[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

Rassegna Stampa

Incidente speleologico al Veliko Sbrego (SLO)


(Articolo de Il Messaggero Veneto del 25 gennaio 1990)

RIEVOCATO NELL'OMELIA IL GESTO DI GENEROSITÀ DELLA VITTIMA

L'addio di Prosecco a Puntar, eroe del Canin

Nella quiete della borgata carsica di Prosecco riposa da ieri pomeriggio Massimiliano Puntar, l'eroe del Canin la cui vita, a soli 22 anni, è stata stroncata da un masso, a quota meno mille, nelle viscere del Veliko Sbrego mentre, generosamente, cercava di salvare l'amico Mario Bianchetti, rimasto bloccato a maggior profondità.

Funerale
La bara di Massimiliano Puntar portata a spalla. (Foto Marin)

Un gesto di solidarietà finito tragicamente, che ha scosso profondamente non soltanto la gente comune, ma anche quelli che della montagna, dell'alpinismo e della speleologia hanno fatto un credo. E ieri pomeriggio quasi mezzo migliaio di persone ha affollato la piazza della chiesa di Prosecco, troppo piccola per contenere tutti, da dove, dopo la cerimonia funebre, il mesto corteo si è mosso per il vicino cimitero.

Tra le numerose autorità intervenute c'erano il vice-commissario del governo del Friuli - Venezia Giulia Ravalli, con il viceprefetto Vergone, responsabile dell'ufficio provinciale della protezione civile, con il suo staff, che si è distinto in questi giorni di operazioni per far sì che tutti i soccorsi potessero funzionare nel migliore dei modi. Alle 15, nella chiesa di San Martino, è stato officiato il rito funebre dal parroco Rafael Slejko, nonché dai sacerdoti Allegro Carraro, dei salesiani, che aveva avuto come allievo il Puntar, e Mauro Belletti di Piedimonte di Gorizia, paese di origine della madre dello sfortunato speleologo. Quindi si è mosso il mesto corteo funebre, aperto dagli speleologi con le numerose corone. Il feretro è stato portato a spalla da Mario Bianchetti, Carlo Rossetti, Spartaco Savio, Guido Sollazzi, Paolo Pezzolato, Edoardo Clemente, di Trieste, e dai pordenonesi Maurizio Brunetta e Giorgio Bessega, tutti tecnici del soccorso speleologico. In rispetto della tradizione carsica, la bara era seguita da alcune giovani, con gli scialli bianchi e con un cero acceso in mano. Erano presenti il delegato del soccorso regionale, Sergio Dambrosi, che da Plezzo ha coordinato tutte le operazioni, assieme a rappresentanti delle varie province, della Slovenia e finanzieri del soccorso alpino di Sella Nevea in divisa.

Alle 16, quindi, c'è stata; tra momenti di vera commozione, l'inumazione nella tomba di famiglia, in quanto i nonni di Massimiliano Puntar erano di Prosecco.

R. S.

(Articolo de Il Messaggero Veneto del 25 gennaio 1990)


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