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Scuola nazionale tecnici di soccorso speleologico
Rapporti d'oltreoceano
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Le attività del C.N.S.A.S. sono da qualche tempo nelle attenzioni dell'ambiente speleologico messicano, fin dal primo corso di soccorso in grotta organizzato a margine di una spedizione La Venta in Chiapas nel '99 ed integrato un anno più tardi da un incontro di approfondimento tecnico. L'uscita del nuovo manuale di tecniche di soccorso in grotta, prima, e la costituzione della Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleologico (S.Na.T.S.S.) poi, sono state seguite con gran interesse dagli amici d'oltre oceano. Nello stesso tempo, una costante collaborazione con i vari gruppi messicani: Vaxakmen (Chiapas) ed in particolare l'Associacion de Montanismo y Esploracion dell'U.N.A.M. (Universidad Nacional Autonoma de Mexico), hanno contribuito a consolidare i contatti, gli scambi di esperienze ed accrescere la curiosità verso le tecniche di soccorso da noi utilizzate. Quest'anno finalmente il passo in più: l'invito ufficiale del C.N.S.A.S., con l'appoggio dell'U.N.A.M., di Elisabeth Gutierrez, tecnico del corpo di soccorso speleologico messicano. La storia del Espelo Socorro Mexicano è abbastanza recente e travagliata, molto spesso le tecniche di soccorso, tratte da testi o manuali di diverse scuole come quella francese o nord americana, sono state adattate e personalizzate dai vari gruppi (spesso costituiti da due, tre persone) sparsi nel paese. La mancanza di confronto, poi, a causa anche delle notevoli distanze geografiche non ne hanno permesso una standardizzazione a livello nazionale. Tutto questo fino al novembre del 2000, quando nell'ambito del congresso nazionale di speleologia tenutosi a Città del Messico si decise di realizzare, con l'aiuto di istruttori francesi, tre corsi identici di soccorso in grotta: al nord, centro e sud del paese. Il gruppo ufficiale di soccorso, costituito dai ventiquattro speleologi partecipanti fu così costituito nel dicembre dello stesso anno. Da allora, e con dei corsi interni, si è raggiunto il numero di ottanta volontari. Purtroppo, agli occhi dei più, la speleologia in Messico è ancora considerata come una disciplina sportiva, trovando notevoli resistenze alla diffusione per ragioni legate a pregiudizi popolari che considerano le grotte come soglia invalicabile: per superstizione, religione e pregiudizi legati al concetto di territorio sacro al culto dei morti. Forse per questo, nonostante l'impegno ed i sacrifici economici (materiali e corsi autofinanziati), il corpo di soccorso speleologico messicano stenta ad essere riconosciuto dal governo, mentre il suo statuto è ancora in fase di affinamento. A questo vanno aggiunti tutta una serie di problemi legati alla visibilità ed alla concorrenza di altre strutture governative (bomberos), filogovernative (cruz roja), di protezione civile e volontariato. Molti degli attuali tecnici di soccorso fanno parte dell'U.N.A.M. (Universidad Autonoma de Mexico) che raccoglie il gruppo più numeroso di speleologi messicani, circa un centinaio, iscritti nell'Associacion de Montanismo y Esploracion, non a caso un ramo del centro sportivo dell'Università. Di questi fa anche parte Elisabeth Gutierrez, speleologa dal 1998 e soccorritore dal 2002.
Elisabeth collabora come docente alla realizzazione dei corsi per l'U.N.A.M. e
per il soccorso messicano. A suo giudizio la partecipazione al corso degli Alburni per tecnici di IV livello del C.N.S.A.S., e successivamente all'esercitazione interregionale di luglio all'Abisso del Bifurto in Calabria, è stata molto utile per la conoscenza e assimilazione delle tecniche di soccorso, che, comparate all'esperienza delle tecniche francesi, per la maggior parte utilizzate nel suo paese, contribuiranno all'ottimizzazione dei parametri di sicurezza durante le esercitazioni e gli interventi di soccorso in Messico. Ritornando nel suo paese, infatti, Elisabeth terrà un incontro con i volontari dell'Espeleo Socorro per illustrare le tecniche apprese, le sue esperienze con la S.Na.T.S.S. e con i tecnici del C.N.S.A.S.
Francesco Lo Mastro
I.N.Tec.S.-S.Na.T.S.S.
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