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22/05/2011
Interventi Speleologici 2010
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 Tratto da  "Il Soccorso Alpino e Speleologico" Anno XVII n. 1 (50) / aprile 2011
Incidenti speleologici 2010 a cura di Lelo Pavanello

Nel corso di questo anno, si sono verificati 19 incidenti che hanno coinvolto 48 persone (30 uomini,
3 donne e 15 non noti), queste le conseguenze:
nessuna 37, lievi 1, gravi 7, morte 3.
Rispetto all’anno precedente si è quasi raddoppiato il numero degli incidenti da 10 a 19, ed i convolti sono passati da 21 a 48.
Le persone morte: 2 nel 2009 e 3 nel 2010, si riferiscono ad incidenti avvenuti in immersione, ed a questi vaaggiunto lo speleosub francese morto alla Dragonniere; certamente le immersioni creano situazioni in cui l’eventuale inconveniente quasi sempre diventa mortale.
L’intervento della Commissione Speleosubacquea del Soccorso Speleologico italiano, è stata richiesta dalle autorità francesi per collaborare alla ricerca dello speleosub rimasto bloccato da una frana all’interno del sifone della Dragonniere, purtroppo l’incidente ha provocato la morte del francese.
Oltre che agli inerventi di carattere prettamente speleologico elencati nella tabella, le nostre Stazioni sono sempre più chiamate a collaborare con le Istituzioni per operazioni in situazioni ed ambienti dove la nostra specializzazione risulta indispensabile.
Tra i vari interventi “anomali” a cui siamo stati chiamati, vogliamo annoverare:
Abruzzo, la 15° Zona è intervenuta in gennaio e settembre, su richiesta della Protezione Civile per ispezionare alcune cavità.
Veneto la 6° Zona interveniva in febbraio, su richiesta della Prefettura di Vicenza, per il recupero di un ordigno bellico ritrovato all’interno della Voragine di Castellaro, i Tecnici hanno recuperato la bomba che è stata consegnata agli artificieri del Genio.
Singolari interventi della 2° Zona (Friuli Venezia Giulia) dove un cane era precipitato in una foiba sul Monte Stena, l’animale è stato recuperato dai Tecnici coadiuvati dal veterinario.
Altro cane recuperato presso Agrigento dai Tecnici della 10° Zona (Sicilia).
Puglia la 7° Zona è intervenuta, su richiesta delle autorità locali, per la perlustrazione di una voragine apertasi lungo la strada provinciale nei pressi di Barletta.
In dicembre, nel corso di uno sbarco di clandestini sulle coste pugliesi, una persona cadeva in mare ed annegava. Interveniva la 7° Zona che effettuava il recupero della salma superando una falesia che strapiomba sul mare.
Campania, in agosto la 14° Zona interviene, assieme ai Vigili del Fuoco, al recupero di 2 anziane sorelle precipitate in una voragine apertasi improvvisamente nel terreno di loro proprietà.
Lambardia la 9° Zona ha preso parte, unitamente alle Forze dell’ordine, Protezione Civile, Unità cinofile, Associazioni di Volontariato, alle ricerche iniziate in novembre, della ragazzina scomparsa a Brembate di Sopra: Purtroppo ancora nessuna traccia.
A questi interventi dobbiamo aggiungere le ricerche esterne alle quali siamo stati chiamati.

27 gennaio – Parco dei Gessi Bolognesi (Emilia Romagna)
Un giovane di 28 anni si era recato per una camminata nella zona della Croara, non vedendolo rientrare nonostante nevicasse abbondantemente, gli amici avvertivano il 113 che richiedeva l’intervento della 12° Zona, una prima ricerca non approdava a nulla; si organizzava allora una battuta in grande stile coinvolgendo, oltre al Soccorso Speleologico, Gruppi Speleologici di Bologna, Protezione Civile, Carabinieri, Unità cinofile, Associazioni di Volontariato.
Vengono ispezionate diverse cavità, la zona è particolarmente ricca di fenomeni carsici, falesie, cave abbandonate, sottoroccia, casolari, pozzi vari, le ricerche si protraggono per più giorni senza trovare nulla. La salma sarà ritrovata un mese dopo a scioglimernto di neve avvenuto.

10 aprile – Amelia (Umbria)
Su richiesta dei Carabinieri era allertata la 4° Zona per effettuare la ricerca di una donna scomparsa da tempo. Sono stati visitati alcuni pozzi, un cunicolo allagato e perlustrate tre cavità senza trovare traccia.

