(Articolo de La Nazione del 13 dicembre 1999)
LEVIGLIANI - Nove ore, sottoterra per una distorsione ad un piede che potrebbe nascondere la frattura del malleolo. Ma uscire dall'antro del Corchia sulle Alpi Apuane, senza uno scarpone e la caviglia dolorante, non è come camminare sul marciapiede dopo essere inciampati in una buchetta.
L'escursione tra gli oltre 50 chilometri di lunghezza del famoso «santuario» degli speleologi si è trasformata, per un giovane romano, in una lunga giornata tra le pietre umide.
Andrea Santini, 26 anni, aiuto istruttore del Gruppo speleologico Siena-Roma 86, faceva parte di una comitiva di 25 persone impegnate nella discesa classica nel Corchia. Era l'atto finale che avrebbe coronato il corso: alla base localizzata all'Hotel Vallechiara di Levigliani, nel comune di Stazzema, erano arrivari allievi ed istruttori.
Hanno scelto un tragitto facile, lungo pochi chilometri, con soli 300 metri di dislivello tra l'entrata e l'uscita, più bassa. L'intera traversata sarebbe dovuta durare 10-12 ore, ma verso le 11 di ieri è capitato l'imprevisto.
Andrea Santini, superando di slancio un tratto di pietre sconnesse nella cosiddetta grotta delle stalattiti, s'è ritrovato il piede sinistro incastrato ed è caduto, perdendo lo scarpone. Era ad appena 45 minuti dall'uscita, è rimasto sotto terra fino alle 20.
Un gruppo di escursionisti più esperti ha accelerato il passo e, raggiunto il Vallechiara, ha lanciato l'allarme. Per caso nella vicina località di Pieve Fosciana c'era tutto il gruppo del soccorso speleologico toscano che teneva l'assemblea annuale: chiamata alle 13, la squadra di soccorritori ha raggiunto l'infortunato alle 15 e alle 15.40 è iniziata la complessa, lentissima risalita della barella.
Con Santini sono rimasti 5 amici, gli altri romani hanno raggiunto l'albergo per rifocillarsi. Per i soccorsi è partita una squadra di addirittura 20 persone, compresi un medico e un'infermiera con specializzazione speleo, tutti aderenti al Cnsas del Cai (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico).
Il medico ha ipotizzato la sospetta frattura del malleolo. Finalmente tornato all'aria aperta, Andrea Santini è stato trasferito su un'ambulanza con 4 ruote motrici, inerpicatasi sulla via marmifera alla bocca dell'antro, e, portato a valle per i necessari accertamenti sanitari. Una giornata proprio «storta»: per tornare fuori, ha impiegato 9 ore.
Beppe Nelli
(Articolo de La Nazione del 13 dicembre 1999)
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