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5/7/2020
Soccorrere in grotta al tempo del Coronavirus
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Raggiungere, soccorrere e portare in salvo persone infortunate all’interno di grotte o in montagna senza rischiare di compromettere la salute dei soccorritori - e di tutte le persone coinvolte – diffondendo il contagio da COVID-19. Questo l’obiettivo di una complessa esercitazione di soccorso speleologico effettuata il 4 e 5 luglio nelle Grotte del Bandito, all’interno del Parco Naturale Alpi Marittime presso il Comune di Roaschia (Cuneo).

Questo complesso di grotte carsiche, esteso per quasi 10 ettari e formatosi 200.000 anni fa, ha ospitato l’orso speleo (il più grande mammifero carnivoro mai comparso sulla Terra). Poi, in tempi più recenti, uomini preistorici, cercatori d’oro e partigiani antifascisti.

Ma questo fine settimana sono stati i tecnici soccorritori della I De­legazione Speleologica (Piemonte e Valle D’Aosta) del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ad addentrarsi nella cavità per realizzare la prima esercitazione di soccorso speleologico dall’inizio della pandemia.

Infatti, nonostante gli inviti al buon senso ed alla cautela da parte delle istituzioni, del Club Alpino Italiano e della Società Speleologica Italiana, rimane alto il rischio che speleologi o escursionisti si ritrovino in difficoltà in ambienti impervi e che occorra portare loro soccorso medicalizzato proteggendo i soccorritori e tutte le persone coinvolte dal rischio di essere colpiti dalla pandemia.

Tutti i tecnici, reduci da tre precedenti serate di addestramento teorico in videoconferenza su come gestire gli interventi COVID-19, hanno messo in pratica le misure di contenimento e le nuove tecniche sanitarie sviluppate dalla Commissione Medica Speleologica CNSAS.

Dopo la realizzazione di un campo base conforme alle norme sul distanziamento sociale, sono stati simulati interventi di soccorso, recupero e trasporto all’esterno di figuranti utilizzando – e facendo utilizzare - tutti i dispositivi di protezione individuale necessari in tutte le fasi delle operazioni.

L’esercitazione – supervisionata dagli istruttori regionali e dal personale sanitario del CNSAS - è stata anche occasione per riprendere l’addestramento tecnico specialistico dei nuovi aspiranti che si stanno preparando a conseguire la qualifica di tecnico soccorritore e per mantenere la formazione continua di tutti i tecnici volontari.

L'esercitazione è proseguita anche di notte e si è conclusa nel pomeriggio di domenica 5 luglio. Ha permesso ai volontari di procedere nel percorso formativo previsto per i tecnici del CNSAS - unica organizzazione italiana in grado di portare soccorso medicalizzato in ambiente ostile – ed è stata un importante banco di prova per valutare l'operatività di squadre specializzate in soccorso speleologico in interventi di particolare complessità osservando le norme per il contenimento della pandemia COVID-19.

Esercitazione del CNSAS in condizioni COVID-19 nelle Grotte del Bandito all’interno del Parco Naturale Alpi Marittime (CN)
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