25 maggio – Bari (Puglia)
La 7° Zona interviene, assieme a Carabinieri, Unità cinofile, alla ricerca di un uomo di 39 anni affetto da disturbi psichici, l’intervento si è concentrato in zone dove sono presenti aree di cava e varie cavità.

29 luglio – Campaiana (Toscana)
La 3° Zona è chiamata alla ricerca di una persona (speleologo) che ha da giorni lasciato l’auto nei pressi di una zona ricca di cavità. Dopo una giornata di perlustrazioni, veniva comunicato il cessato allarme in quanto l’interessato era rincasato a piedi.

5 settembre – Gole del Fiastrone (Marche)
Un gruppo di 10 persone, tra cui due bambiini, si era perso mentre si dirigeva verso la Grotta dei Frati, è sopraggiunto il buio e sono rimasti bloccati. Scatta l’allarme ed interviene la 11° Zona che in nottata recupera i gitanti.
La 13° Zona (Liguria), ha preso parte a  tra ricerche svoltesi in territorio di Toirano, assieme alla componente alpina ed ad una nei pressi di Lavagna.

Per quanto riguarda gli interventi in forra abbiamo ricevuto 3 segnalazioni.

9 giugno – Vajo dell’Orsa (Veneto)
Durante la discesa due persone restavano bloccate all’altezza del salto “Busa nera”, la corda di progressione si era incastrata. Viena allertata la 6° Zona che invia sul posto Tecnici forristi di Verona assieme alla componente alpina, partono anche Tecnici forristi di Vicenza ed un sanitario della Stazione Veneto Orientale, preallarme anche per la Stazione di Trento.Nel fratempo la squadra di primo inervento raggiunge i bloccati e li accompagna all’esterno della forra.

10 giugno – Rio Calandrino (Liguria)
4 persone, adeguatamente equipaggiate, stanno completando la discesa ma hanno calcolato male i tempi e restano bloccati dal buio. Viena allertata la 13° Zona che interviene e, dopo aver raggiunto i bloccati, li accompagna all’esterno seguendo un percorso senza particolari difficoltà.

18 luglio – Val Bodengo (Lombardia)
Durante la percorrenza del torrente, S.F. metteva male il piede e si procurava una frattura. Alcuni Tencici della Stazione di Verona che stavano scendendo, inetrvengono e trasportano l’infortunato fuori dal torrente. Al Pronto Soccorso gli veniva riscontrata la frattura del piede.


INCIDENTI 2010

9 gennaio – Abisso dei Piani Eterni (Veneto)
Durante il campo invernale, una squadra di 3 persone in esplorazione da 5 giorni, non dava più notiziee d i compagni in attesa al campo informavano la Stazione Veneto Orientale della 6° Zona, che interveniva per verificare la situazione.
Le condizioni meteo erano pessime a causa di abbondanti nevicate, mentre la squadra di apprestava a partire, giungeva il cessato allarme, infatti tutti erano rientrati incolumi al campo di Malga Brendol.

16 gennaio – Buso della Rana (Veneto)
Un gruppo di 4 persone era in escursione nella cavità, impensierito dal ritardo un parente allertava il soccorso. Una squadra della 6° Zona si portava all’ingresso della grotta dove notava le auto parcheggiate, entrava e poco dopo incontrava i quattro che uscivano senza problemi.

31 gennaio – Grotta Porcara (Veneto)
A seguito del mancato rientro di 3 speleologi sui tempi previsti, veniva allertata la Stazione di Verona che inviava sul posto una squadra che rintracciava i giovani mentre uscivano dalla cavità.

13 febbraio – Abisso Astrea (Toscana)
Una squadra di 4 persone scende in grotta con l’intento di effettuare una risalita di una parte scoperta tempo addietro, S.Z. speleologa di 35 anni mentre scende il pozzo iniziale, è colpita da un sasso smosso da un compagno che sta scendendo su di un’altra corda. Nessuna frattura, mano gonfia ed un profondo taglio sul dito medio. La giovane prosegue la discesa ma giunta a -200 non se la sente di proseguire e quindi esce assieme ai compagni.

