CNSAS

NOTIZIE del CNSAS

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Anno 2, n. 5

Settembre 1996

 

Gli Interventi di soccorso speleologico

La diffusione di "Notizie" a tutti i Volontari ci consente di approfondire la conoscenza dei vari settori di attività e, in definitiva, una migliore interazione fra le varie componenti del CNSAS.
In queste righe esporrò alcune fra le molte caratteristiche degli interventi di soccorso speleologico evidenziando quali sono le tipologie degli incidenti e come si imposta la pianificazione dell'intervento e la gestione delle risorse necessarie per portarlo a termine.

Gli incidenti in grotta vengono suddivisi in modo statistico nelle solite categorie (scivolata, rottura, sfinimento, ipotermia...) ma la gravità dell'incidente non è tanto condizionata dal tipo di lesione, quanto, e in modo determinante, dal luogo dove esso accade. Il tipo di incidente è un'aggravante delle problematiche poste dal luogo dell'incidente. Per fare un esempio, diremo che un incidente gravissimo in fondo ad un pozzo che dà all'esterno è facilmente risolvibile da una squadra media di 12-15 persone completata dall'equipe medica.
Un incidente banale a 10 ore dall'ingresso della grotta è estremamente più grave perchè risultano dilatati fuori misura tutti i tempi di intervento, da quelli di trasmissione della notizia dell'incidente a quelli dell'intervento vero e proprio (si noti che si parla di tempi e non di distanza, il ferito può essere vicinissimo, ma fra noi e lui possono esserci delle strutture - strettoie, meandri - che possono diventare ostacoli durissimi sia per la progressione normale che, a maggior ragione, per il movimento del ferito o della barella).
La prima caratteristica degli interventi in grotta è quindi la grande durata.
Questo è il fattore determinante che ha condizionato e condiziona tutt'ora l'organizzazione del soccorso speleologico.
La diminuzione della tempistica globale si ottiene con l'analisi di tutte le procedure per ottimizzarle limando qui e là i vari tempi morti.
La rapidità della ricezione della chiamata e la partenza della prima squadra assieme all'equipe medica sono solo il primo passo lungo il percorso che descrive le varie fasi dell'intervento.

La lunga durata implica:

Lo schema sotto riportato mostra la struttura che regge la parte di attivazione della struttura per un intervento di soccorso speleologico:

FASI SOGGETTI INTERESSATI
Incidente

Allarme

Valutazione della gravità dell'incidente e verifica della chiamata

Trasmissione della chiamata dal delegato ai capisquadra (relazione biunivoca)

Avviso al Resp. Naz.

Chiamata strutturata per nuclei per ridurre il tempo di utilizzo dei mezzi di comunicazione

Partenza della prima squadra con il materiale medico e i telefonisti; recupero del materiale necessario presso il magazzino di squadra e trasferimento sul luogo dell'incidente; attivazione di una rete (radio o cell.) di collegamento con l'ingresso della grotta.

Schema operativo

Schema di attivazione della struttura di soccorso
per incidente speleologico

All'interno dell'organizzazione i ruoli sono ben definiti (ed acquisiti):

Il collegamento telefonico fra luogo delle operazioni e l'esterno della grotta è fondamentale e consente al Delegato (dall'esterno):

inoltre consente al Medico di poter dialogare con un corrispondente per eventuali consulti o per inoltrare richieste specifiche. La durata dell'operatività di una squadra sul ferito è indicativamente compresa fra le 8 e le 14 ore ed è compito della direzione esterna pianificare l'allertamento progressivo delle squadre via via più lontane per avere sempre ricambi pronti.

Il Delegato deve acquisire la capacità di prevedere l'andamento a lungo termine dell'operazione. Questo viene fatto anche con l'ausilio di opportuni strumenti di pianificazione (cito solo p.es. i diagrammi orari a barre che mostrano progressivamente la dislocazione degli uomini e delle risorse, il loro tempo di utilizzo e l'incarico assegnato ad ogni tecnico).

Le richieste di materiali speciali, di squadre provenienti da altre delegazioni o di tecnici specialisti in un particolare settore vengono dirottate dal Delegato al Responsabile Nazionale. In caso di interventi estremamente complessi o che coinvolgano più Delegazioni o che presentino caratteristiche tali da far prevedere conflitti con altri Enti eventualmente presenti sul posto, la direzione dell'intervento passa al Responsabile Nazionale.

