[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

Rassegna Stampa

Intervento alla Risorgiva di Eolo (UD)


(Articoli de Il Piccolo del 26 aprile 2002)

Il ventitreenne Marco Sticotti rimasto bloccato in un meandro delle Risorgive di Eolo, a Avasinis

Speleologo ferito in una grotta in Friuli

Le complesse operazioni di soccorso sono durate tutta la notte

TRIESTE - Lungo e difficile lavoro di recupero di uno speleologo triestino, Marco Sticotti di 23 anni, rimasto ferito mentre esplorava la Risorgiva di Eolo, ad Avasinis, nelle prealpi carniche. Sticotti ha riportato una lussazione alla spalla ma le sue condizioni non sono gravi. Per recuperarlo le squadre del soccorso speleologico hanno dovuto lavorare per tutta la notte: la Risorgiva di Eolo, detta anche Fontanon di Avasinis, è una delle grotte più lunghe della regione, con oltre cinquemila metri di meandri, gallerie, pozzi e strettoie. L’allarme è stato lanciato da uno dei suoi compagni nel primo pomeriggio. Marco Sticotti, speleologo della Commissione Grotte «Boegan», stava esplorando la grotta assieme a tre amici quando è caduto e si è lussato una spalla. Da Trieste è partita una squadra di dodici persone, mentre dal Veneto decollava un elicottero del 118. Verso le 19 la prima squadra, con il medico, le attrezzature di soccorso e un impianto telefonico è entrata nella cavità e ha raggiunto il ferito.


L’incidente nelle grotte di Avasinis. Il difficile recupero durato tutta la notte

Ferito speleologo triestino

Uno speleologo triestino, Marco Sticotti, 23 anni, è rimasto ferito ieri mentre esplorava la Risorgiva di Eolo, ad Avasinis, nelle prealpi carniche. Sticotti ha riportato una lussazione alla spalla, le sue condizioni non sono gravi, ma per recuperarlo le squadre del soccorso speleologico hanno dovuto lavorare per tutta la notte viste le difficoltà oggettive della cavità. La Risorgiva di Eolo, detta anche Fontanon di Avasinis, è infatti una delle grotte più lunghe della regione, con oltre cinquemila metri di meandri, gallerie, pozzi e strettoie.
L’allarme è stato lanciato ieri nel primo pomeriggio. Marco Sticotti, speleologo della Commissione Grotte «Boegan», stava esplorando la grotta assieme a tre amici quando, probabilmente durante un tratto in arrampicata, è caduto e si è lussato una spalla. Uno dei suoi compagni, Fabio Scabar, è uscito per dare l’allarme, mentre gli altri sono rimasti accanto la ferito, in un punto della cavità a circa un chilometro e mezzo e 180 metri di dislivello dall’imboccatura. Da Trieste è partita una squadra di dodici persone, mentre dal Veneto decollava un elicottero del 118 con a bordo il medico del soccorso speleo Corrado Camerini. Verso le 20 la prima squadra, con il medico, le attrezzature di soccorso e un impianto telefonico è entrata nella cavità e ha raggiunto il ferito verso le 21.15. Il giovane è stato trovato in buone condizioni, anche se dolorante per la spalla. Il medico gli ha applicato uno speciale gesso e sono iniziate le operazioni di recupero, particolarmente lunghe e difficoltose.
Marco Sticotti è un esploratore esperto, e anzi fa parte lui stesso del Corpo nazionale del soccorso alpino. Le sue condizioni sono state giudicate buone, ma i soccorritori hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà di carattere ambientale. La Risorgiva di Eolo si apre infatti a circa un chilometro da Avasinis, e nel corso degli anni gli esploratori hanno dovuto allargare strettoie, rimuovere frane, abbassare laghi-sifone, superare pozzi e cascate, deviare ruscelli. La complessità del sistema carsico è tale da richiedere tempi minimi di esplorazione superiori alle 12 ore. «Le operazioni di soccorso sono comunque complesse - ha detto Alessio Fabbricatore del Soccorso speleologico, che ha coordinato l’intervento -, ed è appena il caso di far notare come a Trieste non abbiamo ancora una nostra centrale operativa: la Regione ha bocciato la richiesta di finanziamenti per sistemare la sede di Padriciano, e inoltre abbiamo avuto problemi con l’elisoccorso del 118, visto che noi dipendiamo dalla Protezione civile e non abbiamo ancora, come nel resto d’Italia, la convenzione con il 118 regionale; al solito quando un soccorso in grotta va a buon fine questo dipende solo dall’abnegazione e dalla preparazione dei volontari».

pi. spi.

(Articoli de Il Piccolo del 26 aprile 2002)


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Eolo 2002

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