14 febbraio – Voragine della Rana (Sardegna)
A.G. 39 anni, mentre scendeva il secondo pozzo, era investito da un grosso masso staccatosi improvvisamente; nel tentativo di proteggere il capo, sollevava il braccio destro che colpito subisce una frattura; i compagni avvertivano il Soccorso (8° Zona) che interveniva con più squadre ed il medico. In attesa dei soccorsi gli veniva immobilizzato l’arto fratturato e, per evitare che prendesse troppo freddo, era sistemato in zona riparata e coperto con 2 teli termici e riscaldato con 3 lampade a carburo.
Venivano attrezzati i pozzi ed iniziava il recupero utilizzando la tecnica del contrappeso e del paranco; alle ore 19,38 il ferito è all’esterno dove viene rifocillatoed aiutato a percorrere il sentiero già attrezzato con corrimano. Dopo circa un’ora si raggiungono le auto ed il ferito è trasportato all’Ospedale Marino di Cagliari dove gli viene riscontrata la frattura scomposta epifisi distale del radio destro con distacco stiloide ulnare.

14 marzo – Grotta di Su Bentu (Sardegna)
La 8° Zona era avvisata che un gruppo di 7 persone, in vista alla grotta, risultava in forte ritardo, si attiva subito la partenza di una squadra, ma dopo circa un’ora arriva la comunicazione del cessato allarme. Gli speleologi in grotta, tra cui 2 Vigili del Fuoco, erano usciti senza problemi; l’allarme era scattato in quanto i familiari di uno di questi, in apprensione per il ritardo, avvertivano il 115 di Nuoro che diramava la richiesta al Soccorso Speleologico.

25 aprile – Grotta del Fiume (Marche)
R.M. mentre percorre la cavità, subisce un incidente che gli procura la lussazione della spalla destra. Era prontamente soccorso ed aiutato ad uscire dopo averlo calato nei vari saltini ed aiutato in più passaggi. Veniva poi accompagnato all’ospedale di Fabriano per le necessarie cure.


27 maggio – Risorgente Su Cologone (Sardegna)
P.C. 60 anni, durante una immersione per effettuare riprese cinematografiche, sceso a -40 metri era colpito da infarto e, nonostante i soccorsi immediati, moriva in acqua, aveva appena ripreso la discesa di Alberto Cavedon che ha raggiunto i 135 metri di profondità.
Il recupero della salma era effettuato in giornata, un altro speleosub che aveva cercato di aiutarlo, era portato in camera iperbarica per controlli, nulla di grave.
Tutto il materiale subacqueo dell’operatore è stato sequestrato dai sommozzatori dei Carabinieri per i vari controlli.

3 luglio – Grotta Porcara (Veneto)
A seguito del mancato rientro di 5 speleologi, veniva richiesto l’interventodella Stazione di Verona (6° Zona) che inviava sul posto una squadra che, entrata nella cavità, incontrava i ritardatari molto provati e li accompagnava all’esterno.

10 luglio – Grotta 87 V G (Friuli Venezia Giulia)
P.G. anni 72, durante le operazioni per consolidare un muretto a quota -62, veniva colpito al piede destro da un masso di circa 20 Kg. che gli fratturava un dito del piede. Usciva autonomamente, ne avrà per 40 giorni.

10 luglio – Grotta V G (Friuli Venezia Giulia)
N. B. anni 71, mentre demoliva un masso a – 65, si colpiva con una mazza la tibia destra producendosi una ferita lacero contusa. Usciva da solo e guarirà in 10 giorni.

17 luglio – Grotta Tequila Bum Bum (Piemonte)
Nel corso di una esercitazione tra la 1° e la 13° Zona, mentre 3 persone stavano stendendo la linea telefonica, restavano bloccate a causa di un furioso temporale che aveva fatto aumentare la portata del torrente sino a formare un sifone. Un’altra squadra era riuscita ad uscire appena il tempo.
Immediatamante scattavano i lavori per svuotare il sifone utilizzando 3 pompe idrovore ed altri  accorgimenti che hanno permesso di liberare il sifone e far uscire in nottata i 3 Tecnici.

25 luglio – Grotta di San Giorgio (Liguria)
Due subacquei D. F. di 53 anni ed il figlio di 17, si sono immersi in mare e si sono avventurati nella cavità, a causa della risacca però non sono più riusciti a risalire e sono annegati.
Il recupero è stato effettuato dai Vigili del Fuoco.

