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Rassegna Stampa

Intervento in Apuane (LU) - 10/11 agosto 2003


(Articolo de La Nazione del 12 Agosto 2003)

LUCCA / L'avventura di uno speleologo nelle Cave di Carcaraia

Investito da una frana resta per ore schiacciato da un masso di due quintali

Riesce a cavarsela senza nemmeno una frattura

di Aldo Grandi

LUCCA — Una disavventura a lieto fine quella vissuta da Stefano Bettini, 30 anni, lo speleologo fiorentino rimasto intrappolato nella notte tra domenica e lunedì all'interno dell'antro denominato Svak 89 in località Cave Basse di Carcaraia, sul versante nord del monte Tambura, sopra l'abitato di Gorfigliano.
Ora Stefano, di professione fabbro, è ricoverato all'ospedale S. Croce di Castelnuovo dove i medici gli hanno somministrato liquidi così da alleggerire e smaltire la pressione che il suo corpo ha dovuto subire dalla lastra di marmo che lo ha tenuto imprigionato per parecchie ore.
Soccorsi
I soccorsi prestati allo speleologo rimasto intrappolato nel monte Tambura
Stefano Bettini non può parlare. Anzi, raggiunto nel suo letto d'ospedale, ha spiegato di essere ancora troppo stanco. Per lui parla il vice delegato del Sast, soccorso alpino speleologico toscano, Antonio Del Magro.
«Stefano sta abbastanza bene — spiega — Inizialmente i medici sospettavano l'esistenza di alcune fratture, ma gli esami hanno escluso questa evenienza con nostra grande soddisfazione. Ora Bettini si trova a dover sopportare le conseguenze della pressione fisica della lastra di marmo. E infatti anche noi gli abbiamo somministrato durante la notte dei liquidi così da fargli sopportare meglio lo sforzo e il disagio. Vorrei aggiungere che tutto è andato per il verso giusto nonostante la non facile situazione in cui abbiamo dovuto lavorare, anche grazie alle sinergie con i vigili del fuoco del distaccamento di Castelnuovo».
A dare l'allarme domenica sera sono stati due colleghi, Michele Cuccurullo di Firenze e Giulio Abbate di Brescia, che erano riusciti a raggiungere la superficie. Bettini era rimasto incastrato sotto una lastra di roccia marmorea, sopra la quale era in bilico un masso di due quintali, oltre a tantissimi detriti che avrebbero potuto schiacciarlo se non fosse rimasto immobile ad attendere i soccorsi. Grazie anche al contributo di un cavatore del Soccorso Alpino, ottimo conoscitore della zona e delle sue caratteristiche geologiche, i massi più grossi sono stati messi in sicurezza con i materassini gonfiabili ad aria compressa dei vigili del fuoco, mentre altri detriti venivano portati via man mano con dei secchi. «Facciamo escursioni insieme da qualche anno — hanno detto i due escursionisti — ed eravamo appena entrati nella grotta quando, in un punto molto stretto a circa 10, 15 metri dall'ingresso, Stefano è stato investito da una frana, rimanendo bloccato. Lui era ben conscio del pericolo di quella pietra che già aveva cominciato a premergli addosso. Comunque ha cercato di rimanere sveglio e tranquillo. I primi esami escludono fratture e lesioni interne. Aspettiamo solo che si riprenda per continuare le nostre escursioni».

(Articolo de La Nazione del 12 Agosto 2003)


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