Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico
IL PRIMO REGOLAMENTO DELLA SEZIONE SPELEOLOGICA DEL CORPO SOCCORSO ALPINO
Tratto da:
La Nascita
del Soccorso
Speleologico
CLUB ALPINO ITALIANO
CORPO SOCCORSO ALPINO
SEZIONE SPELEOLOGICA
AI GRUPPI SPELEOLOGICI
In seno al Corpo di Soccorso Alpino del C.A.I., con l'appoggio della S.S.I., è stata costituita una Sezione per il Soccorso Speleologico. Essa opera ricordando la figura dello speleologo Eraldo Saracco, perito tragicamente il 16 agosto dello scorso anno nella grotta di Su Anzu, in Sardegna; ha per scopi essenziali il soccorso nel caso di incidenti in grotta ed un'opera di prevenzione degli stessi con tutti i mezzi possibili.
La Sezione Speleologica è stata costituita a partire da un nucleo di speleologi di ogni parte d'italia - noti per la loro capacità, serietà ed esperienza - tenendo presente l'esigenza preminente di costituire un certo numero di squadre affiatate, in grado di effettuare le operazioni di soccorso nel modo più efficiente. La costituzione in seno al C.S.A. del C.A.I. del soccorso speleologico ne afferma il prestigio e ne garantisce la autorità, facendo appartenere i volontari speleologi al Corpo stesso, con pieno titolo, con tutti i vantaggi - fra cui quelli assicurativi - connessi.
Questa prima fase dell'organizzazione di un Corpo di Soccorso Speleologico è stata condotta senza informare ufficialmente i Gruppi Speleologici, poichè i promotori ritennero determinanti tre vantaggi essenziali di tale procedura; la rapidità, la serietà derivante da un impegno personale di ogni volontario speleologo, il disancoramento del Corpo di Soccorso dalle rivalità fra i Gruppi stessi, non sempre facili da sopire.
Ora, definiti gli scopi, i principi informatori, l'organizzazione, la Sezione Speleologica del Corpo Soccorso Alpino del C.A.I. si presenta ai Gruppi Speleologici, offrendo ad Essi così come a qualsiasi speleologo, la propria opera disinteressata, volta a ciò solo, e cioè a prevenire o a limitare gli incidenti in grotta.
La S.S. del C.S.A. del C.A.I. chiede perciò ai Gruppi Speleologici l'adesione e l'appoggio: l'adesione (da inviare all'indirizzo della sede centrale: Torino - Via Barbaroux 1 - oppure a quello del Capo Gruppo della S.S. del C.S.A. del C.A.I.), che comporta essenzialmente la riaffermazione che la S.S. del C.S.A. del C.A.I. è l'unica organizzazione di soccorso speleologico nazionale, l'appoggio, che potrà estrinsecarsi in molti modi (dall'istituzione di posti di chiamata al prestito di materiali, ecc.), ma soprattutto col mantenere vivi i quadri delle Sezioni stesse.
Noi contiamo che il colloquio che qui vuol iniziare abbia ad essere proficuo e che divergenze tra i Gruppi e personalismi abbiano ad essere superate nell'interesse di questa causa e nella memoria di Eraldo Saracco e delle medaglie d'oro al valor civile Gigi Donini, Carlo Pelagalli e Gianni Ribaldone, già prodigatisi a Roncobello.
IL RESPONSABILE
DELLA SEZIONE SPELEOLOGICA DEL C.S.A.
(ing. Giulio Gecchele)
P.S. Si ricorda qui come le spese derivanti dalle operazioni di soccorso siano coperte da assicurazione nel caso in cui l'infortunato sia iscritto al C.A.I.. Ci permettiamo perciò di rivolgere una viva raccomandazione a tutti gli speleologi affinchè (se non altro per questa facilitazione offerta dal C.A.I. ai soci) essi si associno ad una delle Sezioni del Club Alpino Italiano.
CLUB ALPINO ITALIANO
CORPO SOCCORSO ALPINO
SEZIONE SPELEOLOGICA
REGOLAMENTO (1968)
Art. 1) In senso al C.S.A. è costituita una Sezione per il soccorso speleologico, opera fondata a ricordo di Eraldo Saracco, speleologo caduto nella grotta di Su Anzu.
Art. 2) La Sezione ha per scopo preciso il soccorso in caso di incidenti in grotta e la prevenzione degli infortuni speleologici.
Art. 3) Fanno parte della Sezione Speleologi di provata capacità, serietà ed esperienza. L'appartenenza alla Sezione Speleologica del C.S.A., che assolve un compito di solidarietà umana e sociale, esclude qualsiasi scopo di lucro o di pubblicità personale o di Gruppi.
