevano la grotta e provvedevano ad armare i vari pozzi con le scale anzichè effettuare la discesa in corda doppia come solitamente si procede conoscendo bene la cavità. Avrebbero poi disarmato la grotta in un altra uscita.
A circa metà percorso, nei pressi di una sala in cui è fissata una targa marmorea, procedevano scendendo in arrampicata un salto di circa 5 metri. Questo salto presenta un piccolo tetto che si supera abbastanza agevolmente con una spaccata e facendo forza sulle braccia. A questo punto uno di loro, M.M., evidentemente un po' stanco e con un sacco sulle spalle, perdeva l'appiglio della mano destra e cadeva con tutto il peso del corpo sul braccio sinistro producendosi la frattura del polso. I compagni si lasciavano prendere dalla agitazione (erano tutti alle prime esperienze) e nascevano alcune discussioni sul da farsi. Veniva deciso che anzichè armare la grotta (nessuno sapeva che difficoltà avrebbero incontrato) e calare il ferito nei pozzi, sarebbero risaliti. Considerato che il ferito era in discrete condizioni decidevano di disarmare la cavità. Il M. era aiutato soprattutto nei pozzi dove veniva recuperato quasi di peso avendo un braccio inservibile. Dopo 4 ore dall'incidente raggiungevano l'uscita; non essendosi resi conto che il polso era fratturato (pensavano ad una distorsione) partivano per Bologna. L'infortunato si presentava poi all'ospedale il giorno seguente dove provvedevano ad ingessargli il braccio.Ottobre - Abisso del Bifurto (Calabria)
Nel risalire alla superficie, dopo una esplorazione preliminare dei primi quattro pozzi dell'abisso del Bifurto, lungo il penultimo pozzo di metri 33, C. F. stanco ed in precarie condizioni fisiche (febbricitante) per la lunga e forzata permanenza sotto una cascata, decideva di ridiscendere alla base del pozzo per riposarsi e ritentarne più tardi la risalita.
VERNEAU Sergio, pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 3, 1974.
Gli veniva calata una corda sulla quale il C. F. fissava il proprio discensore ed iniziava la discesa. Dopo pochissimi metri rimaneva impigliato con tutta la gamba destra fra due scalini, e mentre il discensore continuava la sua corsa si ribaltava a testa all'ingiù.
Il C. F. si autoassicurava e bloccava il discensore cercando di togliersi dall'incomoda posizione. Risultati vani tutti i suoi sforzi per liberarsi veniva recuperato dopo circa 15 minuti dai compagni di esplorazione che provvedevano a calarlo alla base del pozzo a mezzo della scaletta.
L'infortunato presentava stato di shock, delle larghe ecchimosi alle cosce ed era febbricitante. Trascorsa una nottata alquanto agitata, al mattino era in condizioni di risalire e por termine alla sua sfortunata esplorazione.16 dicembre - Grotta di Ternovizza, 242 V. G. (Friuli-Venezia Giulia)
A. M. di anni 26, avventuratosi con un amico nella cavità, già armata in precedenza, scendeva il pozzo interno (33 metri) senza sicura; giunto a qualche metro dal fondo, convinto d'esservi già arrivato lasciava la presa cadendo in malo modo. Recuperato dagli amici rimasti fuori della grotta, tempestivamente avvisati dal suo compagno d'escursione, veniva condotto all'ospedale di Trieste, ove il medico di turno gli riscontrava la frattura della cresta iliaca e di un polso, oltre ad abrasioni ed escoriazioni varie.
GUIDI Pino (Segretario del II Gruppo - Friuli-Venezia Giulia), pubblicato nel Bollettino della Delegazione Speleologica del CNSA, n. 2, 1973.23-25 dicembre - Complesso Caracas - Piaggia Bella (Piemonte)
Due giovani speleologi francesi rimangono bloccati nel corso della traversata del complesso, poiché la corda che recuperavano ad ogni salto si è incastrata. Loro amici rimasti all'esterno lanciano l'allarme il giorno successivo a speleologi francesi, mentre il Soccorso Speleologico italiano viene allertato dai Carabinieri. Il giorno 25 speleologi francesi raggiungono i bloccati trovandoli in buone condizioni.
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