[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

ESERCITAZIONE NAZIONALE DI SOCCORSO SPELEOLOGICO

Spaluga di Lusiana (Asiago) - 14/15 ottobre 1972

Tratto da: Bollettino n. 2, 1973

Sono le ore 7.15 del 14 ottobre e la Squadra di Verona è riunita quasi al completo nel piazzale interno della Caserma dei Vigili del Fuoco di Verona. Il Comandante dei Vigili del Fuoco di Verona, sensibile ai problemi del Soccorso, ha messo a disposizione della Squadra di Verona, per i due giorni della esercitazione, una campagnola ed un pullmino da 10 posti per il trasporto dei Volontari e di tutto il materiale occorrente fino alla grotta.
Alle ore 7.30 i due mezzi dei pompieri partono condotti dal Maresciallo Salvino Zampieri e dal Vigile Gianni Residori. Il Capo Gruppo Luigi Castellani si trattiene a Verona e ci raggiungerà il giorno successivo. Deve infatti presenziare ad una riunione alla quale interverranno i Capi Gruppo del Soccorso Speleologico.
L'organizzazione dell'esercitazione viene così affidata alle direttive del Capo Squadra di Verona Gianfranco Camon.
Dopo circa 2 ore, alle 9.30, i due mezzi con tutti i Volontari arrivano a Lusiana e, mentre qualcuno provvede al rifornimento dei viveri, Camon si reca in Comune per incontrare il Sindaco di Lusiana ed il Presidente della Pro-Loco per gli ultimi accordi logistici.
Alle ore 10 tutti i Volontari si trovano all'ingresso della «Spaluga» e ci si prepara all'armamento del primo pozzo di 104 metri.
I Volontari di Verona presenti alle 11.30 terminano l'armamento del primo pozzo e calano la prima squadra composta da Marchiori, Dalla Bernardina, Binelli e Damiani. Questi uomini hanno il compito di scendere i pozzi 104 - 27 - 13 - 9 - 17 e di attrezzarli con scale e corde. A fungere da ferito viene nel frattempo scelto Soresini, sempre della Squadra di Verona.
Alle ore 17 circa, presenti la maggior parte dei Volontari del I, II, III, V, VI Gruppo, viene da Camon esposto il programma previsto.
Soresini, presunto ferito, scende fino alla profondità di 190 metri accompagnato da Castellari, Garuti e Gozzi. Questa squadra incontra nella discesa la squadra di armamento che risale, ed alle 19.20 la parte preliminare della esercitazione si conclude con la discesa dell'ultimo Volontario.
Nella sala della trattoria «Ristoro» vengono nel frattempo esposti piani di azione della Squadra di Soccorso e vengono stabiliti due gruppi di intervento: il primo composto da sei uomini (Tavagnutti, Stoker, Zeleznik, Busellato, Guglielmin e Giudici) ed il secondo da otto (Di Maio, Baldracco, Roncagliolo, Bruzzoni, Lusa, Farolfi, Righi e Mazza). Il primo gruppo deve raggiungere con la massima celerità possibile il ferito e trasportarlo con la barella fino a sotto il p. 27 mentre il secondo deve trasportarlo fino alla base del p. 104.
Castellari, Garuti e Gozzi, una volta affidato il ferito alla prima squadra di soccorso, hanno il compito di recuperare tutto il materiale di armamento.
Busellato e Guglielmin scendono il p. 104 in tandem.
Zeleznik scende con la sicura tradizionale.
Giudici e Tavagnutti scendono con discensore.
Sempre con discensore e trasportando la barella scende Stoker.
Alle ore 20.31 la prima squadra ha sceso il p. 104 e si accinge a proseguire per raggiungere la squadra del ferito.
Alle ore 21.35 inizia la discesa della seconda squadra ed alle ore 22 anche gli altri otto Volontari sono tutti nel fondo del p. 104.
Da questo momento, le squadre interne composte da n. 17 Volontari (compresi il ferito ed i due del disarmo), lavorano con la massima autonomia mantenendo comunque il contatto radio con la squadra esterna.
Alle ore 0.45 il ferito sta per essere recuperato dal p. 27.
Alle ore 1.15 il ferito è sulla sommità del p. 27 e nel contempo due Volontari risalgono con Dressler il p. 104 fino al terrazzo a - 60.
Alle ore 1.30, constatata la celerità del recupero, Camon ordina la sveglia al Campo esterno ed alle ore 1.50 si recupera il primo uomo della squadra di soccorso.
A questo punto scende la terza squadra che dovrà operare nel p. 104 per il recupero. È composta da Vincenzi, Paverini e Cardinale.
Alle ore 3.55 si inizia il recupero dei ferito con due corde tirate direttamente dalla squadra esterna.
Alle ore 4.15 il ferito ed il suo accompagnatore Giudici arrivano in superficie.
Da questo momento il recupero degli uomini e di tutti i materiali viene fatto con la massima celerità possibile ed alle ore 7.53 di domenica mattina si concludono le operazioni della esercitazione.