19 agosto – Abisso Saragato (Toscana)
La 3° Zona era avvisata che 2 persone, una ragazza di 26 anni ed un uomo di 40, scese nella parte profonda grotta, risultavano in forte ritardo, partiva subito una squadra per verificare la situazione. Mentre si approntava un intervento massiccio,viste le difficoltà dell’abisso, usciva un Tecnico per avvisare che, pur con grande ritardo, i 2 stavano risalendo lentamente ma senza problemi.

20 agosto – Abisso Cul di Bove (Campania)
Alla profondità di circa 500 metri, uno speleologo si sentiva male e non riusciva più a procedere, alcuni compagni, Tencici CNSAS, restavano ad assisterlo mente altri uscivano per allertare la 14° Zona e mettere in preallarme altre Delegazioni.
Nel frattempo il giovane si era un po’ ripreso ed aiutato dai compagni, iniziava la risalita; la squadra di primo intervento lo ha poi raggiunto ed aiutato sino all’uscita.


24 ottobre – Omber en Banda al Bus del Zel (Lombardia)
Durante una uscita di un Corso di Speleologia, l’allievo D.S. 34 anni, mentre scendeva un salto sotto la visione di un istruttore, precipitava da 4/5 metri a causa della rottura della corda. Immediatamente scatta il soccorso della 9° Zona che raggiunge il ferito assieme al medico che, dopo le necessarie medicazioni, viene imbarellato ed inizia il recupero. Nell prime ore del pomeriggio il ferito è all’esterno dove, caricato sull’ambulanza sarà portato all’ospedale.

1 novembre – Abisso Led Zeppelin (Friuli Venezia Giulia)
Due speleologi ungheresi lasciano il campo base interno a quota -780 per effettuare una risalita in zona nuova, hanno con loro anche materiale per un eventuale bivacco; dopo qualche ora si verifica una piena del torrente. Trascorrono20 ore e gli amici restati al campo decidono di scendere per verificare la situazione, a -980 trovano la grotta invasa dall’acqua che forma anche un tratto sifonante; i 3 in esplorazione si trovano oltre.
Nel frattempo altri speleologi sono usciti per allertare la 2° Zona che si mette in preallarme per organizzare un intervento a quella profondità.
Trascorse 40 ore cala la portata dell’acqua ed i bloccati finalmente riuscono a risalire e raggiungere il campo interno e, dopo essersi riposati e rifocillati usciranno dalla grotta.

7 novembre – Buranco della Paglierina (Liguria)
La escursionista C.P. 45 anni dopo aver terminato la visita con amici alla cavità, stava percorrendo il sentiero esterno e, probabilmente a causa del buio, scivolava e cadendo si procurava la sospetta frattura di tibia e perone. Allertato il 118 faceva inervenire il CNSAS ed i Vigili del Fuoco che recuperavano e portavano la donna all’ospedale di Pietra Ligure.

12 dicembre – Antro del Corchia (Toscana)
A causa di una errata interpretazione di un messaggio telefonico registrato, veniva allertata la 3° Zona per un intervento di soccorso nella cavità dove risultavano bloccati da una frana 8 speleologi. Entrava velocemente una squadra, molti Tencici anche di altre Delegazioni erano in loco per una campagna di rilevamento e mappatura della grotta, che constatava come non fosse successo nulla.
Tutte le persone erano poi fatte uscire senza problemi.

4 ottobre – Dragonniere du Gard (Francia)
Viene richiestol’intervento della Commissione Speleosubacquea del CNSAS a seguito di un incidente veificatosi all’interno di un sifone: a 700 metri dall’ingresso ad a 72 metri di profondità, una frana ha bloccato il ritorno di uno speleosub in immersione.
I Tecnici italiani sono trasportati in aereo.
Si susseguono più immersioni da parte di speleosub di varie nazionalità che appurano la impossibilità di superare la frana.
Purtroppo lo speleosub bloccato morirà senza che nessuno lo abbia potuto raggiungere.

Possiamo considerare come anche in questo anno l’attività è stata particolarmente intensa, un grazie a tutti i componenti del Soccorso Speleologico che sempre più lavorano per migliorare la nostra struttura, auguri a tutti e buon lavoro per il 2011.                   

Nel corso di questo anno, si sono verificati 19 incidenti che hanno coinvolto 48 persone (30 uomini, 3 donne e 15 non noti), queste le conseguenze: nessuna 37, lievi 1, gravi 7, morte 3. Rispetto all’anno precedente si è quasi raddoppiato il numero degli incidenti da 10 a 19, ed i convolti sono passati da 21 a 48.
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