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Intervento alla Busa di Castel Sotterra (TV)
(Articolo de Il Gazzettino-web del 20 marzo 2001)
LO SPELEOLOGO FERITO Dopo l’incidente nel "bus del castel sottoterra" parla l’esperto Paolo Gasparetto
«Ma le nostre grotte non sono pericolose»
«Si è trattato di uno scivolone casuale, erano state usate tutte le precauzioni necessarie»
Volpago del Montello - È stata una fatalità. L'incidente accorso a Cristiano Zoppello, diciannovenne speleologo di Padova, nella grotta denominata "busa del castello sottoterra", è da attribuirsi soltanto alla sfortuna e alla casualità. Questo è il parere di Paolo Gasparetto, presidente del gruppo naturalistico Nervesa, nato nel 1967.
«Le nostre grotte - spiega Gasparetto - non sono pericolose. Anche se si discostano di molto per la loro conformità dalle altre grotte carsiche, sono facilmente "abbordabili". La "busa del castello sottoterra" è per importanza la seconda al mondo nella sua tipologia. Attualmente sono stati rilevati circa sette chilometri di lunghezza ed è tra le 4 grotte più importanti e studiate del Montello. Tecnicamente - prosegue Gasparetto - non è tra le più difficili, anzi. Ma non può essere affrontata con sufficienza, perchè le insidie si nascondono a ogni angolo. Il mondo speleologico, posso garantirlo, in questi ultimi anni ha fatto notevoli passi avanti e quindi, conoscendo anche il gruppo del quale fa parte il ragazzo vittima della caduta, posso tranquillamente affermare che per scendere nella grotta, che presenta tre piani, con terrazze e "scale a chiocciola", sono state usate tutte le precauzioni possibili. In pratica il ragazzo è scivolato, come del resto poteva accadergli se stava scendendo da uno scalino, ed ha battuto il capo. Niente di preoccupante, anche perchè il giovane speleologo non era solo, essendo la grotta in quel momento molto affollata perchè altri speleologi erano impegnati con il parroco di Nervesa nel riposizionamento della statua della Madonna, nel punto più profondo della "Busa" che sfiora i 125 metri. «Di incidenti seri capitati nelle grotte del Montello - conclude Paolo Gasparetto - io non ho memoria. Nelle escursioni e discese possono succedere degli inconvenienti tecnici, come scivolate, graffi o contusioni, ma fanno parte degli imprevisti del mestiere. Per il resto ricordo l'episodio di quella ragazzina allontanatasi da casa non so per quale motivo e che fu rinvenuta proprio dal nostro gruppo speleologico, dopo ore di ricerche, nel "bus delle fratte". In quell'occasione però la ragazza, non conoscendo la grotta, si era perduta deviando in un canalone secondario anche perchè la pila che aveva con sè si era esaurita».
Le grotte del Montello furono scoperte e catalogate nel periodo che va dal 1879 al 1881 da Antonio Saccardo. che poi le descrisse in un libro uscito postumo nel 1926.
Luciano Beltramini
(Articolo de Il Gazzettino-web del 20 marzo 2001)
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