Questa strutturazione consente, via via che aumenta la complessità dell'incidente, di scaricare su un organismo superiore la parte concernente i rapporti con "il mondo esterno" e di non disperdere le energie necessarie allo svolgimento della parte operativa.
In tutti i casi finora affrontati questa tecnica ha mostrato largamente la sua efficacia.

La lunga durata dell'intervento di soccorso speleologico mostra un'altra caratteristica che assume tanto peso quanto minori sono le difficoltà di accesso all'imbocco della grotta. Questa caratteristica è la capacità di attirare curiosi, giornalisti e quant'altro con rapidità soprprendente.
Se la rapidità degli interventi di soccorso alpino effettuati con l'elicottero fa in modo che le notizie dal luogo dell'incidente vengano divulgate quasi solo a cose fatte ed impedisca l'avvicinamento di terzi, nel nostro caso siamo costretti ad arginare continuamente queste presenze.
Spesso, ma questo accade solo per gli incidenti a piccole profondità, dovremo bloccare i tentativi di ingerenza da parte di altre organizzazioni, anche se prive di personale con preparazione specifica.

In qualsiasi intervento specializzato, l'utilizzo al meglio delle specifiche risorse disponibili significa rapidità, efficienza e, in definitiva, garanzia del buon esito dell'operazione.
Nello specifico, a favore dell'unicità delle competenze del soccorso speleologico, si deve considerare che prima di tutto un soccorritore deve essere un esperto speleologo.
Per trasformare un esperto speleologo in un esperto soccorritore si deve prevedere un periodo di tre-cinque anni e un cospicuo investimento per la formazione da parte della nostra organizzazione.

Appare discutibile ed inopportuno, anche semplicemente in termini di economicità e di spreco di risorse, vedere altre organizzazioni tentare di duplicare, partendo da zero, una struttura già esistente ed altamente specializzata.
Questo discorso è valido per l'intero CNSAS e va fatto a difesa delle sue specializzazioni.

Proprio per il fatto che l'incidente in grotta "fa notizia" e, data la sua durata, consente l'avvicendamento di intere schiere di altre persone, la gestione dei rapporti fra Soccorso e Enti interessati (Sindaco del Comune in cui si svolge l'operazione, Prefetto, Comandante dei CC, VV.FF, altre eventuali organizzazioni di Protezione Civile presenti sul posto, giornalisti, familiari degli infortunati) è assai onerosa in termini di attenzione ed impegno da parte del responsabile delle operazioni.

Come si vede nell'ambito delle Delegazioni speleologiche al Caposquadra è riservato il principale ruolo tecnico all'interno della grotta ed al Delegato è riservato quello di coordinatore delle operazioni. Tutti ruoli operativi, quindi, compreso quello del Responsabile nazionale, che si affiancano ai normali incarichi di gestione ordinaria.
Tale impostazione motiva le scelte fatte nel corso degli anni dal soccorso speleologico sempre orientate a non frammentare la struttura. Operativamente questo si traduce in:

L'obiettivo che si persegue è quello dell'operatività nazionale: ovvero della capacità delle Squadre e delle Delegazioni di intervenire fianco a fianco, dialogando nella stessa lingua, su operazioni di grande portata. In altre parole mantenere una struttura capace di operare uniformemente su (sotto...) tutto il territorio.

Molti degli aspetti discussi sono certamente comuni a tutto il CNSAS.
La costituzione dei Servizi Regionali, che adatta alle singole realtà territoriali l'organizzazione nazionale, dovrà certamente non inficiare l'operatività del soccorso speleologico che viene considerato una delle organizzazioni meglio strutturate nel suo settore.
Ma siamo molto pignoli! Dietro l'angolo non c'è mai tregua, e mentre le Commissioni (Tecnica, Medica, Forre, Disostruzioni, Speleosub) lavorano su problemi specifici, il ricambio dei Volontari e dei quadri richiede un continuo sforzo di formazione, anche per avere sempre la capacità di verificare il modello ed adattarlo ad ogni particolare esigenza.

Paolo Verico


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