[CAI]

Club Alpino Italiano

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento Speleologico

[CNSAS]

Esercitazione Nazionale "Matese 2001"

Pozzo della Neve

Sezione

Mappa di avvicinamento (15 Kbyte, 871 x 600 pixel)

Numero di catasto:Mo Cb 10
Nome:Cul di Bove
Regione:Molise
Provincia:Campobasso
Comune:Campochiaro
Monte:Matese Nord Orientale
Area Carsica:Monti del Matese
Quota dell'Ingresso:1368 m (ingresso alto), 1330 m (ingresso classico)
Dislivello:-1045 (-1007, +38) m
Sviluppo Reale:8000 m
 
Rilevatori:Associazione Speleologica Romana
Speleo Club Roma
Circolo Speleologico Romano
Speleologi Romani
Gruppo Speleo CAI Roma
Disegno:T. Bernabei

Localizzazione

L'abisso si apre in località Costa del Carpine (Campochiaro CB), con due ingressi non molto distanti l'uno dall'altro. Per profondità e sviluppo si tratta di uno dei sistemi sotterranei più importanti d'Italia.
L'accesso alla grotta è possibile solo nel periodo tardo estivo a causa del sifone a -110.

Storia delle esplorazioni

Nel 1955 viene scoperto, ad opera di un gruppo di speleologi romani, l'ingresso del Pozzo della Neve e la grotta viene esplorata fino ad un sifone che, pochi metri più in basso, ferma la discesa e le speranze.
Nell'agosto del 62 il sifone viene trovato libero e la grotta viene esplorata fino all'inizio del Ramo Attivo; quattro anni dopo viene percorsa una parte di questo ramo e, in contemporanea, un'altra squadra esplora il Ramo Principale fino al Pozzo 80. Il gruppo a questo punto si scinde e, mentre nel 71 alcuni raggiungono il fondo del Ramo Attivo, altri, nel 72, dopo aver sceso il P.80, si fermano all'inizio della Galleria Nunziata.
Nel corso dei due anni successivi si raggiunge il fondo, per allora, su di un sifone alla profondità di 731 metri. Nel 1981 il sifone viene finalmente superato da un sub (oggi si può bypassare) e si esplora fino a -818; l'anno dopo viene raggiunta la Fessura del Casco che, per molto tempo, sarà il punto più profondo di PdN (-895). Nel 1984 viene scoperto il Ramo dei Babà, che porterà ad un secondo ingresso posto più in alto del principale. L'anno dopo si iniziano le risalite nel Ramo delle Foglie e nel Ramo dei Sifoni. Nel 1987 e nell'agosto '88 la fessura terminale viene forzata; ma l'esplorazione non procede, mentre il 23/10/88 quattro speleo romani la raggiungono, dopo aver superato il sifone in immersione, e due di essi la superano, giungendo al fondo a -1045 m. Infine, nel 90, tentando delle risalite nel Ramo delle Foglie, viene scoperto ed esplorato un nuovo ramo (Addio all'Impero), che si sviluppa parallelamente al Ramo Principale di PdN.
E le esplorazioni continuano...

Descrizione

DALL'INGRESSO ALTO AL GRANDE SCIVOLO

L'ingresso alto è costituito da un pozzetto di 11 m che termina su una piccola galleria semiattiva. Il passaggio fu aperto mediante disostruzione nel 1984. Siamo nel Ramo dei Babà, inizio idrogeologico del sistema. A valle la galleria si biforca per poi ricongiungersi 60 m più avanti: la via meno disagevole è a sinistra attraverso un budello (4 in condotta) che conduce ad un P 10. Dalla base di quest'ultimo alcune strettoie fra concrezioni immettono nel meandro vero e proprio, che procede con poco dislivello per oltre 1 km alternando tratti ampi a passaggi più angusti. Si incontrano solo piccoli dislivelli e numerosi affluenti minori. A quota - 100 m il ruscello si approfondisce rapidamente fino ad un sifone: proseguendo in alto si supera un sifone stagionale (dei Pipistrelli) e si entra in una ampia galleria fossile da cui più avanti è possibile riscendere al ramo attivo precedente, a valle del sifone. Dopo qualche piccolo salto, tale ramo termina definitivamente in un sifone strettissimo. La via fossile conduce ad un vasto ambiente in salita (Sala del Compleanno) e poi su un P 15 discendente. Dopo un tratto di meandro ed un caratteristico "bicchiere", si supera un breve saliscendi e quindi un P 10 in risalita che conduce alla sommità di un grosso pozzo. Si tratta in realtà del secondo salto della via principale, che da qui misura più di 40 m. L'innesto con tale via è a metà pozzo: raggiuntolo e risalendo, si superano 10 m di verticale e poi uno scivolo detritico di 20 m fino ad arrivare alla base del primo pozzo dell'abisso (P 38); in cima c'è ancora da risalire la dolina per uscire dall'ingresso basso (il classico). Se dall'innesto delle due vie proseguiamo invece a valle, alla base del pozzo incontriamo un breve meandro fangoso interrotto da un P 4. Subito sotto inizia il tratto normalmente sifonante (15 m) per quasi tutto l'anno. Dopo il sifone e due tratti resi stretti da concrezioni, la grotta si imposta per un lungo tratto su una serie di fessure orientate ad E che formano un meandro alto fra i 10 e i 15 m, con larghezza da 0.5 a 4 m (Canyon). La grotta torna ad essere moderatamente attiva e dopo una serie di laghetti, di cui uno molto profondo (Lago dell'Altimetro), ecco in basso un nuovo approfondimento: è il Ramo Attivo, che con una serie di stretti salti e un passaggio semisifonante porta ad un fondo su sifone a - 240 m. Tale sifone è probabilmente collegato con l'affluente che entra nel Ramo delle Foglie. Prima del fondo il Ramo Attivo intercetta un grosso ramo ascendente che termina sotto due alti fusi: si tratta del collegamento con la regione chiamata Addio all'Impero (Ramo della Giunzione). Proseguendo invece lungo il canyon fossile, incontriamo più avanti alcuni salti concrezionati (3,7,9,10,12) fino ad affacciarci sul grosso ambiente del P 20. Alla base una breve arrampicata in discesa ci porta sul Grande Scivolo, una vasta diaclasi di crollo molto inclinata.

Il rilievo di Pozzo della Neve è stato pubblicato sulla Carta tematica del settore Nord Orientale del massiccio del Matese - 1993, G.S. Matese.

Bibliografia essenziale:

Altre note sono rintracciabili sulla stampa speleologica, come Grotte, Speleologia o su ALP.


Si ringraziano per la collaborazione: Tullio Bernabei e Leonardo Colavita.

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