Il tempo impiegato per il recupero dal momento della discesa della prima squadra di soccorso è stato di ore 7 e 44 minuti; da -190 all'esterno, risalendo i salti di m. 17, 9, 2, 10 e 104 sono state impiegate 6 ore e 14 minuti.

Nel frattempo sono arrivati sul posto i Dirigenti Nazionali del Soccorso Speleologico: Dott. Sergio Macciò - Responsabile Nazionale; sig. Giuseppe Guidi - V. Responsabile Nazionale; Sig. Fanoni - Delegato regionale del Veneto del Soccorso Alpino; i Capi Gruppo Follis, Gherbaz, Dottori, Pavanello e Castellani.
Alle ore 11.00 di domenica mattina 15 ottobre ci si ritrova tutti a tavola alla trattoria Ristoro dove viene discussa e commentata l'esercitazione fatta.
Si ringraziano sentitamente il Comandante dei Vigili del Fuoco di Verona ed i Suoi collaboratori Maresciallo Zampieri e Vigile Residori per l'ottimo servizio prestato.
Si ringraziano le Autorità del Comune di Lusiana nelle persone del Sindaco prof. Ronzani e del Pres. la Pro-Loco Maestro Ava per l'appoggio logistico e finanziario dati alla esercitazione e per la cordiale e disinteressata accoglienza data a tutti i Volontari del Soccorso Speleologico Nazionale nel simpatico e ridente centro turistico di Lusiana.

Volontari intervenuti
I Gruppo:
Gianni Follis, Roberto Roncagliolo, Eugenio Bruzzone, Marziano di Maio, Giorgio Baldracco, Danilo Mazza.
II Gruppo: Giuseppe Guidi, Maurizio Tavagnutti, Ugo Stocker, Giorgio Zeleznik, Mario Gherbaz.
III Gruppo: Aurelio Pavanello, Giorgio Garuti, Dumer Gozzi, Antonio Lusa, Rodolfo Farolfi, Vincenzo Righi.
IV Gruppo: Sergio Macciò, Desiderio Dottori.
V Gruppo: Claudio Giudici, Franco Paverini, G. Pietro Pradelli, Sandro De Angeli, Luciano Corti, Marco Cardinale
VI Gruppo: Squadra Verona: Luigi Castellari, G. Antonio Damiani, Livio Binelli, Ernesto Marchiori, Aldo Soresini, Giafranco Camon, Adriano D. Bernardina, Dino Costa, G. P. Vincenzi, Dino Vincenzi, Luigi Castellani
Squadra di Vicenza: Natale Faccio, Federico Lanaro, Antonio Guglielmini, Leonardo Busellato, Gianni Petucco, Enzo Toso.


