Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
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Incidente speleologico al Veliko Sbrego (SLO)
(Articolo de Il Piccolo di Trieste del 22 gennaio 1990)
IMPEGNATI UNA VENTINA DI SPELEOLOGI
Canin, odissea al termine
Il corpo di Puntar dovrebbe essere riportato in superficie stamane
Dovrebbe concludersi oggi l'odissea del Canin. «Tra le 10 e le 11 il corpo di Massimiliano Puntar sarà in superficie», assicurava ieri sera dal campo base di Plezzo, Sergio Dambrosi, il responsabile regionale del Soccorso speleologico. «Forse in serata la salma sarà trasportata a Trieste. Dipende tutto dal medico legale e dalla presenza qui a Plezzo di un funzionario del nostro consolato di Capodistria».
Ieri alle 19 le squadre erano a circa 200 metri dalla superficie. Diciannove speleologi italiani e sloveni stavano affrontando con la barella gli ultimi pozzi e gli ultimi meandri del «Veliko Sbrego». Sono nove giorni che decine e decine di soccorritori vivono fuori dall'usuale spazio-tempo. Lavorano e si riposano per poter lavorare ancora. L'unica realtà per loro è questo abisso, questo incredibile meandro che aveva intrappolato due uomini a mille metri di profondità. Prima bisognava salvare due feriti. Ora si deve riportare in superfice il povero corpo di un generoso volontario.
«All'esterno della grotta, a duemila metri di quota, fa molto freddo. L'altra notte il termometro è sceso fino a -20», spiega ancora Sergio Dambrosi. Non ha abbandonato per un attimo la plancia di comando. Ha dovuto coordinare lo sforzo dei volontari, l'afflusso dei materiali, ha risposto a domande sempre uguali di giornalisti, parenti, appassionati di montagna e speleologia. Ha dovuto anche frenare chi per generosità rischiava di andare al di là del limite delle sue forze. Per nove giorni ha lavorato con il groppo in gola, prima per la sorte di Mario Bianchetti, poi per quello che è accaduto a Massimiliano Puntar. «È molto dura e vorrei ringraziare chi ci sta aiutando. Gli speleologi sloveni, le autorità di Lubiana, la nostra prefettura. Non so chi mettere per primo».
(Articolo de Il Piccolo di Trieste del 22 gennaio 1990)
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