Club Alpino Italiano
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Coordinamento SpeleologicoRassegna Stampa
Esercitazione nazionale a grande profondità "Matese 2001"
(Articolo de L'Informatore del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo di Febbraio 2002)
Operazione in Matese: verifica tecnica e mediatica per il CNSAS
Verifiche sanitarie all'uscita della barella Il Soccorso Speleologico è organizzato a livello nazionale in 15 Zone, ciascuna delle quali ha competenza su una o più regioni italiane. Oltre alle esercitazioni della singola Zona, vengono svolte periodicamente esercitazioni congiunte. Incidenti in grotta o in forra che necessitano di interventi molto complessi vengono risolti, infatti, con il ricorso a uomini e mezzi provenienti da diverse Zone, per cui è molto importante addestrare le squadre alla collaborazione interzona.
In Italia si svolge attività speleologica anche in grotte molto profonde con esplorazioni a grande distanza dall'ingresso, che obbligano al superamento di difficoltà di una certa entità (strettoie, tratti semiallagati o sifonanti, eccetera). L'eventualità di un incidente grave in una di queste situazioni esiste ed implica la mobilitazione di volontati provenienti da diverse Zone e dell'intera struttura di coordinamento nazionale.
L'unico intervento operativo di questo tipo in cui è stato impegnato il Soccorso speleologico italiano si è verificato nel 1990 al Veliko Sbrego (Slovenia). Nel corso dell’operazione sono stati impegnati per 8 giorni 43 soccorritori sloveni e 120 italiani, supportati da ben 3 elicotteri. Anche l'interesse dei media ha raggiunto, in quell’occasione, livelli mai sperimentati in precedenza.Caratteristiche e finalità
Recentemente, il Soccorso Speleologico ha organizzato un'esercitazione nazionale a grande profondità con l’obiettivo di verificare la capacità di risposta della struttura alle problematiche di un intervento di tale complessità e di sperimentare nuovi metodi di gestione delle squadre operative, frutto delle esperienze passate e del dibattito in sede tecnica.
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| Cambio squadre al campo avanzato |
Lo sviluppo dell’esercitazione
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| L'uscita della barella |
La grotta in cui si è svolta l’esercitazione è costituita da una lunga serie di passaggi sub-orizzontali che dall'ingresso, situato a quota 1360 m, portano con saltini, strettoie e alcuni laghi fino al primo campo base posto alla profondità di -270 (1700 metri dall'ingresso). Da qui la grotta prende andamento nettamente verticale, con una lunga serie di salti (max 29 m) fino a -550, dove si trova un meandro in cui scorre un corso d'acqua. La grotta termina alla profondità di -914 m con un sifone d'acqua sotto un pozzo di 114 metri.
L'esercitazione ha avuto inizio domenica 21 luglio con la preparazione logistica della base operativa e delle strutture di supporto (sala conferenze, spazio tende, refettorio, cucina, ecc.).
Fra domenica e lunedì sono arrivati i tecnici da tutta Italia. Lunedì mattina una riunione dei Delegati ha stabilito le linee guida per la gestione della manovra. È stato quindi installato un ponte radio per mettere in comunicazione la base operativa con la base avanzata, situata presso l’ingresso della grotta. Nella giornata di martedì tre piccole squadre hanno disposto un doppino telefonico volante lungo tutta la grotta, per una distanza di 2800 metri.
Martedì 23 luglio è entrata la prima squadra, che nelle prime ore di mercoledì ha iniziato l’operazione di recupero. Nello stesso momento è entrata un secondo gruppo, che ha lavorato in modo alternato con il primo, fino al pomeriggio di giovedì. Le due squadre di punta sono state quindi sostituite da un terzo gruppo e poi da un quarto che ha concluso l’operazione con l’uscita della barella nella mattinata di venerdì 27, alla presenza di un folto gruppo di autorità e di giornalisti.
Sabato 28 luglio si è svolta una discussione collettiva, assai ricca di contenuti e di spunti operativi per il futuro.
Durante tutta l’esercitazione, vi è stato un contatto strettissimo fra la direzione dell’esercitazione (retta a turno da due Delegati al Campo Base ed uno al Campo Avanzato) ed il Gruppo di Lavoro Addetti Stampa, che emetteva periodici comunicati simulando così l’operatività attesa in caso di grave incidente.
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| L'ingresso in grotta della II squadra |
L’evento mediatico
Come accennato, parallelamente all'esercitazione, è stato organizzato un imponente evento grazie al quale mettere in evidenza l’operatività del Soccorso Speleologico e del CNSAS in generale. A questa operazione hanno preso parte: L’On. Giovanni Alemanno, Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, la Dott.ssa Patrizia Cologgi, Dirigente del Servizio Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile, il Presidente della Regione Molise, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania e numerosi altri rappresentanti degli Enti Locali. In rappresentanza del CNSAS erano presenti: il Presidente Armando Poli, i Vicepresidenti Sergio Matteoli (Responsabile Nazionale del Soccorso Speleologico), Lorenzo Zampatti e il Consigliere Nazionale Daniele Chiappa (Presidente del SASL).
Oltre che per l’innegabile ritorno di immagine nei confronti del CNSAS, questo evento è stato importante anche per mettere alla prova la struttura del Gruppo di Lavoro Addetti Stampa e la sua interazione con il coordinamento dell’esercitazione.
Conclusioni
L’esercitazione nazionale ha dimostrato che il Soccorso Speleologico è ampiamente in grado di effettuare il recupero di un ferito da grande profondità, e nel contempo di gestire le problematiche legate all’interazione con gli Enti Locali e con gli organi di stampa.
Questo importante risultato è stato ottenuto grazie ad un grande sforzo collettivo di tutti i volontari che hanno partecipato all’esercitazione. Va segnalato in particolare uno degli aspetti più importanti e meno vistosi: la logistica. Essa è stata magistralmente organizzata dai membri della squadra Molise della XIV Zona Speleologica (Campania-Molise).
Informazioni dettagliate sull’esercitazione sono reperibili sul sito web del Soccorso Speleologico: www.soccorso.speleo.it, a cui si accede anche dal sito istituzionale del CNSAS: www.cnsas.it.
Graziano Ferrari
Vicedelegato della IX Zona Speleologica - Lombardia
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| La zona del Matese |
(Articolo de L'Informatore del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo di Febbraio 2002)
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