Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento SpeleologicoRassegna Stampa
Incidente speleologico alla Grotta A Male (AQ)
(Articoli de Il Centro -Web- del 16 novembre 2000)
Precipita in fondo alla grotta e muore
TRAGEDIA AD ASSERGI
Era con la fidanzata, aveva 23 anni
di Giustino Parisse
L'AQUILA. Un urlo ha rotto il silenzio della grotta. La luce sul casco si è persa nel buio. Poi il tonfo e di nuovo il silenzio. È morto così ieri pomeriggio poco prima delle 14 Filippo Cappa, 23 anni dell'Aquila. È precipitato per dieci metri all'interno della Grotta a Male di Assergi. A dare l'allarme è stata la fidanzata del giovane, Maria Silvia Ciccone, che ha assistito impietrita alla scena. Filippo Cappa è il figlio di Giansaverio Cappa, magistrato e attualmente giudice per le indagini preliminari al tribunale dell'Aquila.
Secondo i soccorritori, che hanno recuperato il corpo ieri sera alle 19,15, il ragazzo è morto sul colpo. Ha avuto infatti un fortissimo trauma cranico oltre ad altre fratture. D'istinto Filippo Cappa ha tentato di aggrapparsi alla roccia ma è stato inutile. La ricostruzione dell'incidente, nella sua drammaticità, è abbastanza chiara. Filippo Cappa e la fidanzata hanno raggiunto Grotta a Male intorno alle 13,30. Per il 23enne, appassionato di speleologia, non era la prima visita a quella cavità dal nome sinistro ma a detta degli esperti abbastanza facile. All'esterno la grotta è protetta da una sorta di capanno in ferro. Si scende per una ventina di metri grazie a una scala e poi si affronta il primo cunicolo.
I due giovani erano attrezzati per una "visita" facile (ci sono infatti più percorsi con diversi gradi di difficoltà). Avevano l'essenziale per poter fare un viaggio nei cunicoli senza particolari rischi. Alla fine del primo tunnel di roccia si arriva a una sorta di anfiteatro, da lì ci sono altri cunicoli dove per passare bisogna strisciare. Si esce infine, quando si è già a oltre settanta metri di profondità, su alcuni terrazzamenti. In uno di questi terrazzamenti si apre una sorta di finestra che dà su un precipizio di dieci metri in fondo al quale c'è un lago molto profondo. Filippo Cappa un attimo prima dell'incidente si è girato verso la ragazza che lo seguiva e gli ha detto: «Fermati, vado avanti io per vedere, può essere pericoloso». Il 23enne si è avvicinato al dirupo (per scendere fino al laghetto sarebbero servite le funi per cui è da escludere che il giovane avesse iniziato la discesa), forse si è sporto troppo o molto più probabilmente è scivolato sulla roccia che in quel punto, a causa dell'umidità è una sorta di saponetta.
Il volo è stato terribile. La ragazza ha visto tutta la scena. Ha capito di non poter far nulla ed è risalita per dare l'allarme sperando che Filippo Cappa potesse ancora essere salvato. Giunta fuori della grotta ha chiamato con il cellulare i vigili del fuoco, poi la famiglia di Filippo. I genitori del giovane sono arrivati poco dopo i pompieri. Con loro anche un esperto speleologo, Bruno Chiarelli e il dottor Paolo De Angelis, un amico di famiglia. Il giudice Giansaverio Cappa è voluto scendere giù insieme ai soccorritori ed è stato lui a rendersi conto che per il figlio non c'era nulla da fare. È tornato su e lo ha comunicato anche alla madre e alla fidanzata. Il dramma a quel punto si era compiuto.
Ai soccorritori non è rimasto altro da fare che scendere nel dirupo per il recupero del corpo. Non è stata una operazione facile. I soccorsi per riportare a monte la salma sono andati avanti per oltre 4 ore.
Decine di uomini impegnati nelle operazioni di soccorso
L'AQUILA. Grande mobilitazione dei soccorritori (nella foto) per recuperare il corpo di Filippo Cappa. L'operazione di recupero vera e propria l'hanno compiuta gli speleologi del corpo nazionale soccorso alpino speleologico. Fondamentale è stato l'apporto dei vigili del fuoco tra l'altro hanno illuminato tutta la zona e poi il servizio 118, la Forestale, la polizia (sul posto è giunto anche il questore Saverio Poli Capelli), Finanza e carabinieri.
I soccorritori si preparano a scendere
(Articoli de Il Centro -Web- del 16 novembre 2000)
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