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Rassegna Stampa

Incidente speleologico al Veliko Sbrego (SLO)


(Articolo de Il Messaggero Veneto del 21 gennaio 1990)

PROSEGUE IL COMPLESSO LAVORO NELL'ABISSO VELIKO SBREGO

Canin: poche centinaia di metri mancano al recupero della salma

Continuano senza sosta, nelle viscere del Canin, con il costante ricambio di squadre italiane e slovene, le operazioni di recupero della salma di Massimiliano Puntar, di 22 anni, lo speleosoccorritore triestino deceduto dopo che uno spuntone di roccia gli era caduto sul capo.

Finalmente, dopo due giorni di lavoro, tutte le strettoie, con l'ausilio dei demolitori elettrici a percussione sono state allargate, per cui ora le operazioni procedono più celermente. Ieri pomeriggio la salma del Puntar si trovava a quota meno 620, grazie alla rapidità di recupero della squadra del soccorso speleologico toscano, che è stata coordinata da Paolo Pezzolato, il giovane triestino che è rimasto con Mario Bianchetti, a quota meno 1050, fino all'arrivo dei soccorsi.

Ieri sera nel Veliko Sbrego è entrata la squadra della Lombardia, coordinata, da Spartaco Savio, particolarmente esperto in questo tipo di operazioni. Restano così in pratica da percorrere poche centinaia di metri fino all'imboccatura dei pozzi, da dove il corpo del Puntar sarà tirato in superficie con degli appositi argani. Se tutto procederà in maniera così spedita grazie anche alla professionalità di italiani e sloveni, l'operazione si potrebbe concludere già nel pomeriggio odierno.

Tuttavia bisogna tener presente i problemi oggettivi che esistono a quelle profondità. Anche ieri gli elicotteri del Sar di Istrana, in provincia di Treviso, e delle polizia jugoslava hanno fatto la spola tra l'imboccatura del Veli ko Sbrego, in quota sul Canin, e Plezzo, dove si trova la sala operativa con i responsabili del soccorso speleologico italiano, Sergio Dambrosi, e della Slovenia Igor Potoçnik. Già ieri i due responsabili hanno auspicato, a livello di Alpe Adria, con l'esperienza di questi giorni, l'attuazione di una normativa comune per l'immediata reperibilità, in simili frangenti, di uomini e mezzi

«C'è stata infatti l'immediata disponibilità, fin dall'inizio dei soccorsi da parte di entrambi i Paesi, con un generoso slancio di solidarietà senza confini, ma - come rileva Dambrosi - tutto ciò dovrebbe essere regolamentato senza i comprensibili ritardi burocratici».

R. S.

(Articolo de Il Messaggero Veneto del 21 gennaio 1990)


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