[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

Rassegna Stampa

Intervento in Apuane (LU) - 10/11 agosto 2003


(Articoli de Il Tirreno-Lucca del 12 Agosto 2003)

I consigli dell'esperto Roberto Biagi

Speleologo bloccato, non è negligenza

Il presidente del Soccorso Alpino: «Ci sono sempre rischi da correre»

di Azelio Biagioni

CASTELNUOVO. «Sull'incidente accorso a Stefano Bettini non incidono il tempo o la negligenza. È un esperto e bravo speleologo, che si è addentrato con alcuni amici in una grotta mai esplorata. Quanto accadutogli fa parte del rischio che si corre in casi come questi». A parlare dell'incidente accaduto nella grotta sopra Gorfigliano è Roberto Biagi, presidente regionale del Soccorso alpino e speleologico.
«Tante volte quando succedono incidenti in montagna - prosegue Biagi - la causa è la negligenza delle persone che non si comportano in maniera adeguata, ma nel caso di domenica in Alta Garfagnana, Bettini non ha colpa. Sono fatti che si possono verificare. Non accade spesso, per fortuna, ma succedono. E chi ha la passione per la grotta sa bene a quello che può andare incontro. Per fortuna Bettini, anche se provato per il tempo passato tra due rocce, è salvo».
Ma in questi giorni, però, si sono verificati in montagna molti incidenti, potremmo dire a catena. A che cosa è dovuto il numero elevato in breve tempo?
«Alla bella stagione. L'estate invoglia escursionisti o semplici appassionati della montagna a fare una passeggiata all'aria aperta. Il numero è certamente superiore rispetto all'inverno, di conseguenza aumenta anche il numero degli incidenti».
Più volte ha dato consigli su come ci si deve comportare quando si va in montagna. Le sembra che siano abbastanta seguiti?
«Troppi fanno di testa loro con i risultati che purtroppo vediamo. In questo periodo particolarmente caldo è sconsigliato andare sui monti.
«Un'esposizione in montagna con il solleone di questi mesi può provocare un'insolazione con conseguenze spiacevoli. Se si vuole fare un'escursione fra i monti è necessario attrezzarsi adeguatamente.
«Quindi ora bisogna bere molto anche quando non si ha voglia e prendere integratori salini. Una volta si diceva che d'estate particolarmente pericolosi erano i temporali estivi, mentre adesso bisogna temere molto di più i colpi di sole».
Quindi il momento migliore della giornata, per andare in montagna in questo periodo, è la mattina?
«Sì, perché l'aria è più fresca e ci sono meno rischi di insolazione. È consigliabile far rientro presto a casa e non passare il pomeriggio (il momento in cui il sole batte a 360°) in zone esposte. E inoltre bisogna portare con sé il cellulare, avvisare i familiari o amici dove si va e non addentrarsi sui sentieri da soli».


«Così si è salvato Bettini», parlano i soccorritori

CASTELNUOVO. Massimiliano Broglio, delegato della Toscana del Soccorso speleologico, è stato uno dei primi ad arrivare nella grotta nella zona del monte Tambura a Carcarala, sopra Gorfigliano, in cui Stefano Bettini, tra l'altro capo squadra del Soccorso spelologico a Firenze, è rimasto prigioniero per oltre dieci ore.
«La situazione è apparsa abbastanza critica - racconta Broglio - Sopra il blocco di roccia erano caduti dei sassi e il lavoro si faceva ancora più delicato perché potevano cadere sulla testa di Bettini. Anche se la grotta non era freddissima, Bettini si trovava tra pareti di roccia e non era da escludere un caso di ipotermia. Quindi gli è stato dato da bere tè caldo e durante la notte somministrate alcune fleboclisi. Tramite la Prefettura ho allertato i pompieri che hanno portato sul posto un cuscino idraulico. Dato che loro non possono entrare in grotta ci hanno spiegato come funziona perché noi del Soccorso speleo potessimo adoperarlo. L'attrezzo è risultato utilissimo per effettuare dei piccoli spostamenti della lama, una volta imbracata. Così ce l'abbiamo fatta a far uscire dalla morsa Bettini.
«A bordo di un'ambulanza fuoristrada della Misericordia vaglina - conclude Broglio - il giovane è stato riaccompagnato a Vagli e di qui su un'ambulanza tipo A condotto all'ospedale S. Croce di Castelnuovo».
Qui lo speleologo è stato subito sottoposto ad accertamenti: i primi esami escludono per fortuna fratture e lesioni interne. Ora che è passata la paura, gli amici commentano l'ironia della sorte che ha fatto incappare il loro amico in una di quelle situazioni in cui lui di solito cava d'impaccio gli altri. Sono stati proprio i suoi due colleghi, Michele Cuccurullo di Firenze, e Giulio Abbate di Brescia, a dare l'allarme quando Bettini è rimasto bloccato sotto il pietrisco e ad assisterlo nei primi momenti.
«Facciamo escursioni insieme da qualche anno - raccontano i due amici - ed eravamo appena entrati nella grotta quando, in un punto molto stretto a circa 10, 15 metri dall'ingresso, Stefano è stato investito da una frana, rimanendo bloccato. Lui fa parte del Soccorso speleologico, ed era ben conscio del pericolo, di quella pietra che già aveva cominciato a premergli addosso. Comunque ha cercato di rimanere sveglio e tranquillo durante tutte le fasi del salvataggio». I due sono rimasti a fargli coraggio fino all'arrivo dei soccorritori, poi hanno lasciato la grotta per far spazio a tecnici, vigili del fuoco e personale sanitario. In totale sono intervenuti 45 uomini del soccorso speleo, alcuni volontari del soccorso alpino di Lucca tra cui un esperto cavatore, cinque vigili del fuoco di Castelnuovo oltre a due volontari della Misericordia di Vagli.
(a. b.)

(Articoli de Il Tirreno-Lucca del 12 Agosto 2003)


Rassegna Stampa

Torna alla rassegna stampa del Soccorso Speleologico

Apuane

Torna alla rassegna stampa dell'intervento in Apuane