(Camon Gianfranco)

ESAME DELL'ESERCITAZIONE

Camon Illustra l'esercitazione facendo presente che sarà positivo l'esame dei difetti riscontrati al fine di evitarli in prossime occasioni. Ogni Gruppo ha fatto pervenire il materiale richiesto; conclude ringraziando i Volontari intervenuti.
Tavagnutti Fa presente come la squadra che ha operato in profondità fosse un po' a corto di materiale (corde e chiodi); nei meandri sarebbe stato opportuno disporre di barre estensibili (vérin à diaclase). La barella utilizzata non copre le spalle, le maniglie dovrebbero risultare più lunghe, inoltre il corsetto impedisce l'aderenza delle braccia al corpo.
Follis Informa che il corsetto serve particolarmente in casi di fratture alle gambe o bacino, altrimenti può essere lasciato slacciato e quindi permette tutti i movimenti delle braccia.
Baldracco La cavità non presentava particolari difficoltà, l'unico punto impegnativo è stato aggirato; l'impiego dei Dressler si è rivelato ancora una volta molto funzionale. L'uso della carrucola, in alcuni casi sistemata sulla barella, ha dato buoni risultati. Ribadisce che è necessario acquisire una grande pratica nel manovrare la barella, nel caso attuale si erano allacciate tutte le cinghie, mentre alcune servono solo in casi di particolari fratture.
Per la sistemazione del ferito si dovrà procedere dal fissaggio della testa, quindi il busto, poi le gambe e piedi, sotto la nuca è bene apporre una imbottitura di gomma piuma. E' necessario usare cautela nell'impiego di materiali nuovi, gli spit rock sono stati usati in modo errato (infatti non era stato tolto il cono che sporge dalla roccia e che deve essere staccato in corrispondenza dell'apposita incisione). Avendo avvitato il bullone su questo cono, un minimo strappo ne avrebbe provocato la rottura con conseguente distacco delle scale.
Sul P. 35, il chiodo da roccia su cui era attaccata la campata è stato tolto con le mani, le scale inoltre erano disposte in modo pericoloso (infatti si era creato un festone al termine del quale c'era un attacco diretto sul piolo). La pulizia di questo pozzo non era stata curata.
Al ritorno alla base del P. 104 si era poi formata una ressa di persone.
Camon Fa presente che diversi disguidi sono derivati dal ritardo col quale sono arrivate le varie squadre; alle 15.15 erano sul luogo solo le squadre di Verona e Vicenza, si è dovuto ripiegare su una situazione di emergenza.
Guidi - Precisa che i Volontari del Il Gruppo erano alla Trattoria Ristoro alle 14.30 con tutti i materiali previsti.
Baldracco - Ribadisce la necessità di avere un programma già stabilito anche nei minimi dettagli, le squadre possono venir formate sul momento; ritiene inoltre indispensabile un coordinatore a cui fare capo per ogni evenienza.
Gherbaz - Ritiene che lo scopo principale dell'esercitazione era la velocità di trasporto del ferito all'esterno, se poi i Volontari hanno dovuto attendere più del previsto per uscire, questo non ha influito sull'esito della manovra, che considera positivo da questo angolo di visuale.
Camon - Precisa che il coordinatore c'era, anche se si trovava all'esterno ma è sempre stato presente.
Vincenzi - Concorda sul verificarsi di disguidi, alcuni dovuti alla mancanza di comunicazioni tra le squadre in grotta e quelle esterne. Conferma che purtroppo la pulizia dei pozzi non è stata molto curata.
Pavanello - Riassumendo quanto esposto ritiene che a parte le gravi lacune sull'impiego dei chiodi e la pulizia dei pozzi (cose da non sottovalutare), l'andamento della manovra possa considerarsi positivo, tenuto presente anche che l'operazione è terminata varie ore prima del previsto. Certi contrattempi sono inevitabili quando si tratta di riunire Volontari di tutta Italia che arrivano ad orari diversi. L'esperienza attuale deve servire a migliorare la prossima esercitazione. Ringrazia tutti i Volontari che vi hanno preso parte, ed in modo particolare la Squadra di Verona che ha organizzato l'esercitazione.


(Verbalizzante Pavanello)


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