[CNSAS]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

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Notizie
Notizie del CNSAS

n.27, dicembre 2003

Statistiche e documentazione

Infortunistica speleologica in Italia



Dopo 50 Anni di infortunistica Speleologica in Italia (1947-1997), Pino Guidi e Aurelio Pavanello, infaticabili e meticolosi come sempre, ne hanno preparato l'aggiornamento.
Ma Infortunistica speleologica in Italia - 5 anni di incidenti in grotta ed in forra (1998-2002) non si limita al pur importante ed indispensabile aggiomamento del precedente volume, ma, come indicato nel titolo, introduce ed inizia l'analisi degli incidenti in forra.
La frequentazione delle forre, che va senz'altro annoverata tra le attività ludiche emergenti, sta coinvolgendo sempre più appassionati registrando, purtroppo, ma forse il fatto è inevitabile, alcuni incidenti.
È proprio dalla loro analisi critica che possono emergere indicazioni utili alla loro prevenzione.
Anche per questa importante valenza del loro lavoro il C.N.S.A.S., mio tramite, ringrazia Pino Guidi, Aurelio Pavanello e quanti a vario titolo hanno con loro collaborato per aver portato a termine questo lavoro.


Armando Poli
Presidente C.N.S.A.S.


Questo lavoro è la continuazione di una analisi condotta oramai da molti anni per quel che riguarda le grotte e ampliatasi alle forre più recentemente. È un esame accurato delle dinamiche degli incidenti, delle loro cause e delle conseguenze, delle caratteristiche degli infortunati; l'obiettivo degli autori è sensibilizzare ancora di più tutti coloro che praticano queste attività verso l'aspetto della prevenzione, dato che è ormai statisticamente assodato che quasi il 90% degli incidenti è imputabile direttamente a errori umani. Per fortuna oggi possiamo affermare che, non solo grazie a questo tipo di pubblicazioni, ma anche e soprattutto ai corsi di speleologia delle Scuole della Società speleologica italiana e del Club alpino italiano, l'argomento prevenzione è adeguatamente affrontato nel caso delle esplorazioni nelle cavità naturali. Chi inizia l'attività speleologica, infatti, si aggrega ad un gruppo ben organizzato ed è seguito da istruttori di provata capacità.
Ben diversa è ancora la situazione nel torrentismo, attività che si sta diffondendo molto rapidamente ma ancora in modo pressoché incontrollato (molto spesso basta acquistare una guida che descriva l'area che si vuol visitare), e quindi troppe persone si avventurano nelle forre italiane senza possedere la necessaria tecnica ed esperienza, mettendosi quindi, a volte inconsapevolmente, in situazioni di pericolo anche grave.
Anche in questo settore sarebbe bene che le associazioni che si occupano di questa attività si attivassero per organizzare in maniera concentrata dei corsi di introduzione al torrentismo in cui la prevenzione fosse adeguatamente presente, al fine di minimizzare i pericoli insiti in questo tipo di attività sportiva.
Nel presente lavoro, frutto della lunga esperienza degli autori, speleologi di vecchia data che hanno preso parte ad esplorazioni speleologiche di notevole importanza ed a innumerevoli operazioni di soccorso in grotta, oltre agli aspetti strettamente legati all'infortunistica, si è voluto anche, per quanto possibile, fotografare l'attività speleologica italiana: quanti gruppi speleologici sono attivi e con quanti iscritti operano, quante cavità naturali sono attualmente note, ecc.
Il tutto trattato senza dimenticare la passione che li lega al mondo sotterraneo, tenendo ben presente che non esistono montagne, grotte o forre assassine, ma grandi e piccole imprudenze da parte degli esseri umani.


Paolo Forti
Presidente onorario
Unione internazionale di speleologia


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