Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento SpeleologicoRassegna Stampa
Intervento a Pantelleria (TP) - 26 novembre 2003
(Testo del TG5 del 27 novembre 2003)
Salvi otto tunisini a Lampedusa
Per 8 ore aggrappati ad una roccia a picco
Otto ore aggrappati alle pareti di una roccia: un dirupo di 50 metri a strapiombo sul mare di Pantelleria. È qui che ieri pomeriggio, gli otto tunisini tratti in salvo solo a tarda notte, erano stati sbattuti dalle onde dopo l'affondamento del gommone a bordo del quale avevano attraversato il Canale di Sicilia. Sono da poco passate le quattro del pomeriggio quando alcuni abitanti dell'isola sentono le loro grida d'aiuto. Scatta l'allarme ma basta poco per rendersi conto che le condizioni del mare impediscono qualsiasi operazione di soccorso. Via terra la situazione è ancora più difficile: c'è bisogno di attrezzature speciali per scendere giù tra queste rocce. Agli immigrati vengono lanciati viveri e coperte per riscaldarsi in attesa che arrivi sull'isola l'elicottero dell'aeronautica militare. A bordo ci sono gli speleologi del soccorso alpino. Saranno loro a calarsi, li vedete mentre si preparano, per tirare su gli otto disperati. È mezzanotte quando riescono a portare in salvo il primo, eccolo. Poi via via, vengono imbracati e portati su anche gli altri. Alcuni sono feriti, per tre di loro sarà necessario il ricovero in ospedale a Pantelleria. "Siamo partiti ieri mattina dalla Tunisia -hanno raccontato- ma abbiamo perso immediatamente la rotta. Le onde erano altissime il gommone si è capovolto ed è affondato". Una tragedia soltanto sfiorata, per fortuna. Ma sulle coste meridionali della Sicilia l'emergenza continua. In 195 sempre ieri sono arrivati a porto palo nel siracusano, tra loro anche donne e bambini. Oltre 500, invece, gli stranieri arrivati negli ultimi tre giorni a Lampedusa.
(dal sito web del TG5)
(Testo del TG5 del 27 novembre 2003)
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