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Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

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Tratto da:
Notizie
Notizie del CNSAS

n.24, marzo 2003

Puglia

La Procura della Repubblica di Lecce richiede l'intervento dei tecnici speleologici del CNSAS per indagini su reati ambientali



Il Servizio regionale pugliese del C.N.S.A.S. nel mese di marzo ha collaborato con la Procura della Repubblica di Lecce, su richiesta dello stesso ente, nell'esecuzione di indagini relative a presunti reati ambientali. Si è trattato, in particolare, di effettuare delle ispezioni in ambienti ipogei (cisterne, condutture ecc.) in luoghi ove si ritiene siano stati versati liquami altamente inquinanti.
Tombino Il compito del Soccorso è stato quello di garantire la sicurezza degli operatori di una ditta specializzata nei lavori in ambienti tossici.
La presenza dei tecnici C.N.S.A.S. si e rivelata essenziale, in quanto è stato necessario provvedere al passaggio in sicurezza degli operatori attraverso tombini di minima dimensione (foto). La presenza di personale di varia professionalità (specialisti nella ripresa, nel rilievo, Vigili del fuoco, ecc.) è stata quindi integrata dai nostri volontari speleologi attraverso l'uso di tecniche che, al momento, possiamo definire esclusive del C.N.S.A.S.
Il territorio pugliese, al pari di altre regioni, è da tempo interessato da attività illegali a danno dell'ambiente (falde acquifere, grotte ecc.). Tali reati, spesso compiuti a livello praticamente industriale, con profitti vertiginosi e gestiti da persone socialmente molto pericolose, sono attivamente combattuti dagli organi giudiziari.
Il C.N.S.A.S. pugliese collabora da diversi anni con le istituzioni preposte, e questa partecipazione è stata apprezzata in passato nel recupero di cadaveri di assassinati o nell'ispezione di siti dove tutti gli enti statali (N.O.E., V.V.F. ecc.) dichiaravano la loro inadeguatezza all'incarico prospettato.
In questa tipologia di interventi, la direzione della delegazione pugliese ha avuto sempre l'accortezza di impiegare tecnici residenti in zone della Puglia diverse da quella in cui doveva essere effettuata l'operazione (facendo intervenire, ad esempio, volontari leccesi nel foggiano e viceversa), per evitare ritorsioni. Nel caso specifico dell'operazione di marzo, la tranquillità dei nostri tecnici è stata garantita, oltre che dall'anonimato, da una folta presenza di Carabinieri e Fiamme gialle sul luogo dell'intervento.


Fabio Fiorito


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