Art. 4) La Sezione Speleologica del C.S.A. dipende dal C.S.A. stesso, pur avendo una propria autonomia tecnica ed amministrativa. Essa opera appoggiandosi alle Delegazioni ed alle Stazioni del C.S.A. esistenti, o creando con mezzi propri nuove Stazioni in casi particolari. L'attrezzatura in caso di soccorso e di esercitazione è fornita dalle Stazioni del C.S.A., mentre è compito della Sezione il reperimento dell'attrezzatura specificamente speleologica.
Art. 5) La Sezione è retta da un Comitato Direttivo composto da un responsabile, il quale fa parte del Comitato Tecnico in seno alla Direzione del C.S.A. e dai capi-gruppo di soccorso speleologico. Le cariche scadono in corrispondenza della scadenza del mandato del Direttore Centrale del C.S.A.
Art. 6) Il Responsabile rappresenta la Sezione, tiene i contatti con la Direzione ed il Comitato Tecnico del C.S.A., mantiene i rapporti con i capi-gruppo, cura la propaganda antinfortunistica su scala nazionale, convoca e presiede le sedute del Comitato Direttivo.
Art. 7) Il Comitato Direttivo si riunisce almeno una volta all'anno e delibera a maggioranza sulle questioni organizzative della Sezione; propone alla Direzione del C.S.A. il nominativo del Responsabile.
Art. 8) Il Capo Gruppo sovraintende all'organizzazione dei volontari del suo Gruppo, accetta o respinge le domande di ammissione alla Sezione, mantiene i contatti con il Delegato di Zona del C.S.A., cura l'amministrazione, costituisce le squadre di soccorso, nomina i Capi Squadra ed i loro sostituti, cura la istruzione e l'allenamento dei volontari, dirige personalmente, se lo ritiene opportuno, le operazioni di soccorso.
Art. 9) Il Vice-Capo Gruppo coadiuva il Capo Gruppo in tutte le sue funzioni e lo sostituisce a tutti gli effetti in caso di assenza o di impedimento.
Art. 10) I volontari di ogni Gruppo si riuniscono in via ordinaria almeno una volta all'anno in Assemblea di Gruppo. Essi eleggono il Capo Gruppo ed il suo sostituto, approvano la relazione morale e finanziaria e deliberano sui problemi organizzativi del Gruppo. Ogni volontario può avere al massimo una delega. Le Assemblee si riuniscono anche in via straordinaria ogni volta che ciò si rende necessario; la convocazione dell'Assemblea può essere chiesta da un quinto dei volontari del Gruppo.
Art. 11) L'attività di soccorso si esplica tramite Squadre di Soccorso, ciascuna delle quali è retta da un Capo Squadra e da un Sostituto.
Art. 12) I Capi Squadra provvedono al momento della chiamata ad organizzare e dirigere la spedizione di soccorso, prelevando il materiale necessario dalla Stazione del C.S.A. più vicina e lo controllano al rientro, espletano le pratiche assicurative, avvertono il proprio Capo Gruppo della spedizione di soccorso e ad operazioni ultimate redigono un rapporto informativo sull'intervento. Ad essi incombe inoltre l'obbligo di curare l'efficienza della Squadra, di mantenere i contatti con i loro uomini e con altri Enti preposti alla Difesa Civile, di controllare costantemente le condizioni del materiale di soccorso; in caso di necessità il Capo Squadra che organizza la spedizione può richiedere l'intervento di volontari appartenenti ad altre Squadre, ed in casi eccezionali alle normali Stazioni del C.S.A.
Art. 13) I volontari dovranno fare in modo di poter essere reperibili in qualsiasi momento; a tale scopo devono comunicare indirizzi e numeri telefonici al loro Capo Squadra che li trasmetterà al Capo Gruppo; essi devono inoltre mantenere costantemente in efficienza la loro attrezzatura personale, disporre di mezzi di illuminazione proprii e contribuire alla manutenzione del materiale collettivo.
Art. 14) Il presente regolamento integra ai soli effetti della Sezione Speleologica del Corpo di Soccorso Alpino lo statuto ed il regolamento del C.S.A. ai quali si ricorre per ogni caso non previsto.
Art. 15) Modifiche al presente regolamento potranno essere proposte dal Comitato Direttivo o dalle Assemblee di Gruppo. Le proposte verranno sottoposte a tutti i volontari a mezzo referendum e verranno accolte se approvate con la maggioranza dei due terzi dei votanti, dopo ratifica da parte della Direzione del Corpo di Soccorso Alpino.