Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento SpeleologicoRassegna Stampa
Intervento alle Gole del Raganello (CS) - 25-26 luglio 2001
(Articolo de La Gazzetta del Sud del 27 luglio 2001)
In salvo gli scout rimasti "prigionieri" nelle gole del Raganello
Giovanni Pastore
COSENZA Soli tra i suggestivi canyon del Raganello. Per ore alla ricerca del sentiero giusto, muovendosi lungo quei grovigli di sterrati scavati tra le gole che si attorcigliano nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. Soli con le carte topografiche della zona, con le bussole, ed i cannocchiali ma senza guide esperte, credendo di poter risalire facilmente il letto del torrente da San Lorenzo Bellizzi a Civita. E, invece, l'escursione di un gruppo di giovani esploratori di Gravina di Puglia, in provincia di Bari, guidati da Pasquale di Palma, 49 anni, ha subito una sosta imprevista davanti ad un muro naturale. Uno scoglio insuperabile. Impossibile andare avanti senza funi e senza la muta, perchè in quel punto il fiume sembra essere ingoiato dalle viscere della terra. Impossibile, pure, tornare indietro.
Improvvisamente, la gita ha rischiato di trasformarsi in incubo per quei giovani esploratori. Diciassette in tutto. Quattro adulti e tredici ragazzi, maschi e femmine. Però De Marco (Di Palma, ndr) non s'è perso d'animo. Ha tranquillizzato il gruppo e s'è arrampicato in cima ad un costone di roccia dove il suo telefonino cellulare, fino a quel momento muto, ha ricevuto un briciolo di segnale sufficiente per lanciare l'allarme. L'Sos è stato raccolto dalla centrale operativa del commissariato di Castrovillri. In pochi istanti sono stati orga nizzati i soccorsi. Sul posto, il Comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato Giuseppe Graziano, ha inviato gli uomini dei comandi stazione di Terranova del Pollino e di Civita, che sono stati coordinati direttamente dall'ingegnere Vincenzo Perrone.
In pochi minuti si sono ammassati sul posto anche i Vigili del fuoco, i sanitari del "118" di Castrovillari, ed i carabinieri di Cassano, diretti dal maresciallo aiutante, Salvatore Perrone. Con loro gli esperti del soccorso alpino della Basilicata e della Calabria. Sono stati proprio le guide specializzate a raggiungerli intorno alle diciannove di mercoledì sera. Una volta constatate le buone condizioni di salute dei boy scout, gli uomini del soccorso alpino, guidati da Giorgio Braschi, sono stati preparati a trascorrere la notte in quel luogo.
Le operazioni di recupero sono cominciate all'alba di ieri. I giovani esploratori sono stati trasferiti ad uno ad uno dall'altra parte dello smottamento.
I 17 scout, dopo essere stati soccorsi e recuperati, sono stati accompagnati presso il campo sportivo di Civita, dove è stato allestito un campo. Per nessuno di loro si è reso necessario il trasferimento in ospedale per cure mediche.
Il comandante provinciale di Cosenza del Cfs, Graziano, proprio in relazione a quanto accaduto al gruppo di scout pugliesi, ha lanciato un appello affinché quanti intendano effettuare escursioni nella zona del fiume Raganello si affidino a guide esperte, evitando di avventurarsi in una zona che nasconde insidie.
(Articolo de La Gazzetta del Sud del 27 luglio 2001)
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